Ronchi e la Chiesa Diocesana ricordano don Renzo Boscarol, «prete ma giornalista della Parola»

Ronchi e la Chiesa Diocesana ricordano don Renzo Boscarol, «prete ma giornalista della Parola»

A cinque anni dalla scomparsa

Ronchi e la Chiesa Diocesana ricordano don Renzo Boscarol, «prete ma giornalista della Parola»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 03 Mar 2026
Copertina per Ronchi e la Chiesa Diocesana ricordano don Renzo Boscarol, «prete ma giornalista della Parola»

Sabato 7 marzo alle 17.30 nella chiesa parrocchiale di san Lorenzo verrà ricordato nella messa vespertina. Prevista anche una proiezione storica accompagnata all'organo da Ivan Bianchi.

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Ripensare a chi e cosa è stato don Renzo Boscarol per le comunità e per le persone che ha conosciuto e guidato, significa pure ricordare due di quelle che si sono rivelate le straordinarie doti di questo sacerdote. Due caratteristiche che sapevano puntualmente farsi un tutt’uno e lo caratterizzavano in maniera puntuale. Riusciva ad essere testimone della vita popolare, delle sue genti e – allo stesso tempo – centrare e compiere quell’essere un uomo di una levatura culturale di peso.

Spesso più di qualcuno si è soffermato a chiedersi: si sentiva prima prete o giornalista?  Molti sono arrivati a questa valutazione: «Era prete ma "giornalista della Parola”». Tutto questo, don Boscarol l’ha testimoniato in tante delle dimensioni sociali ed ecclesiali nelle quali è stato chiamato a dare il suo contributo. Anche – e soprattutto – in Azione Cattolica, dove il parroco ronchese è stato quel tessitore di relazioni che non ha mai aderito a devozioni esteriori ma si è rivelato un uomo che prima di tutto ha saputo tradurre e connettere la Fede nella quotidiana sensibilità delle persone.

Don Boscarol “si è sempre scomodato”, non ha mai aderito a posizioni di comodo. Prendere una posizione, per lui, voleva dire compiere una mossa evangelizzatrice attraverso cui ha saputo trovare il modo per invitare la gente ad aprire gli occhi e ad “elevare” la propria esperienza di credente. Come altri suoi amici, laici o confratelli, il prete bisiaco ha portato il calore del Cristianesimo nella famiglia dell’Associazione che nel suo cuore occupava uno dei primi posti come il giornale diocesano, la Chiesa Universale, la Politica, Concordia et Pax, Iniziativa Isontina e tanti altri campi culturali e sociali dove ha operato.

Don Renzo non ha riempito riunioni ed incontri di un culto dal sapore sociologico o non praticato nei fatti. La sua comunità natale e quella diocesana lo ricorderanno sabato 7 marzo, a cinque anni dalla sua scomparsa, alle 17.30 nella celebrazione della Santa Messa in San Lorenzo. Seguirà, in chiesa, una proiezione storica accompagnata da un momento musicale eseguito all'organo da Ivan Bianchi.

Foto di Federico Leban

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