IL PROCESSO
Presunte violenze e frode in asilo privato a Ronchi, rinvio a giudizio per maestra, educatrice e cooperativa
Concluse le udienze preliminari si passa al dibattimento in novembre. Respinte le tre richieste di Non luogo a procedere. Legali speravano caduta accusa di frode.
Si è conclusa con il rinvio a giudizio delle due imputate e della cooperativa interessata l’udienza di fronte al Gup, ieri, 15 luglio 2026, in Tribunale a Gorizia, per il caso dei presunti maltrattamenti nei confronti dei bambini frequentanti un asilo nido privato a Ronchi dei Legionari e frode ai danni dei due comuni, quello già citato e quello di San Canzian d’Isonzo. Entrambi gli enti si erano costituiti parti civili all’ultima udienza assieme a 24 famiglie di bimbi che frequentavano la struttura.
Con ieri, chiusa la parte preliminare, ci si avvia, dunque, verso la parte dibattimentale che si aprirà il 5 novembre alle ore 9.30 davanti al tribunale collegiale, previsto in questi casi. Si tratta, infatti, di una situazione molto delicata che aveva suscitato, nel luglio 2024, molto scalpore e sconcerto nella comunità vista l’età molto bassa dei minori coinvolti, tutti da 1 a 3 anni.
Le indagini erano state eseguite dal Nucleo antisofisticazione di Udine, coadiuvati dai militari del Comando provinciale di Gorizia e coordinati dalla Procura di Gorizia. Il tutto si era concluso nell’arresto, con misura cautelare di domiciliari, di una maestra il 19 luglio 2024. A lei, difesa dall’avvocato Fabio Zamparutti, sono imputati i reati di maltrattamenti e frode; a un’educatrice, invece, difesa dall’avvocato Alberto Tofful, viene imputato il reato omissivo non aver, cioè, impedito che i fatti accadessero. All’ente gestore, invece, la Cooperativa Le Birbe, difeso dall’avvocato Vincenzo Martucci, viene imputato il solo reato di frode. I due Comuni, Ronchi dei Legionari e San Canzian d’Isonzo, sono rappresentati rispettivamente dagli avvocati Francesco de Benedittis e da Aurora Turco.
Ieri, davanti al Gup, il giudice Marcello Coppari, sono apparsi i legali e la maestra: tutti e tre gli avvocati della difesa hanno chiesto il Non luogo a procedere, rigettato dal Gup. Si procederà, dunque, con la fase dibattimentale con la prima udienza, come detto, fissata il 5 novembre alle 9.30.
«Sarà un processo complesso – ha riferito a margine dell’udienza l’avvocato Alberto Tofful – non solo per il numero di testimoni ma anche per i reati. Per quanto riguarda il quadro probatorio nulla è cambiato ma rimane il fatto che l’udienza preliminare non può essere il luogo nel quale chiarire alcune dinamiche, lo faremo in fase dibattimentale».
Per la maestra, invece, «ritenevamo cadute almeno le accuse di frode – ha fatto sapere all’uscita del tribunale l’avvocato Fabio Zamparutti – ma ora vogliamo offrire un quadro diverso dell’intera faccenda». Il legale Vincenzo Martucci, dal canto suo, ritiene che «non sussistano gli elementi costitutivi dei reati di accusa. Già oggi si sarebbe potuto prosciogliere l’ente dalle contestazioni. Ci apprestiamo a predisporre una difesa in dibattimento consci della bontà dell’operato»
Come detto, le indagini erano state condotte sottotraccia in più fasi: partite da alcune segnalazioni di maltrattamenti nei confronti di bambini che frequentavano l’asilo, anche con l'ausilio di varie attività tecniche, hanno permesso di documentare numerosi episodi di maltrattamenti sui bambini di età compresa tra 1 e 3 anni. Inoltre, l'attività di indagine aveva permesso di appurare l'entità della presunta frode, commessa a danno degli Enti pubblici: si sarebbe fatta figurare la fornitura di pasti in quantità superiore rispetto a quelli realmente somministrati ai bambini.
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