Nucleo per gravi cerebrolesioni in via Vittorio Veneto, Fasiolo alla Giunta regionale: «Si riconsideri il trasferimento»

Nucleo per gravi cerebrolesioni in via Vittorio Veneto, Fasiolo alla Giunta regionale: «Si riconsideri il trasferimento»

SANITÀ GORIZIANA

Nucleo per gravi cerebrolesioni in via Vittorio Veneto, Fasiolo alla Giunta regionale: «Si riconsideri il trasferimento»

Di REDAZIONE • Pubblicato il 19 Feb 2026
Copertina per Nucleo per gravi cerebrolesioni in via Vittorio Veneto, Fasiolo alla Giunta regionale: «Si riconsideri il trasferimento»

La consigliera dem invita a mantenere il nucleo al San Giovanni di Dio, «i pazienti estremamente fragili necessitano di continua assistenza in contesto ospedaliero».

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«Il Nucleo per gravi cerebrolesioni acquisite del San Giovanni di Dio va mantenuto rigorosamente nell'ambito ospedaliero. La Giunta Fedriga riconsideri lo spostamento nell'ospedale di comunità per salvaguardare le persone che si trovano in una situazione di fragilità estrema».

Lo afferma in una nota la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Fasiolo che, attraverso un'interrogazione, chiede alla Giunta regionale di rivalutare, sotto il profilo tecnico-sanitario, la decisione di trasferimento dall'ospedale San Giovanni di Dio di Gorizia del Nucleo per gravi cerebrolesioni acquisite (Gca), rivedendola sulla base di criteri di appropriatezza clinica, sicurezza del paziente e piena integrazione con la rete ospedaliera per acuti.

«Parliamo di pazienti estremamente fragili per i quali ogni scelta organizzativa deve essere fondata esclusivamente su criteri di appropriatezza clinica e sicurezza, non su valutazioni di altro carattere, come quelle logistiche o amministrativa» sottolinea Fasiolo. Una presa di posizione condivisa anche dai familiari degli assistiti nella struttura, che hanno formalmente espresso contrarietà attraverso i media locali alla prospettiva di trasferire il servizio dall’ospedale di via Paolo Diacono ai locali dell’ex Pneumologico di via Vittorio Veneto.

«Come evidenziato anche nell'interrogazione – aggiunge l'esponente dem - i pazienti che fanno riferimento al Nucleo Gca presentano condizioni di elevatissima complessità clinica, spesso in stato vegetativo o con gravissima compromissione dell'autonomia e necessitano di continuità assistenziale ospedaliera, disponibilità immediata di competenze specialistiche multidisciplinari, accesso diretto alla diagnostica d'urgenza, alla rianimazione e alla terapia intensiva».

Inoltre, conclude Fasiolo, «non risulterebbero evidenze cliniche documentate a supporto del trasferimento: al contrario, la normativa e le linee guida assistenziali indicano esplicitamente la necessità di un contesto ospedaliero in grado di garantire accesso immediato a competenze specialistiche e adeguati livelli di sicurezza clinica in situazioni ad altissimo rischio». 

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