Porto di Monfalcone, Cisint: «Priorità alla sicurezza delle banchine e alla competitività dello scalo»

Porto di Monfalcone, Cisint: «Priorità alla sicurezza delle banchine e alla competitività dello scalo»

DAL PARLAMENTO EUROPEO

Porto di Monfalcone, Cisint: «Priorità alla sicurezza delle banchine e alla competitività dello scalo»

Di S.F. • Pubblicato il 29 Giu 2026
Copertina per Porto di Monfalcone, Cisint: «Priorità alla sicurezza delle banchine e alla competitività dello scalo»

L'europarlamentare leghista insiste su adeguamento delle banchine, direttore per lo scalo e interventi sulla rete ferroviaria. A Bruxelles rilancia la revisione del sistema ETS e il potenziamento dei corridoi TEN-T.

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Sicurezza delle banchine, governance del porto di Monfalcone e competitività del sistema logistico dell'Alto Adriatico. Sono questi i fronti sui quali Anna Maria Cisint, vicesegretario della Lega ed europarlamentare, chiede un cambio di passo e investimenti dedicati, ricordando che a Bruxelles sta «già lavorando anche con il Commissario europeo per le necessarie modifiche dell'impianto ETS». Affrontato anche il nodo della prossima saturazione della rete ferroviaria, determinata dall'aumento dei traffici nei porti di Monfalcone e Trieste.Le richieste sono state avanzate questa mattina nel corso della riunione dell'Organismo di partenariato della risorsa mare e del Comitato di gestione dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, alla quale Cisint ha partecipato in rappresentanza del Comune di Monfalcone, in qualità di consigliere comunale delegato all'Economia del Mare.

Sul fronte locale, Cisint ha espresso una valutazione complessivamente positiva del lavoro svolto dall'Autorità portuale, indicando tuttavia alcune priorità che ritiene non più rinviabili.  La prima riguarda il rifacimento del tratto di banchina maggiormente deteriorato e delle relative asfaltature, un intervento già stimato in circa 20 milioni di euro, ma inserito solo parzialmente tra gli obiettivi del Piano operativo triennale 2026-2028.

«Non si tratta solo di un'opera infrastrutturale, ma di una questione di sicurezza. Ogni giorno lavoratori e mezzi pesanti operano su una banchina che presenta criticità evidenti e che deve essere riqualificata quanto prima», ha affermato Cisint. Nel corso della seduta è stato approvato il Piano operativo triennale 2026-2028. Cisint ha riconosciuto «il valore del lavoro svolto nella predisposizione delle nuove schede progettuali, sia per gli interventi finanziati sia per quelli programmati», ma ha motivato la propria astensione «per l'assenza di alcuni obiettivi già inseriti nei precedenti piani operativi».

Tra le richieste avanzate dall'europarlamentare figurano, oltre alla messa in sicurezza della banchina, la nomina di un direttore per il porto di Monfalcone e la rapida entrata in esercizio della darsena tecnico-nautica destinata ai mezzi di sicurezza. «Monfalcone sta crescendo rapidamente. Proprio per questo ha bisogno di una struttura gestionale adeguata e di decisioni coerenti con il suo sviluppo. Il Piano regolatore approvato deve imprimere un ulteriore impulso attraverso l'attuazione di una visione di sviluppo non più rinviabile», ha dichiarato.

L'incontro è stato anche l'occasione per affrontare alcuni dossier europei, sui quali Cisint opera come componente della Commissione Trasporti del Parlamento europeo. Il primo riguarda la revisione del sistema ETS. «Continuerò a chiedere una modifica di una misura europea che sta penalizzando la competitività dei nostri porti e delle nostre imprese», ha assicurato. Il secondo riguarda le reti TEN-T. «Con gli investimenti in corso negli scali di Monfalcone e Trieste, il rischio di saturazione della linea ferroviaria principale deve essere affrontato prima che si trasformi in un collo di bottiglia. È un tema che porterò all'attenzione delle istituzioni europee, perché senza infrastrutture adeguate anche la crescita dei porti rischia di essere frenata. Corridoi e connessioni sono sempre più strategici», ha concluso l'europarlamentare leghista.

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