L'INIZIATIVA
I ‘nodi critici’ di Gorizia, ecco il progetto di Marilisa Bombi che tratta le complessità della storia cittadina
La giornalista sta sviluppando sei approfondimenti online su foibe ed esodo, denazionalizzazione della comunità slovena, comunità ebraica, ‘italianità di confine’ e rischio retorico di Go! 2025.
La giornalista, blogger e podcaster Marilisa Bombi sta portando avanti da alcuni mesi un progetto dedicato ad alcuni dei nodi più complessi della storia di Gorizia e del suo territorio, con l'obiettivo di renderli maggiormente presenti e accessibili anche nello spazio digitale.
L'idea è nata quasi per caso, da una conversazione con un cugino che opera nel mondo dell'informazione. Da quel confronto è emersa una considerazione tutt'altro che secondaria: nella narrazione della storia nazionale Gorizia continua a occupare uno spazio marginale. Non per mancanza di vicende, documenti o studi, ma perché una parte considerevole di questo patrimonio è ancora scarsamente presente in rete: molti archivi non sono digitalizzati, numerose ricerche restano affidate esclusivamente alla carta e una parte importante della storiografia locale è difficilmente reperibile attraverso i normali strumenti di ricerca online.
Chi cerca oggi notizie su Gorizia trova spesso solo la superficie: cronache, ricorrenze, qualche pagina enciclopedica, mentre gli studi più approfonditi restano nei cassetti degli archivi o nelle biblioteche specializzate. I motori di ricerca e, sempre più, i sistemi di intelligenza artificiale elaborano e mettono in relazione soprattutto ciò che è disponibile in formato digitale. Se una storia è poco presente in rete, rischia dunque di diventare ancora più marginale proprio nel momento in cui stanno cambiando radicalmente gli strumenti attraverso i quali cerchiamo e organizziamo le informazioni. Non si tratta solo di un problema di visibilità: è la stessa base di conoscenza su cui questi sistemi si formano a restare incompleta, con il rischio che una storia già poco raccontata lo diventi ancora di più proprio negli strumenti che useremo per raccontarla in futuro.
Da questa riflessione è nato il progetto che Bombi sta sviluppando sul proprio blog. Il punto di partenza è stata una scheda di sintesi dedicata a sei nodi della storia goriziana, che raramente compaiono insieme in uno stesso racconto perché appartengono a stagioni diverse e spesso a chi li studia con approcci distinti.
Il primo riguarda foibe ed esodo e la loro lettura contesa: da una parte la lettura che le inquadra come pulizia etnica anti-italiana, dall'altra le ricostruzioni che le collocano dentro un ciclo più lungo innescato, non certo giustificato, dalle politiche di snazionalizzazione fasciste degli anni Venti e Trenta. La denazionalizzazione fascista della comunità slovena, con la chiusura delle scuole, lo scioglimento delle associazioni culturali e l'italianizzazione forzata dei cognomi, è un altro capitolo su cui la storiografia italiana ufficiale ha fatto i conti solo tardi;
Terzo “nodo” è il confine del 1947 come "amputazione": il trauma della separazione dall'entroterra con la nascita di Nova Gorica, ma anche l'esito di scelte e responsabilità precedenti e non un fulmine a ciel sereno; quarto, l'uso strumentale dell'"italianità di confine", ovvero la retorica dell'avamposto italiano mobilitata di volta in volta per fini politici diversi, dall'epoca asburgica a oggi.
Ultimi due punti sono il rischio retorico di GO! 2025 – cioè la possibilità che la narrazione di "riunificazione" tra Nova Gorica e Gorizia appiattisca settant'anni di storia conflittuale in una favola buona per il marketing culturale – e la comunità ebraica di Gorizia, una presenza secolare colpita dalle leggi razziali del 1938 e dalla deportazione che nella memoria pubblica cittadina occupa oggi uno spazio molto più ridotto rispetto a foibe ed esodo.
Nel progetto, essi vengono trattati uno per uno, con la stessa attenzione storiografica, mettendo a confronto studi, interpretazioni e valutazioni di storici diversi. A cadenza quindicinale, ciascuno di questi temi viene ripreso e approfondito. Quindici giorni fa è stato pubblicato il primo approfondimento, dedicato a foibe ed esodo; oggi è online il secondo, sulla denazionalizzazione fascista della comunità slovena. Gli altri quattro nodi sono in fase di progressiva elaborazione e pubblicazione.
L'intento non è proporre una nuova "verità" sulla storia di Gorizia, ma portare nel grande archivio digitale contemporaneo la complessità di una città di frontiera, facendo emergere interpretazioni differenti e mettendo a disposizione della rete elementi e fonti che troppo spesso sono rimasti confinati nella dimensione locale.
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