Ristori post maltempo 2025 alle imprese, Riccardi: «Massima partecipazione possibile al piano di sostegno»

Ristori post maltempo 2025 alle imprese, Riccardi: «Massima partecipazione possibile al piano di sostegno»

LA PROROGA AL 31 LUGLIO

Ristori post maltempo 2025 alle imprese, Riccardi: «Massima partecipazione possibile al piano di sostegno»

Di REDAZIONE • Pubblicato il 27 Giu 2026
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Estesi i tempi per l'accesso ai contributi destinati alle attività danneggiate dagli eventi calamitosi. La misura interessa 36 comuni e consentirà alle imprese di essere automaticamente inserite nel censimento per i futuri aiuti nazionali.

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Con un decreto firmato dall'assessore alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, e condiviso con gli assessori Stefano Zannier, titolare delle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e Sergio Emidio Bini, per le Attività produttive, è stato prorogato al 31 luglio 2026 il termine per accedere ai ristori destinati alle imprese colpite dagli eventi calamitosi del novembre 2025. Come ha spiegato l'assessore Riccardi, il provvedimento mira a garantire la più ampia partecipazione possibile al piano di sostegno destinato al tessuto produttivo. La proroga non si limita a posticipare la scadenza, ma consolida un percorso di indennizzo che coinvolge i comparti dell'agricoltura, della pesca e del terziario.

L'area interessata comprende 36 comuni: Aiello del Friuli, Bagnaria Arsa, Buttrio, Capriva del Friuli, Cervignano del Friuli, Chiopris-Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Drenchia, Gonars, Gorizia, Grimacco, Manzano, Mariano del Friuli, Medea, Moraro, Palmanova, Porpetto, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Rivignano Teor, Romans d'Isonzo, San Floriano del Collio, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Leonardo, San Vito al Torre, Santa Maria la Longa, Savogna, Stregna, Torviscosa, Trivignano Udinese e Visco.

L'intervento prevede la copertura delle spese sostenute per il ripristino delle aree esterne, delle strutture e dei macchinari, oltre a un indennizzo per il cosiddetto fermo aziendale. La Regione contribuisce con un finanziamento pari al 50% della spesa ammissibile, fino a un importo massimo di un milione di euro per ciascun beneficiario. Sotto il profilo tecnico, l'Amministrazione regionale ha definito criteri proporzionati all'entità del danno: per le domande di contributo superiori a 40.000 euro è richiesta una perizia asseverata, mentre l'erogazione di anticipazioni di importo pari o superiore a 20.000 euro resta subordinata alla presentazione di idonee garanzie fideiussorie.

Oltre a consentire la gestione immediata delle risorse regionali, il provvedimento assume anche una valenza strategica nel coordinamento con lo Stato. Le istanze presentate entro il nuovo termine del 31 luglio 2026 costituiranno infatti un censimento preventivo dei danni, consentendo alle imprese di accedere automaticamente agli eventuali futuri ristori nazionali, non appena saranno disponibili, senza la necessità di avviare ulteriori procedure amministrative.

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