‘Omaggio a una visione’ torna tra Gorizia e Nova Gorica dal 29 settembre al 4 ottobre

‘Omaggio a una visione’ torna tra Gorizia e Nova Gorica dal 29 settembre al 4 ottobre

LA MANIFESTAZIONE

‘Omaggio a una visione’ torna tra Gorizia e Nova Gorica dal 29 settembre al 4 ottobre

Di REDAZIONE • Pubblicato il 15 Set 2026
Copertina per ‘Omaggio a una visione’ torna tra Gorizia e Nova Gorica dal 29 settembre al 4 ottobre

Il festival cinematografico transfrontaliero propone 15 lungo e mediometraggi e quasi 70 cortometraggi, aprendo con il documentario di Manca Juvan e dedicando una retrospettiva ad Alexandra Gulea, vincitrice del Premio Darko Bratina.

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Come può il cinema registrare un mondo che scompare? E come può ricomporlo attraverso lo sguardo, il montaggio, la memoria o l'immaginazione? È una delle domande che attraversano l'edizione di quest'anno di "Omaggio a una visione", il festival cinematografico transfrontaliero in programma tra Nova Gorica e Gorizia dal 29 settembre al 4 ottobre. Dalle immagini d'archivio al cinema contemporaneo, dagli autori più giovani ai più maturi sguardi d'autore, il festival torna a interrogarsi sulle questioni basiche dell'immagine cinematografica. Il programma comprenderà 15 lungometraggi e mediometraggi, oltre a quasi 70 cortometraggi.

Ad aprire il festival sarà il documentario "La valle del mio respiro" della regista slovena Manca Juvan, presente alla prima del proprio film: un'opera che racconta una storia nata su questo territorio, una vicenda di avvelenamenti e di riconciliazioni possibili e impossibili, per poi attraversare i confini e spingersi verso Romania, Portogallo, Italia, Danimarca, Finlandia e Irlanda.

Alexandra Gulea, Premio Darko Bratina di quest'anno, sarà protagonista di una retrospettiva completa, alla ricerca delle radici personali e collettive, con opere che interrogano le idee di patria e patriarcato, Stati nazionali e comunità transitorie, intrecciando esperienza personale, ricerca antropologica, messa in scena e teatro dell'assurdo.

Una domanda simile, attraverso linguaggi diversi, emerge dalle "Nuove visioni": in "Padrone e sotto" Roberto-C. esplora gli strati invisibili di Napoli, in "A Reconnaissance" Stefan Kruse rivolge lo sguardo alle tecnologie della sorveglianza, João Nicolau in "A Providência" e "A Guitarra" apre la realtà a una fantasia cinematografica giocosa, mentre Alessandro Comodin in "I tempi felici verranno presto" si muove tra bosco, mito e memoria. Il programma CinemaEye riunisce invece tre figure che hanno intrecciato cinema ed etnologia: la regista slovena Milka Badjura, l'italiano Luigi Di Gianni e il pedagogo e cineasta Fernand Deligny.

Prosegue anche quest'anno First Crossings, la piattaforma che dal 2018 mette in relazione giovani cineasti e accademie di cinema di Slovenia, Italia, Croazia e regioni limitrofe, che diventa per la prima volta competitiva, con la partecipazione dell'Accademia d'Arte dell'Università di Nova Gorica, DAMS Cinema dell'Università di Udine, l'Accademia di Teatro, Radio, Cinema e Televisione di Ljubljana, l'Accademia d'Arte Drammatica di Zagabria, l'Università di scienze applicate di St. Pölten e la Rome University of Fine Arts; in programma non competitivo anche i film degli studenti del Gimnazija Nova Gorica, dell'IP Ranieri Mario Cossar - Leonardo da Vinci di Gorizia e del Centro di scuole professionali di Villach.

La dimensione transfrontaliera del festival prosegue anche nella collaborazione con cineasti e istituzioni finlandesi, nata con GO! 2025 Capitale europea della cultura: nella sezione Escursione, Jukka-Pekka Laakso, storico direttore del Tampere Film Festival, presenterà una selezione di cortometraggi finlandesi contemporanei.

La conclusione del festival torna sulla domanda di cosa facciamo di ciò che abbiamo ereditato: nel film "Útóipe Cheilteac" (Utopia celtica), una giovane generazione di musicisti irlandesi trasforma a modo proprio la musica folk tradizionale. Il festival si chiuderà con "White Lies" di Alba Zari, un film sulla storia familiare che diventa comprensibile solo quando immagini, ricordi e storie taciute si dispongono l'una accanto all'altra, in un viaggio tra Trieste e Bangkok.

Il programma non si esaurisce nelle proiezioni, ma si apre a masterclass, incontri e laboratori creativi, tra cui una passeggiata cinematografica e un laboratorio dedicato al manifesto cinematografico. Nell'incontro "Oltre i muri: luoghi della memoria e nuovi orizzonti" si rifletterà sugli ex luoghi dell'istituzionalizzazione psichiatrica che oggi cercano nuove forme di apertura. L'incontro dedicato a Fernand Deligny, con Rajko Muršič e Carmelo Marabello, aprirà una riflessione su come guardare e abitare il mondo in modo diverso, mentre l'incontro "Al centro del margine (la distribuzione)" si interrogherà su come riportare in vita film relegati ai margini della circolazione culturale. Il programma di incontri si concluderà con una conversazione sull'arte come spazio di empatia, inclusione e nuove forme di comunità.

Il festival si svolge con il supporto del Centro Cinematografico Sloveno, della Regione Friuli Venezia Giulia, dei Comuni di Nova Gorica e Gorizia e dell'Ufficio del Governo della Repubblica di Slovenia per gli sloveni all'estero e nel mondo. Maggiori informazioni sul programma e sulle modalità di accredito sono disponibili su www.poklonviziji.com.

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