Ronchi, Noi Moderati bacchetta il resto della minoranza: «Necessari integrità di pensiero e onestà intellettuale»

Ronchi, Noi Moderati bacchetta il resto della minoranza: «Necessari integrità di pensiero e onestà intellettuale»

LA NOTA

Ronchi, Noi Moderati bacchetta il resto della minoranza: «Necessari integrità di pensiero e onestà intellettuale»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 03 Feb 2026
Copertina per Ronchi, Noi Moderati bacchetta il resto della minoranza: «Necessari integrità di pensiero e onestà intellettuale»

Il capogruppo Dijust, «le argomentazioni trattate sono solo materiale riciclato». Il richiamo a far prevalere l'interesse generale e al potenziamento dei servizi.

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«Il potere si allea sempre per combattere il nemico. È così che quattro candidati sindaco, che nulla hanno in comune per storia e idee, si uniscono in una conferenza stampa per puntare il dito su chi non la pensa come loro usando argomenti riciclati». La pensa così Boris Dijust, consigliere comunale di Noi Moderati, riferendosi all'incontro promosso sabato scorso dagli altri consiglieri di minoranza che hanno mosso rilievi e critiche nei confronti dell'operato dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Mauro Benvenuto. Il partito non ha infatti aderito all'iniziativa. Toni e considerazioni di Dijust sono diversi e il pensiero che ne emerge è ben articolato.

«A Vecchiet rispondiamo che la maggioranza sta tranquillamente in piedi da sola senza l’appoggio di Noi Moderati – rivendica il partito - ma la verità è che senza di Noi - all’epoca lista civica Cittadini Contro la Fusione di cui Boris Dijust è stato il presentatore al 7,5%, Vecchiet, non sarebbe mai diventato sindaco. In effetti nei giorni successivi alle elezioni era già stato colpito da amnesia post elettorale, per cinque anni non ha risposto al telefono ed evitava il confronto dimenticando totalmente ogni accordo».

«Per onestà intellettuale» viene poi fatto notare che «invece, in quel periodo rispondeva sempre al telefono e si operava per risolvere le problematiche rappresentate il suo assessore alla cultura Mauro Benvenuto che, ad un certo punto e a buona ragione, l’ha lasciato a piedi».

«Certa politica non è un esempio di coerenza e correttezza e i principi antichi ed universali vengono calpestati per acredine, per interesse, per raggiungere i propri obiettivi o semplicemente per porsi dall’altra parte a prescindere da una valutazione onesta e corretta sulla cosa fatta» aggiunge Dijust. Al tavolo di sabato scorso, Noi Moderati non è stato invitato. «Di questo ringraziamo gli organizzatori, perché onestamente le argomentazioni trattate sono solo materiale riciclato al quale abbiamo già dato riscontro pubblico in questi tre anni e mezzo di mandato con diversi comunicati e risposte facilmente recuperabili sulla stampa locale o sulla nostra pagina Facebook».

«Quando questa Giunta a nostro parere ha sbagliato, come sull’addizionale Irpef, abbiamo fermamente rappresentato la nostra posizione illustrandola anche ai cittadini – evidenzia Dijust - abbiamo poi attaccato sul verde, sulle cabine Enel, sulle manutenzioni, sulla sicurezza della circolazione stradale e su molti altri argomenti. Ma abbiamo ottenuto lungamente più risultati noi con un dialogo costruttivo e rappresentando l’autorevolezza e la validità dei nostri argomenti, che non tutto il resto dell’opposizione che usa argomenti faziosi e incoerenti».

Anche se alcuni di quelli illustrati potrebbero essere degli spunti condivisibili «chi punta il dito è stato seduto in Consiglio Comunale con cariche di sindaco, vicesindaco, assessore e consigliere da più di vent’anni e lo è oggi da consigliere di opposizione! Con che faccia hanno il coraggio di accusare chiunque oggi o domani sarà alla maggioranza per cose che loro non hanno fatto quando stavano al governo della città?».

Dijust richiama a «integrità di pensiero e onestà intellettuale per riconoscere che se una cosa è fatta bene, lo è a prescindere da chi l’ha fatta». «Quando abbiamo rappresentato e ottenuto lo stanziamento di fondi per la necessaria e doverosa pulizia della vasca di raccolta delle acque meteoriche di Soleschiano, cosa mai fatta da Vecchiet e dall’amministrazione che lo ha preceduto, abbiamo votato la variazione di bilancio per coerenza e correttezza, perché erano spese che avevamo richiesto noi».

Ci sono opere pubbliche alle quali finalmente si sta mettendo mano e manutenzioni che riguardano tombini e caditoie da riparare, fognature da ultimare, viabilità e segnaletica da rivedere, piste ciclabili e attraversamenti pedonali, marciapiedi e vie che si allagano. «Finalmente, dopo decenni, si mette mano alle case Pater e i professionisti della politica, che non hanno fatto nulla per vent’anni, tentano di fermare i lavori delle Casette e far aspettare dodici famiglie per avere un alloggio popolare nel nome del passero e dell’acacia?»

Non vengono risparmiate le critiche alla consigliera Marocco e «il patrimonio da valorizzare» nel quale, durante il suo intervento, ha incluso l’ex Cinema Rio. «Tutto bene se non fosse che l’immobile è di sua proprietà, quindi si andrebbe in contro ad un corto circuito e ci si troverebbe difronte ad un chiaro conflitto d’interessi» commenta il consigliere di centrodestra. «Ronchi non ha bisogno di questa politica ma necessita che i soldi dei contribuenti siano spesi nei servizi e nelle necessità della città e dei cittadini, perché l’impegno della politica nel rispetto costituzionale deve essere quello di garantire la miglior qualità di vita delle persone». Non mancano i richiami alla sicurezza del territorio e investimenti nel sociale.

E ancora: «Sport e cultura sono il nostro fiore all’occhiello e necessitano di uno sforzo economico per coinvolgere i giovani nelle attività proposte e per migliorare o ampliare le strutture quale, ad esempio, un auditorium più capiente e attrezzato». «Maggioranza e opposizione, ognuno nel proprio ruolo, devono promuovere le attività nell’interesse generale dei cittadini per favorire il benessere della comunità quale obiettivo principale della politica. Noi Moderati lavora così, con coerenza e correttezza, convinti che la politica è l’arte del possibile e vada usata per il bene della città e dei cittadini» conclude Dijust.

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