Non c'è oblio per Giulio Regeni: da Fiumicello ancora la richiesta di verità e giustizia

Non c'è oblio per Giulio Regeni: da Fiumicello ancora la richiesta di verità e giustizia

Nel decimo anniversario dalla scomparsa

Non c'è oblio per Giulio Regeni: da Fiumicello ancora la richiesta di verità e giustizia

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 25 Gen 2026
Copertina per Non c'è oblio per Giulio Regeni: da Fiumicello ancora la richiesta di verità e giustizia

Oltre mille le persone. Il flash mob 'Onda d'urto' apre le celebrazioni. La testimonianza di Pif e il monito di Mattarella, «una ferita aperta per la nazione». Paola e Claudio Regeni denunciano il muro di gomma sul processo.

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Sono state accompagnate da un prolungato applauso del numerosissimo pubblico le dieci scatole giallo sgargiante che hanno fatto ingresso questo pomeriggio, domenica 25 gennaio, nella pista di pattinaggio di Fiumicello, dando avvio al flash mob “10 anni in giallo: un’onda d’urto”, a simboleggiare la lentezza della giustizia italiana nel portare finalmente verità e giustizia per Giulio Regeni.

Da quel 25 gennaio 2016 sono ad oggi passati dieci anni esatti, ma nessuno a Fiumicello ha dimenticato Giulio: il “suo” Popolo Giallo continua infatti a chiedere verità e giustizia con ancora più forza di prima. All’evento erano almeno mille le persone presenti che hanno partecipato a “Giulio continua a fare cose…”, l’iniziativa con cui la comunità ha voluto ricordare il giovane ricercatore scomparso e poi torturato e ucciso al Cairo.

«Un evento reso possibile da tutti voi che qui avete voluto lottare per mantenere viva la memoria di Giulio – ha affermato il giornalista Giuseppe Giulietti – è importante non farsi fregare mai dal cinismo di chi afferma che non sia necessario spendersi per queste cause».

Ad approfondire il tema dell’importanza dei diritti umani è stato il sindaco di Fiumicello Alessandro Dijust: «Riconoscere e far rispettare quelli che sono i diritti umani è fondamentale – ha spiegato il primo cittadino – poter garantire e rispettare questi diritti indiscutibili è simbolo concreto di una società moderna».

A salire sul palco anche il conduttore televisivo Pif, che ha portato una testimonianza scritta frimata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «La morte di Giulio è ancora una ferita aperta per la nostra nazione – ha scritto Mattarella – è stata una perdita avvenuta in modo disumano. In questo caso terribile la verità e la giustizia non devono in nessun modo essere messe in discussione».

A definire la ricerca della verità come una «battaglia di tutti» è stata invece la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein, che ha voluto richiamare l’importanza dei diritti umani e ha reputato «vergognoso che l’Unione Europea possa collaborare ancora con l’Egitto – ha aggiunto – ed è inconcepibile anche come, con un recente decreto, l’Italia abbia considerato l’Egitto come un luogo sicuro da visitare».

A seguire c’è stata anche l’intensa testimonianza dei genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni e dell’avvocata Alessandra Ballarini. Alle loro parole si sono aggiunte le voci di Alessandro Bergonzoni, Don Luigi Ciotti, Gherardo Colombo, Gianni Cuperlo, Marco Damilano, Pietro Del Soldà, Giuliano Foschini, Matteo Macor ed Elisa, la quale ha voluto porre il focus sul tema dei valori della speranza e sull’abbattimento dell’apatia che – secondo l’artista – è «l’unico modo per poter costruire una società più umana e sensibile».

È seguita, in anteprima nazionale, la proiezione del documentario “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo”, che ha ripercorso passo dopo passo le prime ore dalla sua scomparsa e le successive indagini che hanno accompagnato il lungo caso mediatico. La pellicola ricostruisce anche tutto il periodo che il giovane ricercatore friulano trascorse vivendo in Egitto, dalle prime esperienze fino al “tradimento” che portò alla sua tragica morte, riportando infine stralci del processo in tribunale contro quattro agenti della National Security egiziana cominciato nella primavera del 2024.

Non una, ma due standing ovation hanno acclamato alla fine il film di Simone Manetti, che già a partire da domani comincerà ad essere proiettato in alcune sale italiane. Una chiusa musicale ha accompagnato gli oltre mille presenti fuori dalla pista di pattinaggio per l’inizio della Camminata dei Diritti, che da via Primo Carnera raggiungerà piazzale dei Tigli per la Fiaccolata silenziosa, ultimo momento della giornata. 

Foto di Aurora Cauter

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