‘Piccolo Cielo’ prosegue al Parco Basaglia con ‘Vita e Morte’: spazio a teatro con gli anziani e bioetica

‘Piccolo Cielo’ prosegue al Parco Basaglia con ‘Vita e Morte’: spazio a teatro con gli anziani e bioetica

DAL 21 AL 24 MAGGIO

‘Piccolo Cielo’ prosegue al Parco Basaglia con ‘Vita e Morte’: spazio a teatro con gli anziani e bioetica

Di REDAZIONE • Pubblicato il 18 Mag 2026
Copertina per ‘Piccolo Cielo’ prosegue al Parco Basaglia con ‘Vita e Morte’: spazio a teatro con gli anziani e bioetica

I quattro eventi della 'Quinta atmosfera' prevedono anche la proiezione del documentario ‘Amor’ e un concerto afrobeat. Tutti gli appuntamenti alla ex Chiesetta delle Stimmate.

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La quinta Atmosfera di Piccolo Cielo è quella che entra più in profondità: da giovedì 21 a domenica 24 maggio, la ex chiesetta delle Stimmate di Parco Basaglia a Gorizia ospita l’Atmosfera di vita e di morte, dedicata all’esplorazione della più umana e delicata delle soglie. Un film selezionato alla Mostra di Venezia, un incontro con operatori e operatrici sanitari sui temi della bioetica applicata alla vita, il teatro con i grandi anziani e la forza dell’afrobeat: quattro giorni per un’atmosfera profonda, delicata e luminosa, per entrare in contatto con la morte e festeggiare la vita.

L’Atmosfera apre giovedì 21 maggio alle 18.30 con la proiezione del documentario “Amor” (2023) di Virginia Eleuteri Serpieri. Una sera d’estate, la città deserta per la finale dei mondiali, una donna raggiunge il Tevere e si lascia andare alla sua corrente; sua figlia, Virginia, dovrà attraversare le profondità delle acque, della storia e dei miti di una Roma senza tempo. Selezionato all’80° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e candidato all’IDFA Award 2023 come Best First Feature, “Amor” è il primo lungometraggio di Serpieri. Alla proiezione seguirà l’incontro con la regista e con il film editor Beppe Leonetti, moderato da Erika Rossi.

Venerdì 22 maggio la giornata inizia alle 10 con “La bioetica applicata alla vita”: un dialogo tra operatrici e operatori di Asufc e Asugi che ogni giorno si occupano del vivere e del morire. Un incontro aperto al confronto su bioetica, fine vita e cura, moderato dalla dottoressa Paola Zanus, direttrice del Centro di Salute Mentale, pensato come rara occasione per avvicinare il grande pubblico a temi che di solito restano confinati nelle corsie degli ospedali.

Alle 16 il terzo appuntamento di sabato 23 maggio, il più inatteso e commovente dell’intera Atmosfera: l’anteprima di “Morte e miracoli”, con il gruppo teatrale della Casa di Riposo Umberto Primo di Pordenone, condotto da Elisa Menon. Il teatro con gli anziani esercita una forza gentile: ci accompagna a guardare da vicino la fine per scoprire che, nei pressi di quella soglia misteriosa, la vita si mostra brillante, geniale, libera e sincera come non mai. Sul palco il pubblico ammirerà attori che si dicono tutto, anche le cose che in tutta una vita non si è avuto il coraggio di raccontarsi. A seguire talk con i partecipanti al laboratorio.

La quinta Atmosfera si chiude domenica 24 maggio come si conviene a una festa della vita: alle ore 17.30 il concerto di Tega Tega Afrobĭč, collettivo nato ad aprile 2024 a Trieste e composto da musicisti di diverse origini che si dedicano all’afrobeat, genere che unisce le sonorità del funk alla musica tradizionale yoruba. Sul palco saliranno Yannis Maizan (sax tenore), Gabriel Maizan (clarinetto basso), Giovanni Nevyjel (tromba), Max Ravanello (trombone), Lorenzo Leghissa (chitarra), Giacomo Ieraci (basso elettrico), Alessandro Petrussa (percussioni) e Fabricio Bertrami (batteria): fiati, chitarra, basso e una solida sezione ritmica daranno vita a un suono energico e ricco di colori. Per finire con un momento conviviale, dopo il live, è previsto l’aperitivo “Vivi, il party”.

Foto di Nina Tomasi

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