Monfalcone ricorda ancora Janke nel segno di quelle fragilità «chiamate ad uscire dalla propria gabbia»

Monfalcone ricorda ancora Janke nel segno di quelle fragilità «chiamate ad uscire dalla propria gabbia»

Il gesto e le attività nel presidio

Monfalcone ricorda ancora Janke nel segno di quelle fragilità «chiamate ad uscire dalla propria gabbia»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 17 Giu 2026
Copertina per Monfalcone ricorda ancora Janke nel segno di quelle fragilità «chiamate ad uscire dalla propria gabbia»

Cerimonia al Centro Servizi per il contrasto alla povertà di via Natisone. Donati 3mila euro a sostegno della Stazione di Posta e dell’Odontostomatologia del San Polo.

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Il bene genera altro bene. È proprio il caso di dirlo, soprattutto se le fragilità umane riescono a trovare “una via d’uscita” dalla propria “gabbia” generando valore, rinascita, riscatto e solidarietà. Questo “di più” è stato presentato oggi, mercoledì 17 giugno, al Centro Servizi per il contrasto alla povertà – Stazione di Posta di via Natisone a Monfalcone dove sono stati illustrati i risultati raggiunti grazie alla seconda donazione elargita in memoria di Fabrizio Janke. Si tratta di una cifra di 3mila euro: metà è stata devoluta per rafforzare i presidi sanitari dell’Odontostomatologia di Monfalcone così da migliorare le prestazioni dentistiche del reparto, mentre l’altra metà è stata destinata al potenziamento dell’offerta servizi della struttura sociale. Infatti, sono stati acquistati gazebi, vestiari di prima necessità, indumenti, tavoli, panche e un proiettore con schermo. Anche questa iniziativa è stata realizzata attraverso la rete solidale tra Croce Rossa Italiana di Monfalcone, “Sei di Monfalcone e dintorni”, Solidarietà è Vita con il coordinamento di Davide Fontebasso che è stato il promotore della raccolta.
La cerimonia si è svolta dopo l’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito socioassistenziale Carso Isonzo Adriatico. Presenti quindi diversi amministratori locali che hanno condiviso la linea del «dare valore» richiamata dalla presidente dell’Ambito e vicesindaco, Marta Calligaris. «Fabrizio Janke è stato accompagnato dai nostri servizi sociali e sanitari – spiega Calligaris – due enti che gli hanno permesso di integrarsi nella società. È riuscito a permeare i cuori di tutti». Il ricavato è andato oltre la cifra che gli organizzatori si erano prefigurati per organizzare il “funerale di povertà”.

Nel suo intervento, Calligaris ha presentato alcune delle attività che si tengono alla Stazione di Posta dove, tra le altre cose, è stato possibile realizzare l’orto sociale per rendere più produttiva l’attività degli ospiti e dell’utenza che vi ci si rivolge. «Siamo sulla buona strada – rileva la presidente – le attività permettono di realizzare un ponte che collega queste persone alla comunità. Il volontariato è la linfa che nutre la nostra società e la sinergia tra le istituzioni ne costituisce le radici solide». Passiamo ad alcuni numeri. Nel primo quadrimestre sono state accolte all’ex Centro di Bassa Soglia oltre 60 persone. 40 ne sono stati i frequentatori assidui per una media di 55 accessi mensili. Buona la risposta secondo gli orari previsti. Qui si può usufruire dei servizi di prima necessità, della doccia per l’igiene personale e della lavatrice per lavare i propri indumenti. Ma le opportunità sono anche altre: corsi di cultura digitale e informatica di base, sportello di orientamento al lavoro e corsi sulle necessità quotidiane per favorire l’autonomia personale come imparare a leggere una bolletta o richiedere lo Spid.
L’età media degli utenti che si rivolgono a questo presidio si aggira tra i 50 e i 60 anni. attualmente, 22 sono le donne e 56 gli uomini, per la maggior parte monfalconesi, mentre gli altri provengono da altri Comuni dell’Ambito. Tra questi, 12 sono di origine extracomunitaria e di 9 non si conosce ancora la cittadinanza. Nel mettere mano a queste situazioni, non manca la collaborazione con il SERT e con il CSM. 

Sul fronte lavoro, vengono attivati i percorsi di accompagnamento per avere un’occupazione: esistono per esempio i Cantieri Lavoro o quelle che gli addetti ai lavori definiscono «selezioni di altro tipo». Si mette così in atto un’azione formativa come quella dei gruppi GARL, iniziative mirate che consentono per esempio di dare un ausilio nel preparare il proprio curriculum vitae o nel trovare soluzioni per prepararsi ad un colloquio di lavoro. Viene quindi offerta una rilettura della propria formazione personale per ripartire e tenersi pronti alla ripresa della propria vita. Sono state una decina le persone interessate supportate dall’Equipe Territoriale Occupabilità che unisce professionisti di Enti quali Comuni, Regione e Ambito che mettono in atto azioni integrate per affrontare preoccupazioni e carenze. Tra le opportunità ci sono anche i tirocini inclusivi. Ognuno usufruisce di un piano personalizzato a sua misura. «Chi ha trovato lavoro, ovviamente essendo in fascia d’età lavorativa, rappresenta per noi un risultato del 100%». Al momento, sono state collocate 10 persone.

Per rendere possibile quanto vi stiamo raccontando c’è l’impegno di tante persone. A citarle, non si pecca di protagonismo ma si parla del riconoscimento di impegno, umanità e competenze. A generare questo mix esplosivo del bene di cui parliamo all’inizio di questo servizio, ci sono anche la dottoressa Sabrina Fontana, responsabile dell’Ambito Carso Isonzo Adriatico, le responsabili dell’Unità Adulti-Anziani, Cristina Giuressi e Paola Colacurto con la dirigente dell’Area Sociale del Comune di Monfalcone, Roberta Tarlao. Non vanno dimenticati il Centro di Ascolto della Croce Rossa Italiana, l’Emporio della Solidarietà, la Caritas e il mondo dell’associazionismo che mettono le persone al centro della propria azione sociale. Ad esprimere la sua gratitudine per l’apporto benefico della raccolta è stato anche Maurizio Janke, il fratello di Fabrizio. «Se lo meritava» garantisce in chiusura Calligaris anche se – va detto – che quando era in vita sono stati diversi i momenti in cui alcuni l’hanno poco rispettato e capito. Però, andare avanti si deve e … che soddisfazione mangiare il risotto preparato con le proprie mani che hanno messo a dimora le piantine di zucchine nate nell’orto sociale. L’hanno colorato e insaporito così come deve accadere nel secondo tempo della vita di tutti noi.

Foto di Paola Cistriani e Salvatore Ferrara

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