IL PATRONO
Ronchi in festa per San Lorenzo, a Brian Harland il ‘Premio della Carità’ in memoria di don Boscarol: «Non dimentichiamo chi soffre»
Monsignor Sudoso, «l’incontro è l’unica via per costruire il futuro». Il sindaco Benvenuto: «Possiamo avere idee diverse per il bene comune senza diventare avversari».
Quella in onore di San Lorenzo Martire è stata una festa patronale solenne per Ronchi dei Legionari oggi, lunedì 10 agosto. L’appuntamento nella chiesa arcipretale decanale alle 10.30 con la santa messa officiata dal parroco monsignor Ignazio Sudoso, concelebrata dal nuovo parroco di Metlika, don Ianez Meglen e dal parroco di Wagna, Anton Neger. Presente anche il già parroco di Metlika, Primož Bertalanič. Il rito è stato sostenuto dal canto della sezione giovanile della Corale Audite Nova diretto dalla maestra Gianna Visintin. Al centro dell’omelia pronunciata dal parroco monsignorSudoso, l’attenzione, la cura e il dialogo «per riconoscere chi è davanti a noi come fratello». «Le differenze geografiche non sono barriere ma ponti – sottolinea il celebrante - la parola chiave di Lorenzo è carità in senso evangelico, cioè “attenti all'altro”. Una carità che si fa cuore, dialogo in un’epoca caratterizzata dalle polarizzazioni anche della comunicazione. In un mondo dove rischiamo di restare vittime della paura, senza soluzione di prospettiva». Quindi l’invito a cogliere l’appello attuale di Lorenzo: «attraversare e vivere le paure» e - per una società sana: «tessere legami, cercare ostinatamente ciò che unisce».
«L’incontro è l’unica via per costruire il futuro, la strada per vivere insieme». Monsignor Sudoso ha poi ripreso la frase che il sindaco Mauro Benvenuto ha usato all’ inaugurazione dei mosaici delle città gemellate: «Una comunità cresce quando sa costruire le proprie radici ma anche aprirsi all'altro». «Non dobbiamo dimenticare di chi siamo figli – sono ancora le parole del parroco – noi siamo frutto di tanti incroci come l’incontro la tra cultura slovena e quella italiana. Seguiamo la logica del Vangelo che parla di quel chicco di grano, che poi è paradosso del Cristianesimo oggi. Una parrocchia, una città che spendono le proprie risorse per il bene comune, è come quel chicco di grano. Si rifanno alla logica di San Lorenzo, il dono di sé. I tesori della città non sono solo i bilanci pubblici e le infrastrutture ma le persone, soprattutto quelle che fanno più fatica a vivere. La festa di San Lorenzo è un mandato per il nostro presente, rinnovare l'impegno di costruire ponti e laboratori di dialogo».
Altamente significativo il momento della consegna del “Premio della Carità” istituito in memoria di don Renzo Boscarol e promosso dal “Comitato Monsignor Virgulin e don Boscarol” presieduto da Fiorella Huala. È stato un gesto comunitario che ha permesso di tenere viva la memoria di questi due sacerdoti che hanno speso la loro vita nell’impegno pastorale e caritativo a servizio di questa comunità ed in modo particolare dei più poveri. Ricordando don Boscarol, il primo segno: la consegna al Brian Harland una serie di buoni spesa che personalmente, attraverso la sua generosa opera di volontariato, provvederà a consegnare a persone e famiglie della città che sono in difficoltà economica. Un’opera che Harland porta avanti con il sostegno di tanti amici. Facendo memoria di monsignor Virgulin, la Parrocchia ha donato al direttore del Centro Teologico don Franco Gisamano, un contributo a favore degli studenti di Teologia che all’indimenticato parroco stavano a cuore.
Commosso dal gesto, Harland ha definito il premio «inaspettato». «Mi ha lasciato una grossa emozione – commenta - questo è un riconoscimento condiviso con chi mi dà una mano a fare tutto questo. Don Renzo conosceva chi aveva bisogno, lui se n'è andato e ho voluto continuare a fare quello che faceva. Abbiamo consegnato più di 800 spese, ho continuato con l’impegno a favore de profughi provenienti dall’ Ucraina, con i marittimi bloccati a largo del porto di Monfalcone, con l’impegno all’Emporio Caritas e all’ Emporio per i bambini. Poi, l’impegno in carcere dove assieme ad altri volontari, portiamo abbigliamento e prodotti d’igiene personale, mi ritrovo davanti dei ragazzi dell’età dei miei nipoti, non è facile. Non sono stato e non sono solo. Don Renzo mi ha permesso tutto questo. Grazie a tutti voi, non dimentichiamo mai chi soffre e ha bisogno d’aiuto».
La celebrazione ha richiamato anche le autorità civili, militari e politiche locali. Presente anche il Questore, Luigi Di Ruscio. Da Wagna è giunto il vicesindaco Mayor Johann Ritter accompagnato da tre consiglieri. Metlika è stata rappresentata dal sindaco Martina Legan Janžekovič. «Avere cura degli altri significa avere cura della comunità - ha rilevato nel suo intervento il sindaco di Ronchi, Mauro Benvenuto - nessuno, da solo, può costruire il bene comune. Il bene comune ha bisogno della partecipazione di tutti. Se una parte della comunità rimane indietro, quella parte riguarda tutti noi». Rilevante tra i richiami e gli appelli del suo intervento il passaggio: «Possiamo avere idee diverse senza diventare avversari».
Fotoservizio di Enrico Valentinis
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.













Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione









