L’avvio del nuovo anno scolastico
Ronchi, taglio del nastro alla nuova ‘Da Vinci’: un investimento di oltre 6milioni di euro
12 classi, 5 nuovi laboratori e un auditorium da 200 persone. Il sindaco Benvenuto, «una scuola è una promessa che si fa ai ragazzi». «Un risultato spettacolare» per la dirigente Soranzio.
È stata una speciale ripresa delle lezioni quella di oggi, lunedì 14 settembre, a Ronchi dei Legionari dove un migliaio di studenti sono rientrati nella nuova Scuola Secondaria di primo grado “Leonardo da Vinci”. Con la cerimonia odierna è stato portato a compimento un percorso iniziato nel 2014, quando dopo i primi sopralluoghi, studi e indagini messe a punto dall'ingegner Arturo Busetto, evidenziarono la necessità di un adeguamento del vecchio edificio risalente al 1965. È stato necessario demolire e ricostruire tutto. L'avvio e la visione del progetto sono iniziati con la giunta guidata dal sindaco Roberto Fontanot nel 2014. La progettazione e le prime demolizioni sono state portate avanti con l’amministrazione del sindaco Livio Vecchiet, dal 2016 al 2022. Il completamento dell'opera e la sua inaugurazione arrivano oggi, sotto la responsabilità della giunta guidata dal sindaco Mauro Benvenuto.
«È stata una staffetta amministrativa e tecnica lunghissima, che ha attraversato più mandati e che dimostra una cosa importante: il bene comune non ha colore politico – ha sottolineato nel suo intervento il sindaco Mauro Benvenuto - tutti lavorano per un obiettivo chiaro, far crescere la città». Straordinario lo sforzo finanziario per realizzarla: sono stati spesi 6 milioni 298.429,60 euro tra risorse europee, regionali e comunali. «Oggi inaugurate uno spazio dove si costruirà il futuro della comunità», così in un messaggio il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.
Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili e militari, consiglieri comunali e regionali, diversi sindaci dei Comuni contermini e alcuni cittadini. Tra i presenti il Prefetto Ester Fedullo, il Questore Luigi Di Ruscio, il Tenente Colonnello Gianluigi Bevacqua, Comandante del Reparto Operativo di Gorizia. A rappresentare la Regione, l’assessore Cristina Amirante. A benedire la struttura, l’arcivescovo di Gorizia monsignor Giampaolo Dianin affiancato dai parroci della città, monsignor Iganzio Sudoso e don Umberto Bottacin. «Non c’è futuro se non si accompagna lo sviluppo didattico e formativo» ha dichiarato l’europarlamentare Anna Maria Cisint dopo l’intervento di Ciriani.
Di percorso «faticoso ed emozionante» ha riferito il sindaco Benvenuto nell’illustrare quanto fatto. «Oggi inauguriamo la scuola, ma non consideriamo concluso il percorso di completamento di tutti gli spazi – continua il primo cittadino - l'auditorium, in particolare, necessita ancora di alcune finiture e del suo allestimento definitivo. Non lo considero un limite di questa giornata, ma un ulteriore impegno che ci assumiamo davanti alla comunità: completare questo spazio affinché possa esprimere pienamente le sue potenzialità».
«Lo stesso vale per gli spazi esterni. Dovranno essere completati gli interventi necessari a rendere pienamente fruibili e accessibili tutte le aree della scuola, compresi il giardino e l'agorà esterna, affinché gli studenti possano vivere questo luogo non soltanto dentro le aule, ma anche negli spazi di relazione, incontro e socialità – prosegue - una scuola, infatti, non finisce con le sue pareti. Una scuola vive anche negli spazi che permettono ai ragazzi di incontrarsi, stare insieme e sentirsi parte di una comunità». Accanto all'impegno politico, determinante è stato il lavoro di chi, nei cantieri e negli uffici, ha tradotto i progetti in realtà.
Numerosi i tecnici che si sono succeduti nelle fasi progettuali: l'ingegner Giovanni Rodà, l'ingegner Marco Portelli e l'attuale responsabile, l'ingegner Gianluca Bregant, «che ha guidato l'ultimo e decisivo miglio, insieme a tutto il personale del nostro servizio tecnico e tutti gli uffici». Non possono non essere citati la società capogruppo mandataria AB&P ENGINEERING S.r.l. di Pordenone, l'ingegner Arturo Busetto, con funzione di Direzione Lavori, IN.AR.CO. S.r.l. di Udine, MADS & ASSOCIATI di Trieste, lo Studio Associato Ingegneria e Dintorni di Codroipo, l'impresa Cella Costruzioni di Coseano e SCA Montaggi di Ronchi.
«Una scuola è una promessa che si fa ai ragazzi» così in chiusura Benvenuto. Va detto che il risultato è notevole: gli spazi interni si presentano moderni, colorati e pieni di luce. La struttura ospita 12 classi e 5 laboratori innovativi con dotazioni informatiche di ultima generazione. Soddisfazione è stata espressa dalla dottoressa Patrizia Pavatti, Dirigente Pavatti la quale ha definito il mondo della scuola «un contenitore ricco di vita» ed «il cuore della comunità». Pavatti ha pure ricordato il concetto di scuola orientativa che conduce al secondo ciclo d’istruzione. Ricordato anche il professor Italo Santeusanio, «punto di riferimento» della comunità scolastica ronchese. Di «opera strategica» ma anche di «messaggio di fiducia verso i giovani» ha riferito l’assessore regionale alle Infrastrutture e al Patrimonio.
Grande l’emozione dei presenti, un sentimento colto dal Prefetto che ha evidenziato quanto la scuola sia il luogo dove si insegnano i valori alla base della democrazia perché qui vi si formano i cittadini del domani che non dovranno mai perdere curiosità e voglia di partecipare. Significativo anche il momento della consegna delle bandiere Italiana, Europea e della Regione da parte degli Alpini del Gruppo di Ronchi agli studenti. I vessilli sono stati poi issati all’ingresso esterno della scuola, luogo di vita abitato dalle nuove generazioni. «Quello che vediamo è un risultato spettacolare – sono le parole della dirigente scolastica Franca Soranzio – è stato un percorso lungo e difficile ma l’edificio è moderno ed un successo su tutti i fronti». La struttura è dotata di impianti alimentati da fonti rinnovabili. Notevole anche il nuovo auditorium da 200 posti, uno spazio polifunzionale ed arricchente.
Foto di Gregorio Bazzocchi
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