LA REPLICA
Parco Agrivoltaico 'del Brancolo', Monfalcone replica a Staranzano: «Siamo direttamente coinvolti»
Il sindaco Fasan e l'assessore Garritani rispondono al primo cittadino staranzanese sul ruolo del Comune di Monfalcone nel progetto da quasi 100 megawatt, «non può essere considerato esclusivamente quale ente confinante con l’impianto». .
Il progetto del Parco Agrivoltaico a sud del Brancolo, promosso nell’area a sud del Brancolo e arrivato all’attenzione della Regione Friuli Venezia Giulia, continua a suscitare prese di posizione da parte delle amministrazioni locali. Il progetto prevede un impianto agrivoltaico di circa 100 megawatt, con una superficie complessiva nell’ordine del centinaio di ettari, sul quale il Comune di Staranzano ha già espresso la propria contrarietà, giudicandolo eccessivamente impattante per il territorio. Proprio nel rendere pubblica la posizione dell’amministrazione staranzanese, il sindaco Marco Fragiacomo aveva sollevato anche un interrogativo sul coinvolgimento di Monfalcone, osservando che l’impianto non ricadrebbe nel territorio monfalconese e ipotizzando un collegamento con alcune opere di compensazione, tra cui interventi sugli argini a protezione del litorale. A questa lettura replicano ora il sindaco di Monfalcone Luca Fasan e l’assessore all’Urbanistica Antonio Garritani, che chiariscono, da un lato, le modalità con cui l’amministrazione monfalconese è stata coinvolta nella procedura e, dall’altro, la presenza di opere del progetto che interessano direttamente il territorio comunale.
Fasan: «Polemiche inaccettabili e prive di ogni fondamento»
Il sindaco Luca Fasan respinge innanzitutto l'idea che il Comune di Monfalcone sia stato coinvolto nell'operazione attraverso una sorta di compensazione territoriale, contestando duramente le affermazioni del primo cittadino di Staranzano. «Ancora una volta il sindaco di Staranzano Marco Fragiacomo alimenta polemiche inaccettabili contro il Comune di Monfalcone prive di ogni fondamento e senza alcun riferimento alla realtà dei fatti. L’Amministrazione comunale, lunedì pomeriggio, ha ricevuto dalla Regione, assieme alla convocazione di una riunione per il 16 settembre, un centinaio di incartamenti riguardanti l’installazione di un parco fotovoltaico a Staranzano sul quale né il sindaco Fragiacomo né la società avevano ritenuto di interloquire o informare precedentemente la nostra Amministrazione. Alludere a possibili coinvolgimenti della città di Monfalcone legati a questo investimento rappresenta un’insinuazione in malafede, del tutto priva di fondamento, che respingo con fermezza al mittente. Inoltre, da un primo esame degli incartamenti ricevuti figurano opere di rinforzo e rialzo dell'argine della Roggia Cavana che pur effettuate nel nostro Comune sono destinate a vantaggio anche di Staranzano in quanto il rischio di inondazioni e di alluvioni non può essere contenuto all’interno dei confini comunali e quindi un eventuale opera del genere porterebbe benefici reali per l’intero comprensorio. Non sono questi i modi e le forme con le quale si possono sviluppare rapporti corretti fra istituzioni che devono, invece, basarsi su uno spirito di dialogo e collaborazione senza mistificare la verità dei fatti».
Il sindaco monfalconese sottolinea dunque un elemento che, secondo l'amministrazione, cambia la lettura del coinvolgimento della città: le opere idrauliche previste sul territorio di Monfalcone non sarebbero semplicemente una compensazione legata all'impianto, ma interventi suscettibili di produrre effetti positivi su un'area che non coincide con i confini amministrativi dei singoli Comuni.
Garritani: «Monfalcone è direttamente interessata dalle opere del progetto»
Sul piano tecnico e procedurale interviene l'assessore all'Urbanistica Antonio Garritani, che precisa innanzitutto quando il Comune sia entrato effettivamente nella procedura. «Su questo tema il coinvolgimento del Comune ha avuto inizio soltanto con la comunicazione regionale del 7 settembre e quindi siamo nella fase preliminare di verifica della completezza della documentazione. Il campo agrivoltaico vero e proprio è localizzato sostanzialmente nel territorio di Staranzano e presenta una superficie recintata di circa 60,31 ettari, con 138.142 moduli e una potenza in immissione richiesta di 96,4768 MW. Il progetto prevede infatti opere di connessione elettrica che interessano anche Monfalcone. I l collegamento avviene mediante un cavidotto interrato in media tensione a 30 kV, lungo complessivamente circa 2,1 km, che interessa il sistema viario comprendente Via Sacchetti, l'attraversamento del Canale Brancolo, Strada della Grappetta, una strada poderale e Via delle Risorgive, fino alla sottostazione di utenza. La sottostazione esistente di via delle Risorgive verrà ricostruita e riattivata, con installazione di un trasformatore 30/132 kV e da essa l'energia immessa nella rete attraverso la linea collegata alla Cabina Primaria “Schiavetti”. Ne consegue che Monfalcone è un Comune direttamente interessato dalle opere del progetto e non può essere considerato esclusivamente quale Comune confinante con l'impianto. Parallelamente dovrà essere sviluppato il procedimento finalizzato alla verifica degli studi idraulici e all'eventuale aggiornamento delle mappe di abilità, pericolosità e rischio. In ogni caso, il Comune parteciperà alla riunione convocata per il 16 settembre per l’illustrazione del progetto e nel frattempo esaminerà nel dettaglio gli aspetti tecnici degli elaborati ricevuti».
La replica introduce quindi un elemento ulteriore rispetto alla questione degli argini. Il territorio di Monfalcone sarebbe interessato anche dalle opere di connessione elettrica: secondo quanto riferito dall'assessore, il progetto comprende infatti un cavidotto interrato in media tensione lungo circa 2,1 chilometri, con un tracciato che attraversa infrastrutture e aree ricadenti anche nel territorio monfalconese, fino alla sottostazione di via delle Risorgive.
Per Garritani, dunque, la distinzione tra il Comune nel quale viene realizzato il campo agrivoltaico e i Comuni interessati dalle opere funzionali al progetto è fondamentale. Il campo vero e proprio è localizzato sostanzialmente a Staranzano, ma una parte delle opere necessarie alla connessione alla rete coinvolge anche Monfalcone.
Il passaggio decisivo sarà il confronto del 16 settembre
La posizione del Comune di Monfalcone, al momento, non equivale a una valutazione definitiva sul progetto. L'amministrazione precisa infatti di essere ancora nella fase preliminare di esame della documentazione ricevuta dalla Regione e di voler approfondire gli elaborati tecnici prima di formulare le proprie valutazioni. Il prossimo passaggio sarà quindi la riunione convocata per il 16 settembre, occasione nella quale il progetto verrà illustrato alle amministrazioni coinvolte. Parallelamente, come evidenziato da Garritani, dovranno essere approfonditi gli aspetti legati agli studi idraulici e all'eventuale aggiornamento delle mappe relative ad abilità, pericolosità e rischio.
Il confronto tra Staranzano e Monfalcone si sposta così dal piano delle dichiarazioni politiche a quello dell'esame degli atti. Da una parte, Staranzano ha già annunciato la propria contrarietà a un intervento ritenuto sproporzionato rispetto al contesto territoriale e ambientale; dall'altra, Monfalcone rivendica la necessità di essere considerata a tutti gli effetti tra le amministrazioni direttamente interessate dalla procedura, proprio in ragione delle opere previste sul proprio territorio.
La partita sul parco è quindi ancora nella fase iniziale, ma il primo confronto istituzionale appare destinato ad assumere un peso rilevante per chiarire contenuti, impatti e opere connesse a un progetto che, per dimensioni e articolazione, supera i confini del solo territorio nel quale verrebbero installati i pannelli.
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