Nodo Scuole e nidi a Monfalcone, Percuzzi: «Servono flessibilità, micro-nidi e sostegni alla gestione»

Nodo Scuole e nidi a Monfalcone, Percuzzi: «Servono flessibilità, micro-nidi e sostegni alla gestione»

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Nodo Scuole e nidi a Monfalcone, Percuzzi: «Servono flessibilità, micro-nidi e sostegni alla gestione»

Di E.V. • Pubblicato il 12 Ago 2026
Copertina per Nodo Scuole e nidi a Monfalcone, Percuzzi: «Servono flessibilità, micro-nidi e sostegni alla gestione»

La consigliera comunale appoggia l'Associazione Nazionale Presidi e chiede alla Regione risorse per la spesa corrente. Tra le proposte orari prolungati, riconversione degli immobili dismessi e percorsi di educazione affettiva.

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«I dati e le dinamiche recenti sulle iscrizioni agli asili nido e alle scuole di Monfalcone delineano una realtà complessa, che richiede risposte concrete, programmazione e una visione strategica a lungo termine». A sottolinearlo è la consigliera comunale Michela Percuzzi, di Insieme con Moretti, che pone al centro del proprio intervento il tema dei servizi per l’infanzia e della scuola, a partire dal rapporto con i dirigenti scolastici e dalle esigenze specifiche del territorio monfalconese.

«Esprimiamo il nostro convinto sostegno all’Associazione Nazionale Presidi. In un contesto articolato come quello monfalconese, è indispensabile garantire ai dirigenti scolastici la massima autonomia, perché sono proprio loro a vivere quotidianamente le esigenze reali del territorio. Per questa ragione, l’applicazione rigida dei parametri nazionali va superata a favore del buon senso e della flessibilità organizzativa, sostenuta da finanziamenti mirati per le co-docenze, i laboratori di integrazione e il supporto psicologico».

Percuzzi aggiunge a questo quadro una proposta specifica, che considera fondamentale per accompagnare la crescita degli studenti e prevenire situazioni di disagio. «È necessario introdurre nelle scuole percorsi strutturati di educazione affettiva e relazionale, strumenti fondamentali per promuovere il rispetto reciproco, prevenire il disagio emotivo e costruire una reale coesione tra gli studenti fin dai primi anni di formazione».

Secondo la consigliera, anche sul fronte dei servizi alla prima infanzia è necessario superare una logica basata esclusivamente sugli incentivi economici e intervenire invece sull’offerta concreta dei servizi. «I soli bonus economici non sono sufficienti, perché non creano un singolo posto nido in più. Serve un radicale cambio di paradigma, basato su interventi strutturali».

Tra le proposte avanzate da Insieme con Moretti per Monfalcone figura innanzitutto un piano straordinario di rigenerazione urbana, finalizzato a recuperare e riconvertire il patrimonio immobiliare pubblico dismesso in micro-nidi, asili e ricreatori. A questo si aggiungono la necessità di introdurre orari prolungati e modulabili, per venire incontro ai turni di lavoro dei genitori, e l’attivazione immediata di tavoli di concertazione per la realizzazione di nidi aziendali e convenzionati, coinvolgendo le grandi realtà produttive del territorio e l’Azienda Sanitaria.

«Monfalcone, in un contesto nazionale segnato da un forte calo demografico, rappresenta una rara eccezione, grazie a una popolazione giovane e a un’elevata natalità legata al proprio tessuto industriale. Non garantire una copertura adeguata dei servizi alla prima infanzia significa depotenziare questo importante vantaggio strategico».

Per Percuzzi, quindi, le politiche per l’infanzia non rappresentano soltanto una risposta a un’esigenza sociale immediata, ma un vero investimento sul futuro della città. «Un welfare moderno, flessibile ed efficiente è la chiave per trattenere le giovani famiglie sul territorio, favorire l’occupazione e trasformare la complessità demografica in una concreta opportunità di crescita sociale ed economica». Per rendere sostenibile questo modello, la consigliera rivolge infine un appello alla Regione Friuli Venezia Giulia, chiedendo di affiancare ai finanziamenti per le opere strutturali risorse dedicate alla gestione dei servizi.

«I soli finanziamenti per le opere murarie non bastano: occorre un investimento straordinario destinato alle spese correnti di gestione, necessario per assumere e stabilizzare il personale educativo, coprire i costi operativi ed estendere gli orari di apertura. Soltanto attraverso risorse continue e dedicate sarà possibile garantire rette accessibili a tutte le famiglie e permettere al Comune di offrire un servizio pubblico all’altezza delle sfide attuali». 

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