A Palazzo Attems Petzenstein in mostra le contraddizioni e la creatività degli Anni Settanta

A Palazzo Attems Petzenstein in mostra le contraddizioni e la creatività degli Anni Settanta

L'INAUGURAZIONE

A Palazzo Attems Petzenstein in mostra le contraddizioni e la creatività degli Anni Settanta

Di Eliana Mogorovich • Pubblicato il 25 Giu 2026
Copertina per A Palazzo Attems Petzenstein in mostra le contraddizioni e la creatività degli Anni Settanta

Da sabato 27 sarà visitabile 'Italia Sessanta. Arte, Moda e Design. Dal Boom al Pop'. Si passerà dalle opere di Pistoletto e Burri alle creazioni di Missoni e Fiorucci. Alla Galleria Spazzapan di Gradisca parte 'FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70'.

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Nell’atrio si sta preparando la pedana che, proprio nel pomeriggio di oggi, accoglierà la Maserati Spider Ghibli dorata che introdurrà i visitatori negli ambivalenti anni Settanta, il decennio a cui è dedicata la nuova mostra allestita al piano nobile e nell’ala sinistra al pianoterra di Palazzo Attems Petzenstein. Presentata in anteprima alla stampa questa mattina, l’esposizione (che verrà inaugurata domani pomeriggio alle 17.30) prosegue l’indagine nella creatività italiana iniziata nel 2023 con "Italia Cinquanta. Moda e design. Nascita di uno stile" e proseguita nel 2024 attraverso "Italia Sessanta. Arte, Moda e Design. Dal Boom al Pop".

Il sottotitolo rispecchia perfettamente la doppia anima di uno dei decenni più contraddittori del secolo scorso, in biblico fra il richiamo urgente del futuro, esplicitato anche nel consumismo crescente, e la paura disseminata dal vacillare dello Stato sotto i colpi del terrorismo. “Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design” intende infatti dimostrare la persistenza di due anime, visibile anche nell’allestimento delle sale dove i colori cupi scelti per i fondali rendono più vibrante il cromatismo degli oggetti esposti.

Promossa da Erpac Fvg, la mostra curata da Raffaella Sgubin, Carla Cerutti, Lorenzo Michelli ed Enrico Minio Capucci e allestita dallo studio Roberto Festi intende ancora una volta mettere in risalto il made in Italy e la genialità, visionarietà e il lavoro che lo portano alla concretezza. Arte, moda e design giocano fra loro influenzandosi reciprocamente e diventando testimoni dei cambiamenti di un’epoca che ancora tanto parla al presente come dimostra il richiamo di abiti e oggetti vintage.

La prima sala condensa il messaggio di luce e ombra che intende comunicare la mostra, riassunto evocativamente nella copertina di “Der Spiegel” dove il simbolo dell’italianità per eccellenza, il piatto di spaghetti, è sormontato da una pistola semiautomatica. Agli antipodi, proprio di fronte alla vetrina in cui è custodita la rivista, gli abiti in maglia di Missoni raccontano un mondo che vuole ricercare la spensieratezza e la luce oltre le problematiche del periodo storico che, peraltro, ha conosciuto riforme legislative importanti: dalla legge sul divorzio a quella sull’aborto senza dimenticare il percorso di Franco Basaglia verso la normativa che porta il suo nome.

La parte relativa alle arti visive, volta a dimostrare la sperimentazione di nuovi linguaggi e la definizione di modelli espressivi in costante mutamento, vede la presenza di autori come Alberto Burri, Afro, Carlo Ciussi, Lucio Saffaro e Michelangelo Pistoletto, presente con una sua installazione. Nell’ambito della moda il passaggio alla definitiva industrializzazione del settore si concretizza nel passaggio dall'alto artigianato al prêt-à-porter, coincidente con il tramonto della figura del sarto d'atelier, sostituito dallo "stilista".

Il cappotto-scultura "Cretto" di Roberto Capucci si affianca alla giacca destrutturata di Giorgio Armani, simbolo di una nuova eleganza urbana e fluida che convive, tuttavia, con la rivoluzione rappresentata dallo stile pop e dirompente di Elio Fiorucci, capace di trasformare i jeans e l'abbigliamento unisex in un fenomeno di costume globale. Analogamente nel design la produzione industriale sperimenta con audacia le materie plastiche senza trascurare la parte del design industriale più puro e rigoroso, attento alla tecnologia e alla funzionalità dell'ufficio e della casa.

La monumentale poltrona Joe del trio De Pas-D'Urbino-Lomazzi, una seduta scultorea a forma di guantone da baseball, convive con il desiderio di un ritorno alla natura e all’uso di materiali poveri espresso dai progetti di Enzo Mari e dai mobili scultorei di Mario Ceroli, mentre un caso a parte è costituito dall’attività di Gabriella Crespi, creatrice di arredi sofisticati d’alto artigianato apprezzati da una ristretta clientela internazionale.

La mostra di Palazzo Attems, aperta al pubblico da sabato 27 giugno fino al 15 gennaio 2027, si lega inoltre al progetto “FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70” ospitato nella Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan” di Gradisca d’Isonzo. Obiettivo di queta ulteriore iniziativa è quello di riaccendere i riflettori sul territorio regionale e la sua vivacità artistica in vista, peraltro, del cinquantesimo compleanno della stessa Galleria, che verrà celebrato il 15 gennaio del prossimo anno.

Mostre, incontri, dialoghi, momenti di approfondimento e pubblicazioni animeranno questo progetto che coinvolge, oltre al museo della Fortezza, anche altre istituzioni regionali, dal Museo Revoltella a Casa Zanussi - Centro Cultura Pordenone, nonché gli archivi di importanti realtà espositive private quali la Galleria Plurima e lo Studio Tommaseo.

Primo passaggio del progetto è “Per una nuova Galleria” (27 giugno – 19 luglio), dedicato alle origini della Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan”, con opere provenienti dalle prime acquisizioni, materiali d’archivio digitalizzati e un video introduttivo sul progetto. «Con questa iniziativa Erpac intende dimostrare la propria capacità di produrre cultura: si tratta di un crescendo di investimenti anche a livello di parternariati internazionali e di collaborazione fra le istituzioni della regione» ha affermato la Direttrice generale di Erpac Lydia Alessio – Vernì.

La mostra “Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design”, che sarà corredata da un catalogo edito da Antiga Edizioni, potrà essere visitata da lunedì a domenica dalle 9 alle 19 e il giovedì dalle 9 alle 22. Per informazioni è possibile chiamare il numero 0481 285335 o inviare una mail a didatticamusei.erpac@regione.fvg.it. Per le iniziative della Galleria Spazzapan, aperta da mercoledì a domenica con orario 10 - 13 e 15 – 19, è possibile contattare il museo con una mail a galleriaspazzapan@regione.fvg.it o chiamando lo 0481 960816. 

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