Province, l’affondo di Lenarduzzi contro la riforma dello Statuto: «È una scelta ideologica»

Province, l’affondo di Lenarduzzi contro la riforma dello Statuto: «È una scelta ideologica»

LA CRITICA

Province, l’affondo di Lenarduzzi contro la riforma dello Statuto: «È una scelta ideologica»

Di Redazione • Pubblicato il 22 Gen 2026
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Il sindaco di Ruda critica il ripristino degli enti di area vasta, evidenziando il rischio di un nuovo appesantimento burocratico che ignorerebbe le carenze di organico e le difficoltà amministrative dei Comuni più piccoli.

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«Mi auguro che per i piccoli Comuni l'approvazione della riforma dello Statuto regionale, con il ritorno delle Province come enti di area vasta, non rappresenti una scelta più ideologica senza cogliere tutte le esigenze funzionali che si manifestano sui territori per cittadini e imprese» queste le parole del primo cittadino di Ruda, Franco Lenarduzzi, che esprime perplessità sulla recente riforma dello Statuto, sottolineando come il ritorno delle Province rischi di non rispondere in modo concreto ai bisogni reali dei territori, in particolare di quelli più piccoli.

Secondo Lenarduzzi, sono proprio gli enti più vicini ai cittadini e istituzionalmente più fragili a dover dare risposte alle comunità locali, mentre la mancanza delle vecchie Province non è mai stata percepita come un problema rilevante. Ripristinarle nella forma precedente, a suo avviso, non risolve le reali necessità dei territori né affronta le difficoltà quotidiane con cui i Comuni si confrontano. «I piccoli Comuni stanno vivendo una fase di forte sofferenza: organici ridotti all’osso, difficoltà nel reperire personale qualificato, risorse per le opere pubbliche bloccate da procedure complesse e carichi amministrativi sempre più pesanti - sottolinea il sindaco - in questo contesto, introdurre un nuovo livello istituzionale non solo non aiuta, ma rischia di sottrarre ulteriori energie agli enti locali, aggravando una situazione già critica».

In una regione di 1,2 milioni di abitanti, sarebbe più logico, secondo Lenarduzzi, puntare su un sistema snello, basato su un rapporto diretto tra Regione e Comuni, rafforzando concretamente gli enti che sono in prima linea nell’erogazione dei servizi. «Ripristinare le vecchie Province non risolve nulla: non migliora la capacità amministrativa, non semplifica i processi, non risponde alle urgenze dei cittadini» tuona Lenarduzzi. Questa scelta appare dunque come un ritorno al passato dettato da logiche politiche, non da un’analisi seria dei bisogni dei territori. Servirebbe invece un confronto strutturato e leale tra Regione e Comuni, che devono essere protagonisti del riordino istituzionale. Solo così si possono costruire soluzioni utili, efficaci e rispettose delle comunità locali. 

Foto Marco Zanolla

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