L'EVENTO
È la Notte nazionale del Liceo Classico, dai licei di Gorizia l'invito a vivere l'humanitas ciceroniana
Musica, esibizioni teatrali e momenti di riflessione sulla guerra. «Ancora saldo l’interesse per la cultura classica».
“Humanitas”: questa è la parola che ha accompagnato la dodicesima edizione de “La Notte Nazionale dei Licei Classici”. La sera del 27 marzo il Kulturni center Lojze Bratuž ha ospitato studenti e studentesse, ex alunni e docenti del Liceo Classico Dante Alighieri che, in contemporanea con altri 380 Licei Classici italiani, hanno celebrato e condiviso le profondità del sapere umanistico.
Si ricorda che le vicende del passato sono sempre attuali e che la classicità è un’ottima lente attraverso cui leggere il presente. Non a caso la frase più importante della serata, e degli studi umanistici tutti, è “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”, che significa letteralmente “Sono un essere umano, niente di ciò ch’è umano ritengo a me estraneo”. Ad esprimere così il concetto di humanitas è stato il commediografo romano Publio Terenzio Afro, che in poche parole racchiuse l’impossibilità dell’indifferenza dell’uomo per le “cose umane”.
Il Classico come istituto scolastico si fonda su questi principi e costruisce in generazioni di studenti e insegnanti quelle sensibilità e quelle consapevolezze che solo le materie umanistiche offrono. «Qui ho capito quanto possiamo imparare dal passato», racconta Alice, studentessa al quinto anno e interprete di Cleonice, la co-protagonista dello spettacolo teatrale “Lisistrata”, messo in scena dal Progetto teatrale e musicale “Dioniso”. «Finita scuola mi iscriverò al DAMS – continua Alice – Grazie al Classico e al teatro ho avuto la possibilità di esprimere la mia voce e sperimentare un’arte che mi ha dato sicurezza».
«Del Liceo mi porto dietro un metodo che mi permette di affrontare ogni problema e una crescita personale molto importante – commenta Gabriele Bevilacqua, ex alunno chiamato a presentare la serata insieme alla ex liceale Sophia Liviero – Consiglio la scelta del Classico a chi è indeciso, perché si tratta di un investimento sul futuro».
Anche gli insegnanti si portano dentro un’esperienza che supera il contesto scolastico. La professoressa Carmen Mazzone, ora in pensione, ha messo tutta la passione che poteva trovare nell’insegnamento della Letteratura Italiana. Guarda con orgoglio la fine del percorso e spera «di aver lasciato un bagaglio di valori che gli alunni possano portarsi dietro per tutta la vita».
“La Notte Nazionale del Liceo Classico” è diventata a Gorizia un evento che, come dice la professoressa Rosy Tucci, «la comunità attende e partecipa con entusiasmo». Anche la dirigente scolastica Giovanna Petitti esprime la sua soddisfazione per «un polo liceale che quest’anno ha registrato il boom di iscrizioni e un Liceo Classico che mantiene ancora saldo l’interesse per la cultura». Anche se l’istituto ha visto una flessione di pochi punti in percentuale, si è comunque mantenuta una classe da 27 studenti e l’offerta si è arricchita grazie al percorso Pearson per l’approfondimento della lingua inglese.
Presenti anche le istituzioni del territorio, come la Prefetta di Gorizia Ester Fedullo e la Vicesindaco Chiara Gatta, che ricordano la loro vicinanza al mondo della scuola e agli studenti che la compongono, «i veri protagonisti del presente e del futuro».
E che gli studi classici siano ancora vivaci e attrattivi è parere condiviso anche da docenti e ragazzi del Liceo “Primož Trubar” dove per il prossimo anno si sono registrate 14 iscrizioni. «Sono ragazzi della minoranza ma anche italiani, che hanno seguito il percorso nelle scuole slovene a partire dall’asilo. Adesso stiamo ricevendo anche numerose iscrizioni da oltreconfine da parte di studenti che desiderano approfondire la conoscenza della lingua italiana – spiega il dirigente Peter Černic – Diciamo che spiamo un ponte che unisce le due comunità: qui si supera il concetto di semplice conoscenza della lingua perché ci si approccia a un diverso modo di pensare e rapportarsi, c’è un approccio culturale ed estetico a 360 gradi».
«Per noi frequentare questa scuola è una grande opportunità» confermano all’unisono Marco ed Elisa, studenti della II liceo (quarta superiore, visto che qui al “Trubar” è rimasta la scansione fra ginnasio e liceo). «Sicuramente non è facile perché c’è un’altra lingua che, quando usciremo da scuola, consoceremo come l’italiano ma questo ci facilita anche nell’apprendimento delle altre lingue. Qui impariamo a collegare diverse materie e il fatto di essere parte di due culture ci garantisce un’apertura mentale che sicuramente ci aiuterà una volta terminato il percorso». Percorso che, sebbene i tempi siano prematuri, entrambi intendono proseguire nelle università italiane probabilmente per studiare scienze politiche o scienze internazionali diplomatiche.
La serata, svoltasi nell’auditorium del polo scolastico e nella palestra di via Puccini, è stata coordinata dalla professoressa Barbara Zlobec in collaborazione con i colleghi che hanno contribuito alla riuscita dei numerosi progetti in cui è coinvolta la scuola: la realizzazione del video Bridges per il concorso Students4Cooperation, che ha assicurato agli studenti della II liceo il terzo posto nella competizione sostenuta dalla Commissione europea, il progetto Europa ciceroniana finanziato dall’Unione Europea che prevede, nell’ambito del programma Erasmus+, un’analisi e commento del Pro Archia di Cicerone realizzato in collaborazione con università e istituti diffusi fra Parigi, Amsterdam, Leida.
Il testo della celebre orazione è stato il filo conduttore della serata, centrata sul tema dei migranti e sull’ “humanitas” intesa come accoglienza e inclusione dell’altro in nome della comune appartenenza al genere umano. Una singolarità delle due Notti del Liceo classico goriziane è stata la presenza, a entrambi gli eventi, di Andrea Bellavite che ha centrato il suo intervento al liceo “Trubar” proprio sull’identica condizione dell’uomo come viandante, con i migranti di oggi quale emblema della “viandanza”. Sul lato umano della formazione dei liceali ha posto l'accento la vicesindaco Chiara Gatta, intervenuta non solo per i saluti istituzionali ma soprattutto per invitare i ragazzi a custodire nella loro memoria e far tesoro per il futuro di esperienze di condivisione come quella che li ha visti collaborare per questo evento.
L’esibizione al flauto di Lucija Bandelj e Maja Komjanc, la voce di Giorgia Calligaris che ha interpretato “Free” di Florence and the machine, unite alle performance attoriali dei ragazzi della I liceo e della V ginnasio dedicate a due rivisitazioni del Pro Archia, hanno accompagnato la serata verso il punto culminante, rappresentato dalla lettura di alcune poesie per Gaza interpretate con pathos e partecipazione dai ragazzi della V ginnasio. A chiudere la Notte del Liceo Classico, in tutti gli istituti della Penisola, è stata a mezzanotte la lettura del terzo Inno Orfico, con la sua invocazione alla Notte per accogliere e ristorare, scacciando le paure che purtroppo, in questi tempi incerti, si profilano sempre più cupe.
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