Ronchi, mozione Pd sulle case di riposo, Dijust: «I dem strumentali». Cumin: «Accusa subdola e fuorviante»

Ronchi, mozione Pd sulle case di riposo, Dijust: «I dem strumentali». Cumin: «Accusa subdola e fuorviante»

CONSIGLIO COMUNALE

Ronchi, mozione Pd sulle case di riposo, Dijust: «I dem strumentali». Cumin: «Accusa subdola e fuorviante»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 15 Mag 2026
Copertina per Ronchi, mozione Pd sulle case di riposo, Dijust: «I dem strumentali». Cumin: «Accusa subdola e fuorviante»

Botta e risposta sul sostegno economico regionale alle strutture per anziani. Salvando la valenza nel merito dell’emendamento, viene contestati il metodo. «Documento blindato».

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La mozione del Pd di Ronchi dei Legionari per il sostegno regionale ai costi delle strutture residenziali pubbliche per anziani non autosufficienti, ha agitato l’ultima seduta del Consiglio Comunale. «Se la proposta dei dem ha una sua valenza nel merito, non si può dire altrettanto del metodo con il quale la mozione è stata presentata all’Aula – sostiene il consigliere di Noi Moderati, Boris Dijust - il documento, realizzato dai vertici locali del partito di maggioranza è stato presentato tout court quale mozione del gruppo di maggioranza all’assemblea consiliare sottolineando dai presentatori che la mozione non ha un colore politico. Allora perché lucrare su un aspetto sociale quando, se si voleva raggiungere il risultato, si sarebbe potuto sottoscrivere il documento nella conferenza dei capigruppo senza simboli di partito? A che pro?».

Per l’esponente di minoranza, essendo il tema chiaramente condivisibile e sentito dalle famiglie e dagli anziani, lo si poteva discutere in IV Commissione – quella per le politiche socio assistenziali salute, istruzione e politiche giovanili - «per essere condiviso». «Un’altra strada che poteva essere percorsa – aggiunge Dijust - è quella dell'Ambito socio-assistenziale della provincia di Gorizia con una proposta fatta direttamente alla Regione. In fin dei conti il Pd a Ronchi conta sei consiglieri e tre assessori di cui uno proprio con delega alle Politiche Socio-Assistenziali. Purtroppo, nessuna di queste strade è stata scelta». Per l’ala moderata del centrodestra, il tema «è stato strumentalizzato dal Pd» e la compagine si è così astenuta al momento del voto».

Dijust rileva che Noi Moderati è molto sensibile al tema tanto da far notare che il presidente nazionale del partito, Maurizio Lupi ha da poco presentato l’emendamento al Pnrr per la stabilizzazione del personale del Servizio sanitario nazionale e la riduzione delle liste d’attesa. «Si tratta di un intervento concreto che punta a valorizzare medici, infermieri e operatori sanitari già attivi nel sistema, superando il precariato e rafforzando gli organici – evidenzia il consigliere – l’emendamento prevede, tra le principali misure, l’aumento delle borse di specializzazione, incentivi per le discipline carenti, la riduzione della tassazione sugli straordinari per il personale infermieristico e la possibilità di riservare una quota dei concorsi a chi ha già maturato esperienza nel servizio sanitario». La replica del dem Savio Cumin non tarda ad arrivare. «Spiace constatare che il consigliere Dijust accusi il Pd di non aver voluto condividere con il Consiglio comunale i contenuti di una mozione che aveva due obiettivi: portare all'attenzione dell'assise ronchese la complessa situazione gestionale e finanziaria delle strutture residenziali pubbliche e rappresentare alla Regione l'esigenza di affrontare il tema, sempre più urgente, dell'aumento dell'abbattimento rette».

Cumin definisce incompressibile «la polemica» arrivata dal capogruppo moderato del centrodestra: «Il coinvolgimento dell'Ambito socio-assistenziale Basso Isontino è presente in uno dei dispositivi finali della mozione. Da tempo l'assessore Elisa Sandrigo è impegnato con la presidente dell'Ambito, Marta Calligaris e con i colleghi assessori degli altri Comuni nel sensibilizzare la Regione su una questione sempre più impellente per gli enti locali che gestiscono strutture assistenziali per anziani». Cumin rimanda al mittente l’accusa di strumentalizzazione definendola «subdola e fuorviante». 

«Il capogruppo di Noi Moderati dovrebbe spogliarsi dal ruolo di appartenenza a una lista di centrodestra per unirsi ad una battaglia di merito, che non può avere barriere politiche, ma che vuole rappresentare l'interesse comune delle tante famiglie con familiari anziani non autosufficienti presenti in tutto il territorio monfalconese». Va detto che l’ultimo Consiglio Comunale ha approvato la variazione di bilancio comprendente l'applicazione di una parte consistente dell'avanzo di amministrazione 2025 per oltre 920mila euro a seguito dell'approvazione del relativo rendiconto di gestione. Di questa cifra, 893mila euro sono stati destinati a copertura della previsione di maggiori spese in conto capitale alle quali si sono aggiunte ulteriori entrate provenienti soprattutto da trasferimenti regionali per quasi 380mila euro.

Tra i significativi stanziamenti votati, va evidenziato che tra i principali settori di investimento in conto capitale sono stati finanziati anche 60mila euro per interventi di manutenzione straordinaria sulle strutture residenziali “Corradini” e Centro Alzheimer “Argo”. Sul tema, nelle scorse ore, Dijust ha controreplicato definendo le posizioni di Cumin retoriche e dal “sapore” di campagna elettorale. Salvando la valenza nel merito dell’emendamento, ritorna sul metodo ponendo considerazioni e interrogativi: «Il documento riporta la data del 25 marzo 2026 ma non la data di presentazione al protocollo. Rimane il fatto che è stata inoltrata ai consiglieri comunali solo il 22 aprile 2026. Ovvero il giorno successivo alla Conferenza dei Capigruppo e sette giorni prima del Consiglio Comunale del 29 aprile con il chiaro intento di far votare il documento così com’era, senza partecipazione e discussione utilizzando uno dei sistemi di garanzia sopra descritti».

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