Polizia di Stato in festa a Monfalcone per i 174 anni di fondazione: «Reati in calo in provincia»

Polizia di Stato in festa a Monfalcone per i 174 anni di fondazione: «Reati in calo in provincia»

LA CERIMONIA

Polizia di Stato in festa a Monfalcone per i 174 anni di fondazione: «Reati in calo in provincia»

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 10 Apr 2026
Copertina per Polizia di Stato in festa a Monfalcone per i 174 anni di fondazione: «Reati in calo in provincia»

Il Questore Di Ruscio traccia il bilancio operativo. «Preziosa la cooperazione transfrontaliera». Premiati gli agenti e i cittadini distintisi per senso civico nel corso del 2025.

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«Una vita al servizio della gente» è questo lo slogan che ha dato formalmente inizio stamane, venerdì 10 aprile, alla celebrazione del 174esimo anniversario della Polizia di Stato, istituzione fondata nel 1852, che quest’anno è stata ospitata al Teatro comunale Marlena Bonezzi di Monfalcone. A festeggiarla, in provincia di Gorizia, anche gli oltre 500 operatori della Polizia di Stato, quotidianamente impegnati nella tutela della sicurezza e della legalità sul territorio. Moltissime le autorità militari, politiche e religiose presenti in platea, così come numerosi sindaci e rappresentanti dei comuni provenienti da tutto il mandamento.

Già dalla mattinata, nella vicina piazza della Repubblica, erano presenti diversi stand della Polizia di Stato, che hanno attirato numerosi cittadini e scolaresche. Tra le attività proposte, l’esposizione di mezzi di servizio e auto storiche, oltre alla presenza della polizia austriaca e della "Policija" slovenaNei padiglioni esterni sono stati mostrati strumenti e dotazioni operative, comprese le attività degli artificieri, mentre la Polizia di Frontiera di Gorizia ha illustrato le tecniche di contrasto al falso documentale, con dimostrazioni legate ai controlli su strada per l’individuazione di documenti contraffatti. Spazio anche all’educazione, con percorsi didattici dedicati ai più piccoli, tra cui circuiti in bicicletta per promuovere la sicurezza stradale.

Ad aprire ufficialmente le celebrazioni, subito dopo l’ingresso del prefetto di Gorizia, Ester Fedullo, e del questore Luigi Di Ruscio, è stata la Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, che ha intonato l’inno nazionale italiano e poi poco dopo quello europeo.

A seguire sono stati letti i messaggi istituzionali, a partire da quello del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha espresso «gratitudine, riconoscenza e appoggio alla Polizia di Stato», rivolgendo un particolare ringraziamento per il mantenimento delle libertà democratiche e per la «quotidiana lotta contro l’illegalità e le discriminazioni».

«Esprimo profonda riconoscenza e sincero apprezzamento per l’opera che svolgono quotidianamente per il nostro Paese: un lavoro dal valore inestimabile per la salvaguardia dei valori democratici. Un compito delicato, svolto con dedizione e spirito di servizio allo Stato» ha invece scritto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

«Come ogni anno, la Festa della Polizia non è semplicemente una ricorrenza, ma anche un momento di riflessione in cui siamo chiamati a interrogarci sui nuovi bisogni di sicurezza che emergono da una società segnata da profondi cambiamenti e da uno scenario internazionale sempre più instabile», ha lasciato scritto il capo della Polizia e direttore generale della pubblica sicurezza, Vittorio Pisani

Pisani ha poi sottolineato come i conflitti armati generino tensioni e fenomeni estremisti, con possibili ripercussioni anche sul tessuto sociale interno. Ha ribadito l’impegno della Polizia di Stato nell’affrontare tali rischi con determinazione ed equilibrio, evidenziando inoltre le sfide poste dall’evoluzione tecnologica, dall’identità digitale e dall’intelligenza artificiale.

Nel suo intervento ha infine ricordato il valore della professionalità e dell’umanità nell’operato quotidiano, fondamentali per mantenere la fiducia dei cittadini e la solidità delle istituzioni democratiche, rendendo omaggio ai poliziotti caduti e, in particolare, ai reparti scorte, per i quali è stata conferita la medaglia d’oro al merito civile alla bandiera.

È poi salito sul palco il questore della provincia di Gorizia, Luigi Di Ruscio, che ha definito questa ricorrenza come «un momento significativo e importante, una tradizione itinerante che portiamo avanti da tanti anni in tutta la provincia». Il questore ha inoltre sottolineato l’importante presenza di numerose scolaresche: «Per noi motivo di speranza e occasione per diffondere la cultura della legalità, del rispetto e della fiducia».

Nel suo intervento ha ricordato anche l’impegno legato a GO! 2025, che ha richiesto un notevole sforzo operativo, così come la gestione di diverse situazioni complesse. Un passaggio è stato dedicato al CPR di Gradisca, per il quale «c’è stato un grande impegno e oggi la situazione risulta migliorata». Di Ruscio ha inoltre evidenziato come, secondo i dati ISTAT, i reati risultino in diminuzione, pur mantenendo alta l’attenzione su fenomeni come le truffe telefoniche, contrastate anche attraverso attività di prevenzione e incontri informativi con i cittadini.

Fondamentale, ha sottolineato, il lavoro di squadra con le altre forze dell’ordine — Carabinieri e Guardia di Finanza — e la collaborazione con la Capitaneria di Porto, il Corpo Forestale, i Vigili del Fuoco, l’Esercito Italiano e le Polizie locali, evidenziando «una grande solidarietà tra divise». Ha poi rimarcato l’importanza del rapporto diretto con i cittadini: «la Polizia si fa guardando le persone negli occhi, non dietro a un computer». Rilevante anche la cooperazione internazionale con Slovenia e Austria, definita «preziosa e simbolo di fratellanza europea».

Infine, ricordando che si tratta della sua ultima Festa della Polizia come questore, ha espresso un pensiero personale: «È una provincia che ho amato, alla quale ho dato tutto il possibile, continuando a impegnarmi per il suo benessere e la sua sicurezza. È stata un’esperienza straordinaria, fatta di persone eccezionali che ho avuto il privilegio di servire».

In conclusione, ha richiamato i valori fondamentali dell’istituzione: «il rispetto della persona e dei diritti fondamentali dell’uomo, insieme alla tutela della storia, delle tradizioni e della cultura della nostra patria, valori profondamente radicati che vanno preservati». Conclusi i discorsi istituzionali, sono stati invitati sul palco — insieme a Fedullo e Di Ruscio — anche il direttore della IV Zona Polizia di Frontiera, dirigente superiore Gianluca Greco, il dirigente della Sezione di Polizia Stradale di Gorizia, commissario capo Ezio Scocco, e il sindaco di Monfalcone, Luca Fasan, per la consegna delle ricompense al personale della Polizia di Stato particolarmente distintosi in attività di servizio.

A essere premiati dalle autorità presenti sono stati l’assistente capo coordinatore Alessandra Lorenzon, il vicequestore Mirko Licciano, il sostituto commissario Stefano Medeossi, il sostituto commissario Flavio Tomasin, l’ispettore Claudio Floreancig, il viceispettore Silvio Cattaruzzi, l’assistente capo coordinatore Andrea Germinario, il sovrintendente Stefano Nardone e l’agente scelto Matteo Bruschina. È stato inoltre consegnato un riconoscimento speciale a tre cittadini distintisi nel 2025 per il loro elevato senso civico. In particolare, Debora De Luca e Lisa Miano si sono prodigate nell’individuare e sventare una truffa ai danni di una persona anziana. A distinguersi anche Salvatore Pelosi, che nel marzo 2025 ha impedito il compimento di una rapina a Gorizia, assicurando prontamente l’autore alle forze dell’ordine. A chiudere l’evento è stata nuovamente la Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, che ha offerto al pubblico un ulteriore momento musicale con diversi brani di repertorio. 

Fotoservizio di Paola Cistriani 

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