Morte Fakir a Bologna, interviene il Sap Fvg: «Strumentalizzazioni gravi contro operato Polizia»

Morte Fakir a Bologna, interviene il Sap Fvg: «Strumentalizzazioni gravi contro operato Polizia»

I COMMENTI

Morte Fakir a Bologna, interviene il Sap Fvg: «Strumentalizzazioni gravi contro operato Polizia»

Di Federico De Giovannini • Pubblicato il 23 Lug 2026
Copertina per Morte Fakir a Bologna, interviene il Sap Fvg: «Strumentalizzazioni gravi contro operato Polizia»

Il Sindacato Autonomo Polizia critica le prese di posizione di Anpi Gorizia e della consigliera Pellegrino, «si attendano i necessari accertamenti del caso».

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Le ultime notizie raccontano grandi tensioni: a Bologna, la manifestazione convocata a seguito della morte di Abderrahim Fakir è degenerata da presidio pacifico a teatro di violenti scontri tra forze dell’ordine e manifestanti. Lo stesso decesso del 43enne avvenuto domenica durante l’arresto - più precisamente durante la procedura di immobilizzazione messa in atto dagli agenti di polizia - sta facendo discutere, polarizzando l’opinione pubblica e la politica.

Sul fatto si è espressa la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Serena Pellegrino. «Non è pensabile che in un Paese civile e democratico un intervento per uno stato di agitazione si trasformi in una tragedia letale –commenta - le modalità del fermo, con Fakir tenuto a terra a faccia in giù e ammanettato, ripropongono in modo inquietante l'urgenza di una riflessione seria sull'uso della forza e sulle tecniche di immobilizzazione durante i controlli di polizia. Lo Stato ha il dovere di tutelare la sicurezza dei cittadini, ma questo non può mai tradursi nella violazione dei diritti fondamentali e della dignità della persona».

Una critica ancora più perentoria arriva dall’Anpi della provincia di Gorizia, che – si legge in un comunicato stampa - «condanna con forza l’assassinio di Abderrahim Fakir ad opera di agenti della Polizia di Stato e ricorda che primo compito delle forze dell’ordine è la tutela di tutti gli esseri umani come sancito dalla Costituzione italiana e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani». «Sempre ed anche nel caso di un trattamento sanitario obbligatorio le forze dell'ordine devono usare comportamenti professionalmente preparati e attenti alla dignità e alla vite delle singole persone – continua la nota di Anpi - se questi comportamenti non ci sono o sono insufficienti è un responsabilità dei loro Dirigenti occuparsi della formazione anche umana, con la certezza che, per chi è impegnato a garantire la sicurezza, una seria formazione è sempre indispensabile».

Ad entrambe le posizioni, ma più in generale sull’intera drammatica faccenda, è arrivata la replica del Sindacato Autonomo Polizia del Friuli Venezia Giulia. Il segretario regionale Lorenzo Tamaro definisce «gravi e colpevoli» le «strumentalizzazioni che sono state messe in atto, da una determinata parte politica e perfino da chi riveste un ruolo istituzionale dopo l’evento drammatico», e «irresponsabili» le prese di posizione contro l’operato della Polizia, «senza peraltro attendere gli accertamenti e le verifiche necessarie al fine di definire la dinamica dell’intervento».

«Per l’accertamento di quanto accaduto attendiamo con serenità che venga fatta chiarezza attraverso gli esiti dell’autopsia, gli accertamenti del caso e le immagini a disposizione compresa quella della bodycam di uno dei due agenti messa in azione al momento dell’intervento – prosegue la nota del Sap - proprio le bodycam, sono state una delle storiche battaglie del nostro sindacato; strumenti, all’epoca, oggetto di critiche proprio dalla stessa parte politica che oggi accusa le modalità dell’intervento e che invece sono uno strumento di verità, giustizia e trasparenza».

Le dichiarazioni di Anpi, secondo il Sap, «oltre che ad essere diffamatorie certamente rischiano di istigare ulteriore odio nei confronti delle Forze dell’Ordine». Mentre riguardo al commento di Pellegrino, sottolinea il sindacato, «nel caso di Bologna gli agenti sono intervenuti, dopo essere stati chiamati, proprio per mettere in sicurezza i cittadini, i luoghi e le cose. Per quanto riguarda la “violazione dei diritti fondamentali e della dignità della persona” che gli agenti avrebbero commesso, invitiamo il Consigliere Pellegrino a fornire elementi probatori e certi, che evidentemente noi non possediamo, che provino le sue affermazioni: allo stato attuale appaiono solamente degli slogan».

La nota del Sindacato Autonomo dichiara infine: «Diffidiamo tutti coloro che, in maniera del tutto ideologica, con dichiarazioni irresponsabili, incitano all’odio e alla violenza contro le forze dell’ordine sottoponendole a processi sommari e gogne mediatiche sostituendosi peraltro a quello che sono compiti di altri organi istituzionali». 

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