Una rete ciclopedonale che attraversa Sant’Anna con spazi inclusivi: ‘Eco di Confine’ convince la giuria

Una rete ciclopedonale che attraversa Sant’Anna con spazi inclusivi: ‘Eco di Confine’ convince la giuria

Il progetto

Una rete ciclopedonale che attraversa Sant’Anna con spazi inclusivi: ‘Eco di Confine’ convince la giuria

Di I.B. • Pubblicato il 16 Giu 2026
Copertina per Una rete ciclopedonale che attraversa Sant’Anna con spazi inclusivi: ‘Eco di Confine’ convince la giuria

83 i progetti presentati per l’intero concorso, di cui 70 presi in esame dalla giuria. Ora la fase partecipativa per sistemare il progetto secondo le esigenze dei cittadini.

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Una rete continua di percorsi pedonali e ciclabili, la creazione di spazi pubblici multifunzionali e flessibili, l’integrazione di elementi storici locali per favorire interazione e accessibilità: questi alcuni dei punti salienti di “ECO di Confine”, il progetto per la rigenerazione di Sant’Anna elaborato da Franklind Jesku e Ivan Bello dello studio D’ark Atelier, risultato primo classificato nel Concorso Internazionale di Progettazione Re-GEN Gorizia. Sono stati presentati complessivamente 83 progetti da professionisti di diversi Paesi del mondo, dei quali 70 ammessi alla valutazione della giuria. I numeri delle adesioni dimostrano quanto il tema della rigenerazione urbana, della sostenibilità ambientale e della qualità dello spazio pubblico sia oggi centrale nel dibattito internazionale sull’architettura e sulla progettazione urbana.

«Il progetto si inserisce nell’ambito degli interventi finanziati dalla Regione per la rigenerazione urbana delle periferie, con l’obiettivo di migliorare la qualità dello spazio pubblico, aumentare l’inclusione sociale, valorizzare il verde urbano e incentivare forme di mobilità sostenibile», ha ricordato l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Sarah Filisetti, sottolineando che per la sola progettazione sono stati stanziati un milione 200mila euro. Inoltre ha sottolineato che è stata già avviata la fase partecipativa per avere i riscontri dei cittadini: «Nei giorni scorsi questo progetto, insieme al secondo e terzo classificato, è stato presentato in assemblea pubblica. Inoltre sarà promossa una mostra per far conoscere i lavori vincitori e quelli che hanno ricevuto menzione d’oro, offrendo così l'opportunità di vedere da vicino le proposte elaborate dai gruppi di progettazione internazionali». Insieme agli artefici del progetto vincitore, alla presentazione sono intervenuti anche Paolo Lusin, dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune, che ha rimarcato come si sia trattato della più grande gara di progettazione per Gorizia, e Luca Mezzorana, posizione organizzativa dell’Ufficio tecnico e responsabile di progetto, che ha aggiunto come il concorso di idee abbia permesso di ricavare tanti suggerimenti preziosi che potranno poi essere valutati.

I partecipanti all’iniziativa si sono dovuti concentrare sulle priorità dettate dal Comune: riqualificazione della viabilità con potenziamento dei percorsi che favoriscano la mobilità sostenibile e implementazione della sicurezza stradale, miglioramento della fruibilità degli spazi pubblici, aumento delle superfici permeabili, riduzione dell’isola di calore urbana, aumento del benessere psicofisico dei cittadini. Come spiegato da Franklind Jesku e Ivan Bello, che hanno entrambi studiato Architettura a Gorizia, “ECO di Confine” nasce da un'idea semplice ma ambiziosa: riconoscere il valore già presente in questo luogo e accompagnarlo verso una nuova stagione urbana. Non imporre una forma estranea, ma far emergere connessioni, identità e possibilità oggi ancora inespresse. Partendo dalla volontà di trasformare il limite in relazione, la distanza in prossimità, la separazione in occasione di dialogo, Sant’Anna può così diventare un tassello strategico capace di ricucire parti della città oggi separate, restituendo continuità tra spazi pubblici, quartieri e persone. L'intervento prende ispirazione dai caratteri profondi di Gorizia: il percorso principale richiama l'andamento fluido dell'Isonzo, archi agli accessi reinterpretano la memoria del ponte ferroviario, leggere strutture nel verde evocano il sistema del castello e dei suoi punti di osservazione.

Il fulcro del progetto è una rete ciclopedonale continua che attraversa Sant'Anna e collega i diversi ambiti urbani. In alcuni tratti si allarga, diventa piazza lineare, luogo di sosta, occasione di incontro. La mobilità dolce non è solo un tema infrastrutturale: diventa un modo diverso di vivere la città, più lento, sicuro e condiviso. Sant'Anna può così trasformarsi in un punto di partenza per nuove relazioni urbane. Piazza Marvin è il cuore pulsante dell'intervento: un elemento percepito come vincolo, l’antenna, è reinterpretato come fulcro e riferimento visivo. Attorno ad esso il terreno si modella, accoglie una rampa abitata e genera uno spazio aperto, flessibile, accessibile. La piazza diventa luogo per lo sport, per la cultura, per gli eventi e per la quotidianità. Uno spazio semplice, vivo, capace di appartenere a tutti. Il Parco dello Sport integra attività diverse – calcio, atletica, basket, calisthenics e gioco libero – in un paesaggio verde e permeabile. Rain Gardens, con nuove piantumazioni e pavimentazioni drenanti, accompagnano i percorsi e migliorano la gestione delle acque meteoriche. Sport e natura non sono separati, ma parte di un unico sistema dedicato al benessere collettivo.

Il progetto propone soluzioni semplici ed efficaci: superfici drenanti, riduzione del traffico, incremento del verde, pensiline con fotovoltaico, spazi ombreggiati, sistemi ecologici per l'acqua e materiali durevoli. Orti urbani, serre condivise, aree gioco, spazi culturali e zone di incontro completano il sistema. Sant'Anna non è pensata solo come luogo da attraversare, ma come luogo da abitare, curare e condividere. Un quartiere dove la dimensione pubblica torna ad avere valore e dove le persone possono riconoscersi in spazi aperti, inclusivi e accoglienti.

I progetti premiati sono stati elogiati per la loro capacità di reinterpretare la condizione di confine del quartiere come un'opportunità di connessione e identità urbana. La giuria ha evidenziato lavori che hanno introdotto reti coerenti di percorsi pedonali e ciclabili, intrecciando aree frammentate in spazi pubblici accessibili e multifunzionali. Alcuni progetti si sono distinti per l'integrazione di aree verdi, sistemi di mobilità lenta e interventi su piccola scala che hanno favorito l'adattabilità e il coinvolgimento della comunità, rafforzando al contempo il rapporto tra il quartiere e il più ampio paesaggio territoriale. Altri sono stati riconosciuti per la loro visione urbana più ampia, che ha tenuto conto della scala più ampia di Gorizia e l'ha tradotta in un sistema diversificato di spazi pubblici in grado di supportare l'interazione sociale, la resilienza ecologica e un rinnovato senso di appartenenza. Attraverso i lavori selezionati è emersa un'ambizione comune: creare un ambiente urbano inclusivo e connesso in cui natura, mobilità e vita civica coesistano in equilibrio.

L’altissima partecipazione registrata conferma la validità della formula scelta e l’interesse che questa iniziativa ha saputo suscitare a livello internazionale. Terraviva, piattaforma dedicata all'organizzazione di concorsi internazionali di architettura e design visivo, ha curato la gestione del concorso. Tutti i progetti sono stati presentati in forma completamente anonima e caricati nella piattaforma dedicata, identificati esclusivamente attraverso un codice alfanumerico. I membri della giuria internazionale, composta da otto professionisti del settore suddivisi tra architetti e ingegneri impegnati nella libera professione, nella pubblica amministrazione, in attività di docenza o ricerca universitaria, hanno esaminato individualmente ognuno dei 70 progetti ammessi, attribuendo a ciascuno un autonomo punteggio. L’esito delle singole valutazioni ha consentito di redigere la graduatoria finale.

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