LA CELEBRAZIONE
Monfalcone, monsignor Dianin alla Festa della Marcelliana: «Come Maria, chiamati alla santità»
Il presule invita la comunità a riconoscere nella vita di ogni giorno la personale vocazione rimanendo fedeli al proprio battesimo. Poi la processione per le vie di Panzano.
Sentita, affollata e partecipata – come da tradizione – la Festa Patronale della Beata Vergine Marcelliana a Monfalcone. Dopo la preparazione all’8 settembre che ha visto come predicatore Fra Andrea Previtali con il coinvolgimento delle comunità parrocchiali del decanato di Monfalcone, Duino e Ronchi, è stato l’arcivescovo monsignor Giampaolo Dianin a presiedere la solenne concelebrazione eucaristica in onore della Natività della Beata Vergine Maria. A sostenere con il canto liturgia, è stato il coro delle parrocchie dell’Unità Pastorale. Presente il sindaco Luca Fasan.
All’inizio della Santa Messa, il presule si è detto lieto di trovarsi in un luogo tanto caro ai monfalconesi e «da oggi caro anche a me». «Attraverso Maria, il Signore visita questa città» così monsignor Dianin in uno dei passaggi centrali dell’omelia. «Tutta la liturgia di oggi parla sì di Maria ma lo sguardo è tutto orientato a Gesù. L’antifona che apre la celebrazione di oggi usa queste parole: “Celebriamo con gioia la Natività della beata Vergine Maria: da lei è sorto il Sole di giustizia, Cristo, nostro Dio”» sono le parole del pastore della Chiesa Diocesana. E ancora: «Come l’aurora annuncia l’arrivo di un nuovo giorno, così la nascita della Madre di Dio, come pregheremo alla fine della Messa, è “speranza e aurora di salvezza”».
Poi, citando il Cardinal Ratzinger, monsignor Dianin riporta ai fedeli: «Forse si riuscirà a capire meglio quello che rappresenta per l’umanità la nascita della Vergine se si tiene presente la condizione di un carcerato. I giorni della carcerazione sono lunghi, interminabili... il carcerato conta i minuti dell’ultima notte che trascorre in carcere. Poi, finalmente, le porte si aprono: è arrivata l’ora tanto attesa della libertà!» Continuando sul mistero della natività di Maria, l’arcivescovo ha pure sottolineato: «Ci ricorda che come lei anche noi siamo chiamati alla santità. La santità è il sogno di Dio per ciascuno di noi come ci ha ricordato l’epistola di san Paolo».
Attuale anche il riferimento alla “santità della porta accanto”: «La storia di ieri come quella di oggi ha le sue bellezze e anche tante oscurità. Dio che ha scritto con Maria una storia meravigliosa, ci doni di scrivere anche oggi storie di santità, di vera bellezza, di rispetto della dignità di ciascuno». Concludendo, il presule ha espresso gli auguri a tutta la comunità monfalconese: «La santità di Maria e la sua sublime bellezza ci aiutino a scrivere anche oggi storie di santità. Maria ci aiuti ad essere felici essendo fedeli ogni giorno al nostro battesimo e alla nostra vocazione».
Così, forte di quel richiamo alla santità pronunciato da monsignor Giampaolo, al termine della Messa, la comunità si è messa in cammino rinnovando il gesto di una processione – accompagnata dalla Banda Civica - che non dimentica timori, debolezze e fragilità. Una “sana” provocazione che ha portato per le vie di Panzano il ricordo e la forza, appunto, di quei “Santi della porta accanto” che continuano a guardare Maria e suo Figlio con tanta speranza oltre ogni turbamento e sofferenza della vita quotidiana.
Foto di Enrico Valentinis e Salvatore FerraraRimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.












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