Preghiera del Ramadan negli oratori, Cisint: «Rispettare la legge italiana»

Preghiera del Ramadan negli oratori, Cisint: «Rispettare la legge italiana»

IL DIBATTITO

Preghiera del Ramadan negli oratori, Cisint: «Rispettare la legge italiana»

Di Federico De Giovannini • Pubblicato il 19 Feb 2026
Copertina per Preghiera del Ramadan negli oratori, Cisint: «Rispettare la legge italiana»

L’europarlamentare leghista insiste, «il tema non è il diritto di culto». Il dem Moretti appoggia la Chiesa locale criticando l’atteggiamento del sindaco Fasan. L' ok su sicurezza e regolarità per i quattro venerdì.

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La giornata di domani, venerdì 20 febbraio, sarà la prima delle quattro occasioni di celebrazione del mese sacro di Ramadan da parte della comunità musulmana locale ad essere ospitata per alcune ore nelle Stalle Rosse di Staranzano.

A ricordarlo ai cittadini con una comunicazione è il Comune di Staranzano stesso. L’esigenza di preghiera collettiva dei fedeli musulmani è stata accolta da monsignor Paolo Luigi Zuttion, parroco di Staranzano e vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia: una scelta che, scrive l’Ente, «sottolinea il valore del rispetto e della convivenza civile tra comunità di fede diverse». Il Comune di Staranzano riferisce inoltre di aver già provveduto a informare le autorità competenti, comprese le forze dell’ordine, per garantire la sicurezza e la regolarità dell’evento, e rivolge «i migliori auguri ai fedeli della nostra Parrocchia per il tempo di Quaresima» - iniziato, proprio come il Ramadan, mercoledì 18 febbraio.

Non potevano mancare commenti conseguenti da parte della politica monfalconese. Diego Moretti elogia il gesto di don Zuttion e don Zanetti e le parole dell’ex arcivescovo di Gorizia Redaelli rivolte alla comunità musulmana, definendoli «risposta di chi vive il Cristianesimo in maniera concreta, senza clamore, ma con atti concreti e gesti tangibili che puntano a risolvere i problemi e non a crearli o a fare finta che non ci siano».

Il consigliere d’opposizione non risparmia critiche al Comune di Monfalcone e al sindaco Luca Fasan, «il cui “nulla da dichiarare” conferma la volontà di non risolvere il problema, lasciando che lo stesso marcisca e crei sempre più tensione: tanto l’importante è cercare sempre un nemico cui rapportarsi». Per il dem la situazione dimostrerebbe come al primo cittadino di Monfalcone «non importa nemmeno calpestare la Costituzione sulla quale ha giurato a inizio mandato».

Perentoria è anche la sentenza con cui Anna Maria Cisint apre il suo videomessaggio sull’argomento: «Il tema non è il diritto di culto, ma quel rispetto della legge italiana che ancora manca». Anche l’europarlamentare e consigliera comunale monfalconese si richiama alla Costituzione, sottolineando che «non è stata adempiuta la previsione che dice di stipulare un’intesa per regolare i rapporti tra Stato italiano e religioni: per la religione islamica, questa intesa non c’è, e non è mai accaduto che in presenza della contraddizione tra Corano e legge italiana, gli islamici accettino di rispettare la legge italiana».

La posizione di Cisint resta chiara e non cambia rispetto alle “puntate precedenti” di questo dibattito: l’ultima parola sull’intera questione spetta a leggi, regolamenti e sentenze. «Per tutto il resto, il piano regolatore è legge, la destinazione d’uso di un’area è legge e il Consiglio di Stato ha già detto che il diritto di culto è soggettivo e quando è collettivo deve rispettare le norme – elenca nel suo videomessaggio – tutto ciò mi pare normale in un Paese fondato sul diritto come l’Italia».

Moretti chiude invece con un duplice auspicio sullo svolgersi dei prossimi quattro venerdì di preghiera: «Spero che non ci sia chi a livello politico, a Staranzano soprattutto, strumentalizzi e speculi su tale scelta per qualche voto in più, alimentando odio e paure ingiustificate, così come non vi sia chi utilizzi la disponibilità della Chiesa locale per compiere gesti irrispettosi nei confronti dei simboli della cristianità». 

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