Monfalcone, la città è di Re Carnevale: le voci di commercianti e baristi nei giorni di festa

Monfalcone, la città è di Re Carnevale: le voci di commercianti e baristi nei giorni di festa

DA GIOVEDÌ GRASSO

Monfalcone, la città è di Re Carnevale: le voci di commercianti e baristi nei giorni di festa

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 13 Feb 2026
Copertina per Monfalcone, la città è di Re Carnevale: le voci di commercianti e baristi nei giorni di festa

C’è attesa per il grande Martedì Grasso con Cantada e sfilata. Gli esercenti sperano che il meteo migliori per aumentare incassi e frequenze.

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La città di Monfalcone ha simbolicamente affidato, nel pomeriggio di ieri, giovedì 12 febbraio, le chiavi della città a Re Carnevale, che fino al 17 febbraio guiderà il calendario di appuntamenti in programma. Un passaggio che, come da tradizione, segna l’avvio ufficiale della manifestazione e di una settimana dedicata a eventi, incontri e iniziative rivolte alla comunità. La cerimonia ha preso vita all’ingresso del Municipio con un breve concerto a cura dei Bandaros di Fagagna ed è poi proseguita nella sala consiliare dell’edificio comunale. Qui il sindaco Luca Fasan ha consegnato le “Chiavi della Città” al presidente della Pro Loco Monfalcone, Giorgio Luretta, sancendo formalmente l’avvio della manifestazione.

Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato l’importanza dell’evento per la comunità: «Il Carnevale, come ogni anno, rappresenta una festa importante per la città e può favorire un incremento degli introiti per i ristoratori, che ne hanno particolarmente bisogno». Al termine della cerimonia di consegna delle chiavi si è tenuto un momento conviviale con la “Crostolada dei bisiachi”, accompagnata dall’animazione musicale.

Le voci del commercio locale 

Protagonisti del Carnevale sono tradizionalmente i commercianti e i ristoratori monfalconesi, che per l’occasione si preparano alla festa tra vetrine a tema e iniziative dedicate; quest’anno, tuttavia, l’entusiasmo appare più contenuto rispetto alle edizioni passate, complice un clima meno partecipato e un avvio che non ha ancora fatto percepire appieno l’atmosfera delle grandi occasioni.

«Ci sono poche maschere in giro in questi ultimi anni, nemmeno i bambini pare vogliano più travestirsi per l’occasione»: queste le parole di Monica, titolare della storica merceria “Il Bottone” di piazza della Repubblica. L’esercente ha infatti spiegato come il flusso di clientela sia rimasto contenuto e che, negli ultimi anni, si registri una diminuzione della presenza giovanile rispetto al passato. Inoltre, il maltempo di questi ultimi giorni, che avrebbe fortemente penalizzato l’avvio della manifestazione. Secondo la commerciante, la causa principale della minore affluenza è da attribuire anche alle vendite online: «I grandi colossi del web, pur rendendo più semplice l’acquisto, hanno progressivamente indebolito il rapporto diretto tra venditori e clienti» ha concluso la commerciante.

Alla "Casa del Bambino", i fratelli Franco e Maurizio hanno espresso considerazioni pressoché simili. Franco ha infatti spiegato come l’attività di famiglia riesca ancora oggi a resistere grazie alla qualità dei prodotti offerti, ancora apprezzati dalla clientela, ma ha evidenziato come la situazione per i negozi tradizionali sia sempre più complessa. Anche in questo caso, la responsabilità viene attribuita alle piattaforme di vendita online, che possono commercializzare grandi quantità di merce senza gli stessi oneri fiscali delle attività locali, contribuendo così alla progressiva perdita di lavoro per i commercianti. I titolari hanno infine espresso una posizione critica nei confronti delle politiche che hanno favorito l’ingresso dei grandi gruppi del commercio elettronico nel mercato nostrano.

Diversa, seppur parzialmente, la testimonianza proveniente dalla sartoria Necchi di Corso del Popolo. Qui viene riferito che la clientela è rimasta sostanzialmente invariata nel tempo e che, a parte il fisiologico calo dovuto alle vendite online, non si sono registrate variazioni significative. La sartoria artigianale, cresciuta negli anni, è divenuta un punto di riferimento per una rete di clienti affezionati, alcuni dei quali provenienti anche da Trieste. La pandemia e il commercio elettronico hanno comunque inciso in parte sugli affari: «Si è perso nel tempo quel prezioso rapporto che c’era fra venditore e cliente» ha sottolineato il titolare, Fabio.

A raccontare l’andamento degli affari durante la festa anche due storici bar cittadini: il Bar Corso e il Bar Marino. I gestori hanno spiegato che, per le loro attività, il Carnevale non comporta particolari variazioni, poiché l’affluenza si concentra prevalentemente nei fine settimana. Alcune manifestazioni, come la Cavalchina di Staranzano, tendono però a sottrarre clientela, mentre altre, come il Martedì Grasso, possono incrementarla. Nel complesso, tuttavia, non sono attesi cambiamenti rilevanti, anche perché — come sottolineato dagli stessi esercenti — il periodo clou del Carnevale deve ancora entrare nel vivo. 

Ha collaborato Michele Delbello 

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