AL SANTUARIO DELLA MARCELLIANA
Monfalcone, la gratitudine della comunità per i 60 anni di sacerdozio di don Mario Malpera
Folla di fedeli alla messa di ringraziamento. Segnato dall'esperienza dell'esodo dall'Istria, sacerdote dall'instancabile impegno pastorale. Ricorda la prova della malattia.
Domenica 28 giugno, nel Santuario della Beata Vergine Marcelliana di Monfalcone, è stata celebrata una Santa Messa solenne per festeggiare il sessantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale di don Mario Malpera e rendere grazie al Signore per i tanti doni ricevuti nel corso della sua vita e del suo ministero. Alla celebrazione ha preso parte una folla numerosa di fedeli che, nonostante il caldo eccezionale di questi giorni, ha voluto stringersi con affetto attorno a don Mario, testimoniandogli la propria riconoscenza e il profondo legame costruito in tanti anni di servizio pastorale. La Santa Messa è stata presieduta dallo stesso don Mario e concelebrata da monsignor Mirko Franetovich, parroco di Aquileia, Fiumicello, Villa Vicentina e Belvedere, da padre Aldo Vittor, missionario in Messico, e da don Giorgio Longo, parroco di Fogliano. Presenti anche i diaconi Paolo Zuccon, Lionello Paoletti, Cristiano Brumat e Vincenzo Persi.
La liturgia è stata impreziosita dai canti del coro Pueri Cantores del Santuario di Jasna Góra, a Częstochowa, in Polonia. Le trentacinque voci del coro, composto da ragazzi e ragazze, hanno accompagnato la celebrazione con grande intensità, contribuendo a creare un clima di profonda preghiera. Ripercorrere, sia pure a grandi linee, la vita di don Mario significa raccontare il cammino di un sacerdote che ha accompagnato intere generazioni di fedeli dal periodo del rinnovamento seguito al Concilio Vaticano Secondo fino ai nostri giorni, continuando ancora oggi a offrire con generosità il proprio ministero.
Don Mario Malpera nacque il 27 maggio 1942 a Fontane di Orsera, in una famiglia profondamente religiosa e attivamente impegnata nell'Azione Cattolica. La fede semplice e autentica, insieme all'amore per la recita quotidiana del Rosario, gli furono trasmessi fin dall'infanzia soprattutto dalla madre Alma e dalla nonna Caterina. Nel 1948 condivise il dramma dell'esodo insieme a migliaia di italiani costretti ad abbandonare la propria terra, la casa e le proprie radici. All'età di dieci anni entrò nel Seminario di Gorizia, ma qualche anno più tardi seguì la famiglia emigrata a Buffalo, negli Stati Uniti d'America, dove il padre aveva trovato lavoro. Tuttavia, non sentendosi pienamente a suo agio nel modo di vivere la religiosità del nuovo ambiente, dopo appena due anni affrontò da solo sedici giorni di navigazione per tornare al Seminario di Gorizia. Per nove anni non avrebbe più rivisto i genitori né gli altri familiari.
Fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1966 nella Basilica di Aquileia. Fin dai primi anni di ministero dimostrò grande dinamismo pastorale. A Cormons seguì numerosi gruppi parrocchiali, il ricreatorio, la squadra di pallacanestro Alba, il cineforum e l'insegnamento nelle scuole, dedicandosi con entusiasmo ai giovani e alla formazione. Successivamente fu parroco di Fogliano per diciotto anni. Durante questo periodo promosse i campi estivi a Valbruna e ai Bagni di Lusnizza, curò il restauro della chiesa e della canonica e acquistò la struttura di Casadorno.
Nel corso degli anni fu più volte eletto nel Consiglio presbiterale diocesano, fino a diventarne segretario generale e presidente della Commissione pastorale. Ricoprì inoltre gli incarichi di decano di Monfalcone e successivamente di Ronchi dei Legionari. L'arcivescovo Cocolin gli affidò il compito di istituire e dirigere l'Ufficio pastorale diocesano, dando vita anche alla prima Scuola diocesana per animatori pastorali. Fece parte del Consiglio di amministrazione della diocesi e di numerose commissioni diocesane. Dal 1989 al 1991 fu assistente unitario e del Settore Adulti dell'Azione Cattolica. In quegli anni accompagnò i responsabili dell'associazione in un intenso cammino di formazione spirituale attraverso incontri mensili, ritiri, esercizi spirituali a Barbana e pellegrinaggi nei luoghi dell'arte, della storia e della spiritualità.
Nel pieno della sua attività pastorale, a soli quarantotto anni, fu colpito da un grave scompenso cardiaco che lo costrinse a interrompere gran parte dei suoi numerosi impegni, compreso l'insegnamento scolastico e gli incarichi diocesani. La malattia, tuttavia, non spense né la sua fede né il suo entusiasmo. Nei vent'anni successivi intensificò lo studio e la preparazione di conferenze, ritiri spirituali ed esercizi, scrivendo migliaia di pagine di appunti e meditazioni. Continuò inoltre a preparare con estrema cura le omelie quotidiane e raccolse circa cinquemila diapositive di opere d'arte sacra, fotografate personalmente da libri ed enciclopedie e accuratamente catalogate. Molte di esse furono utilizzate durante i Rosari meditati che, per anni, guidò nella chiesetta del Rosario di Monfalcone durante il mese di maggio.
Fu assistente diocesano degli Istituti secolari e cappellano festivo in numerose piccole parrocchie, da Belvedere al Villaggio del Pescatore. Proseguì inoltre il suo ministero nel Duomo di Monfalcone e nel Santuario della Beata Vergine Marcelliana, dove da oltre dieci anni celebra la Santa Messa domenicale delle ore dodici e tutte le Messe feriali, precedute dalla recita del Santo Rosario. Per molti anni celebrò anche la Santa Messa domenicale nella residenza per anziani di via Crociera a Monfalcone, fino alla sospensione del servizio durante la pandemia. Nel frattempo un secondo infarto lo costrinse a ridurre ulteriormente i propri ritmi, ma non riuscì a spegnere la sua instancabile disponibilità al servizio della Chiesa e della comunità.
L'affetto dimostrato dai fedeli in occasione di questa ricorrenza rappresenta il segno più eloquente della stima conquistata da don Mario in quasi sessant'anni di ministero sacerdotale. Una riconoscenza manifestata non soltanto durante la solenne celebrazione nel Santuario della Beata Vergine Marcelliana, ma anche nel successivo momento conviviale ospitato presso la Casa della Gioventù, dove tanti amici e parrocchiani hanno voluto esprimergli personalmente il loro grazie per una vita spesa con generosità, coerenza e fede al servizio di Dio e della comunità.
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