La memoria
Perteole ricorda Nino Carlòt, figura simbolo della comunità
A 15 anni dalla scomparsa, una serata tra testimonianze, fotografie e il dono del celebre ombrello custodito dalle figlie.
Perteole ha ricordato con affetto uno dei suoi cittadini più conosciuti e apprezzati, Luigi Comuzzi, per tutti Nino Carlòt. A 15 anni dalla sua scomparsa, la comunità si è ritrovata nella sede del circolo Acli che lo vide tra i fondatori e che per decenni lo ebbe come protagonista instancabile della vita associativa.
L’incontro, molto partecipato, è stato promosso dall’Acli di Perteole. Ad aprire la serata è stato il presidente Luigi Rendina, che ha portato ai presenti il saluto del parroco don Manuel Millo. Successivamente sono intervenuti il giornalista Nicola Cossar e la ricercatrice e scrittrice Adriana Miceu, autrice dell’articolo “La Resistenza di Nino”, pubblicato recentemente sul numero 17 della rivista Cervignano Nostra.
Attraverso racconti, testimonianze e ricordi, Miceu e Cossar hanno ripercorso la vita di Comuzzi, per oltre cinquant’anni sacrestano della parrocchia di San Tommaso Apostolo, seguendo una tradizione familiare che lo vedeva figlio e nipote di sacrestani. Una figura profondamente legata alla vita religiosa e sociale del paese, ricordata ancora oggi per il suo impegno e la sua disponibilità.
La serata è stata arricchita dalla proiezione di numerose fotografie dedicate ai luoghi, alle tradizioni e ai personaggi che nel secolo scorso hanno contribuito a fare di Perteole una realtà di riferimento per il territorio. Immagini che hanno suscitato emozioni e riportato alla memoria momenti significativi della storia della comunità.
A conclusione dell’incontro, Andreina e Angela, figlie di Nino, hanno consegnato all’Acli un oggetto dal forte valore simbolico: l’ombrello che il padre utilizzò per decenni e che tutti in paese erano soliti riconoscere. Un ombrello nero, robusto e resistente, diventato nel tempo quasi un tratto distintivo della sua figura e che, come hanno ricordato i presenti, richiama la solidità della sua fede e il legame che ha saputo costruire con l’intera comunità.
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