Monfalcone, l'esempio di quattro cittadini deportati diventa pietre d’inciampo. La prima posa il 16 gennaio

Monfalcone, l'esempio di quattro cittadini deportati diventa pietre d’inciampo. La prima posa il 16 gennaio

L'OMAGGIO

Monfalcone, l'esempio di quattro cittadini deportati diventa pietre d’inciampo. La prima posa il 16 gennaio

Di REDAZIONE • Pubblicato il 14 Gen 2026
Copertina per Monfalcone, l'esempio di quattro cittadini deportati diventa pietre d’inciampo. La prima posa il 16 gennaio

La commemorazione partirà alle 9, con ritrovo in Via Monti, per ricordare Camillo Donda. Prosegue alle 10 in via Tiziano Vecellio per Alberto Spimpolo, alle 11 a San Poletto per Giovanni Marcatti. Conclusione in via 4 Novembre alle 12 per Natale Marchese.

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Monfalcone si prepara a commemorare una delle pagine più dolorose della propria storia. Venerdì 16 gennaio a partire dalle 9, con ritrovo in via Monti 8, verranno posate le prime quattro pietre d’inciampo in ricordo di altrettanti concittadini monfalconesi deportati e morti nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Le pietre saranno dedicate a Natale Marchese, deportato a Mauthausen il 30 gennaio 1944, poi a Gusen dove è morto il primo marzo 1945. Alberto Spimpolo, arrestato a Trieste il 3 settembre 1944, trasferito il 22 ottobre 44 a Neuengamme e deceduto il 5 febbraio 1945. Camillo Donda, deportato a Mauthausen e fucilato a Wien Hinterbruihl poco prima della liberazione. Giovanni Marcatti, arrestato a Trieste il 29 settembre 1944 e deceduto durante l’evacuazione del campo di Muetsen-St. Michein il 13 aprile 1945 durante la cosiddetta "marcia della morte".

Un progetto che si concretizza grazie alla collaborazione tra il Comune di Monfalcone e l’ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati, realizzato con il contributo dell’amministrazione comunale per la fornitura delle “Stolpersteine”, prodotte in Germania dall’unica azienda certificata per questo progetto artistico ideato da Gunter Demnig.

«Monfalcone si prepara a commemorare una pagina dolorosa della sua storia con l’installazione delle prime quattro pietre di inciampo. Un gesto che rappresenta un modo per onorare la memoria dei nostri concittadini deportati e per trasmettere alle future generazioni il ricordo di ciò che è accaduto - ha dichiarato il sindaco Luca Fasan - le pietre di inciampo non sono solo un simbolo fisico, ma anche un mezzo per far riflettere, soprattutto i più giovani, sulle atrocità del passato».

Un iter che nasce dall’interlocuzione dell’ex sindaco reggente e attuale assessore al Patrimonio, Antonio Garritani, che insieme all’ANED e alle famiglie dei deportati, a partire dalla famiglia Marchese, ha condiviso modalità e tempistiche per arrivare alla posa delle pietre.

Dopo la deposizione della prima pietra in memoria di Camillo Donda, la commemorazione proseguirà lungo un percorso che toccherà i luoghi delle ultime abitazioni dei deportati, giungendo, alle 10 in via Tiziano Vecellio 34 per ricordare Alberto Spimpolo. Il terzo momento è previsto alle 11 nella piazzetta della chiesa di San Poletto, con lo scoprimento della pietra dedicata a Giovanni Marcatti, con la commemorazione che si concluderà alle 12 in via 4 Novembre 16, dove verrà posata la pietra d’inciampo in memoria di Natale Marchese.

Alla commemorazione, aperta a quanti vorranno partecipare, saranno presenti anche gli studenti degli istituti Buonarroti, Giacich, Pertini e Randaccio, che accompagneranno i diversi momenti della cerimonia con letture e riflessioni dedicate alla memoria e ai valori della libertà.

Foto d'archivio di Salvatore Ferrara per Il Goriziano

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