Ronchi, Benvenuto risponde all'opposizione: «Noi trasparenti»

Ronchi, Benvenuto risponde all'opposizione: «Noi trasparenti»

LA REPLICA

Ronchi, Benvenuto risponde all'opposizione: «Noi trasparenti»

Di Redazione • Pubblicato il 30 Gen 2026
Copertina per Ronchi, Benvenuto risponde all'opposizione: «Noi trasparenti»

La recente mozione di Marocco, Di Bert e Borgia fa intervenire il primo cittadino, «è propaganda e campagna elettorale».

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Dopo il recente deposito della mozione da parte dei consiglieri comunali di opposizione Massimo Di Bert, Alessandra Marocco e Vincenzo Borgia, che chiedono una riforma profonda del Regolamento del Consiglio Comunale per rafforzare trasparenza, partecipazione e qualità del confronto democratico, non si è fatta attendere la replica del sindaco di Ronchi dei Legionari, Mauro BenvenutoLa proposta delle minoranze punterebbe a trasformare il Municipio in una vera e propria “casa di vetro”, introducendo nuovi strumenti di controllo, ampliando i diritti dei consiglieri e aprendo maggiormente le porte dell’aula consiliare ai cittadini, attraverso l’introduzione del “question time del cittadino” e un riconoscimento più incisivo delle petizioni popolari.

Un’impostazione che, nelle intenzioni dei firmatari, mirerebbe a ridurre la distanza tra istituzioni e comunità e a rendere il Consiglio Comunale un luogo più aperto e accessibile. Di tutt’altro avviso il primo cittadino, che respinge le critiche e mette in discussione l’impianto stesso della mozione: «Respingo con decisione l’idea che il Municipio di Ronchi dei Legionari non sia una “casa di vetro” – interviene Benvenuto – il Comune già oggi garantisce ampia trasparenza: atti, delibere, pareri e documentazione sono pubblici e accessibili secondo quanto previsto dalla legge. Se qualcuno ritiene che vi siano mancanze, irregolarità o responsabilità specifiche, abbia il coraggio politico di indicare fatti, nomi e cognomi. Le accuse generiche servono solo a creare sospetti, non a migliorare le istituzioni».

Colpisce il primo cittadino l’impostazione di fondo della proposta, che, a suo dire, sembra «voler sostituire il ruolo dei consiglieri comunali con interventi diretti dei cittadini. La partecipazione è un valore che questa Amministrazione ha sempre sostenuto, ma non può diventare un alibi per rinunciare alle responsabilità che gli elettori hanno affidato ai loro rappresentanti. Chi siede in Consiglio è chiamato a studiare gli atti, proporre soluzioni e assumersi decisioni, non a delegare il proprio compito».

«Il sospetto è che questa iniziativa abbia più il sapore della propaganda e della campagna elettorale che di un reale contributo al buon funzionamento dell’ente – conclude il sindaco – in ogni caso, sarà il Consiglio Comunale a decidere. E questa Amministrazione continuerà a lavorare con trasparenza, responsabilità e rispetto delle istituzioni». 

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