Raccolta differenziata a Grado, la lettera dello studio legale a Marin: «Si astenga dal diffondere messaggi inesatti»

Raccolta differenziata a Grado, la lettera dello studio legale a Marin: «Si astenga dal diffondere messaggi inesatti»

IL BOTTA E RISPOSTA

Raccolta differenziata a Grado, la lettera dello studio legale a Marin: «Si astenga dal diffondere messaggi inesatti»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 03 Ago 2026
Copertina per Raccolta differenziata a Grado, la lettera dello studio legale a Marin: «Si astenga dal diffondere messaggi inesatti»

Il consigliere replica a Isontina Ambiente, «i toni scoraggiano l’esercizio del mandato». In Aula la richiesta di una presa di posizione sulla libertà di critica dei consiglieri.

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Una lettera dello studio legale incaricato da Isontina Ambiente, una replica del consigliere comunale di minoranza Filippo Marin e, infine, il caso approdato in Aula. Al centro della vicenda non ci sono soltanto le modalità della nuova raccolta dei rifiuti a Grado, ma il rapporto tra il gestore di un servizio pubblico e un consigliere eletto che ha deciso di sollevare pubblicamente alcune criticità del sistema. La vicenda nasce da un video pubblicato da Marin sui social, nel quale il consigliere mostrava la possibilità di aprire, utilizzando una semplice chiave del tipo di quelle impiegate per gli sportelli dei contatori delle utenze, le porte del manufatto metallico che contiene alcuni dei nuovi cassonetti. Secondo quanto riportato nella comunicazione dello studio legale Petronio, datata 3 luglio 2026, e inviata per conto di Isontina Ambiente, nel video Marin spiegava come fosse possibile aggirare l'apertura prevista per l'imboccatura di dimensioni ridotte e introdurre nel cassonetto rifiuti di grandi dimensioni senza prima compattarli.

È proprio questo aspetto ad avere motivato l'intervento del legale. Nella lettera si sostiene che il comportamento suggerito nel video potrebbe avere conseguenze, innanzitutto perché non favorirebbe il corretto conferimento e il compattamento dei rifiuti. Viene inoltre evidenziato il rischio che i manufatti possano essere aperti da altri utenti e che, qualora le porte non venissero richiuse correttamente, possano crearsi problemi per la circolazione di persone e veicoli.
Lo studio legale richiama anche il caso di rifiuti prodotti da utenze non domestiche, ricordando che, secondo quanto indicato nella comunicazione, sono disponibili cassonetti tradizionali nel 97% delle postazioni stradali prioritariamente dedicate alle utenze domestiche del Comune di Grado. Viene inoltre indicato il servizio di raccolta porta a porta, attivabile attraverso il numero verde 800844344, come alternativa per il conferimento dei rifiuti di grandi dimensioni. La richiesta rivolta a Marin è quindi precisa: «La mia assistita [...] La invita cortesemente ad astenersi, per il futuro, dal diffondere messaggi inesatti in relazione alle modalità di utilizzo del suo servizio». Nello stesso tempo, la lettera sottolinea la disponibilità di Isontina Ambiente al confronto, «per quanto possibile», con Marin e con i cittadini di Grado.

La replica di Marin
Il consigliere ha risposto contestando però l'impostazione della comunicazione. Nella sua lettera afferma di ritenere che il contenuto della nota dello studio legale «appaia eccedere il legittimo diritto della Società di rappresentare la propria posizione», assumendo toni che, a suo giudizio, possono essere percepiti come idonei a scoraggiare l'esercizio della sua attività istituzionale di consigliere comunale. Marin respinge anche l'interpretazione secondo cui il video avrebbe avuto l'obiettivo di invitare i cittadini ad aggirare le regole. Nella sua ricostruzione, il filmato aveva invece lo scopo di evidenziare una criticità del sistema e stimolare un confronto pubblico su un servizio essenziale, gestito da una società partecipata anche dal Comune di Grado.

Il consigliere rivendica quindi il proprio ruolo politico e istituzionale: «Nell'esercizio del mio mandato ritengo di avere il dovere di segnalare ai cittadini e all'Amministrazione eventuali criticità dei servizi pubblici, anche quando ciò possa risultare sgradito al gestore». Marin nega inoltre di avere diffuso informazioni false o alterato la realtà dei fatti. Nella lettera sostiene di avere documentato una modalità di apertura dei manufatti concretamente possibile e di avere portato all'attenzione dell'opinione pubblica una vulnerabilità del sistema o un problema di progettazione, che a suo avviso meriterebbe di essere affrontato dal gestore.
Di conseguenza, respinge sia l'accusa di avere diffuso «messaggi inesatti» sia qualsiasi ricostruzione che possa attribuirgli l'intenzione di favorire comportamenti contrari alle regole del servizio.

Il caso arriva in Consiglio Comunale
È su questo terreno che la questione è entrata nell'ultimo Consiglio comunale di Grado. Marin ha letto in aula entrambe le lettere e ha spostato il punto della discussione dal funzionamento dei cassonetti al ruolo e alle prerogative di un consigliere comunale. La richiesta rivolta all'assemblea è stata quella di una presa di posizione complessiva, perché, nelle parole di Marin, «il tema politico non sono i cassonetti intelligenti ma la libertà di un consigliere eletto di portare avanti il proprio mandato senza intimidazioni». Una lettura che il consigliere ha ribadito anche dopo la seduta: «Il tema politico non è la nuova gestione dei rifiuti a Grado ma la libertà di un consigliere comunale di portare avanti le proprie azioni come meglio crede, se qualcuno pensava di mettermi a tacere ha sbagliato persona, continuerò a portare avanti le battaglie che ritengo giuste nel esclusivo interesse dei cittadini gradesi». Nella sua risposta scritta, tuttavia, Marin lascia aperto anche il canale del confronto con il gestore, dichiarandosi disponibile a un dialogo «serio e costruttivo» con Isontina Ambiente, nell'interesse della collettività e del miglioramento del servizio, ma chiedendo che questo avvenga nel «pieno rispetto dei reciproci ruoli e delle prerogative istituzionali».

Nessuna replica dopo il Consiglio
Dopo l'intervento in aula, secondo quanto riferito da Marin, non è arrivata una nuova risposta da parte di Isontina Ambiente. Resta quindi aperta la questione politica sollevata dal consigliere: dove finisca il confronto sulle modalità di gestione del servizio rifiuti e dove inizi la tutela delle prerogative di chi, dall'opposizione, ha il compito di evidenziare pubblicamente ciò che ritiene essere una criticità. Una vicenda che, partita da un video sui nuovi cassonetti, si è così trasformata in un confronto più ampio sul diritto di critica, sul ruolo dei consiglieri comunali e sui rapporti tra politica e società che gestiscono servizi pubblici. Per Marin, il punto è ormai chiaramente questo: la possibilità di esercitare il mandato ricevuto dagli elettori senza che una contestazione da parte del gestore possa trasformarsi, anche solo nella percezione, in un freno all'attività politica e istituzionale.

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