LA STORICA COMPETIZIONE
Monfalcone, la 71esima edizione della Coppa Montes travalica i confini e punta sullo spettacolo internazionale
Nuovo tracciato con sconfinamento in Slovenia, 176 atleti da 15 nazioni e Alessandro De Marchi come testimonial. Banello, «appuntamento importante per tutto il territorio».
È ormai alle porte la 71esima edizione della Coppa Montes, la storica gara ciclistica organizzata dall’ASD ANPI Provinciale e dalla Ciclistica Pieris, nata nel lontano 1955 con la volontà di unire la memoria storica alla passione per il ciclismo e che si svolge tradizionalmente nel giorno della Festa della Liberazione. Proprio il prossimo 25 aprile sono attesi 176 giovani atleti – il massimo consentito dal regolamento internazionale – provenienti da 15 nazioni, che si sfideranno lungo un percorso di 120 km attraversando 19 comuni delle province di Gorizia e Udine. Tra le novità dell’edizione 2026 figura anche un tratto nel territorio del comune sloveno di Brda, portando a 20 il totale delle località attraversate dalla competizione ciclistica.
«Si tratta di un evento che nasce da un grande lavoro di collaboratori e professionisti. Monfalcone accoglie sempre a braccia aperte competizioni ciclistiche come questa, che rappresentano un appuntamento importante per tutto il territorio, per gli sponsor e soprattutto per i giovani, che a 17-18 anni investono molto in questo sport. Il Comune ha voluto sostenere la manifestazione con un contributo straordinario di 1500 euro, volto ad assisterne la realizzazione», ha spiegato l’assessore allo sport Fabio Banello durante la presentazione dell’evento, che si è svolta nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 13 aprile, in biblioteca comunale di Monfalcone.
Ad intervenire per secondo è stato il presidente dell’ASD ANPI Provinciale, Massimo Masat, che ha espresso grande orgoglio per l’edizione in corso, sottolineando la complessità organizzativa dell’evento e il valore del lavoro di squadra. «Sono particolarmente orgoglioso di questa edizione, si tratta di un palcoscenico complesso da gestire – ha raccontato – lavoriamo intensamente per il quadro di concorrenti meraviglioso che avremo il piacere di accogliere quest’anno».
Nel suo intervento, Masat ha evidenziato anche il significato più profondo della manifestazione, che va oltre l’aspetto sportivo: costruire un sistema legato al territorio capace di mantenere viva la memoria storica e rendere l’evento «un momento unico e straordinario». Il presidente ha quindi voluto ricordare alcune figure simboliche della Resistenza: Silvio Marcuzzi Montes, che fornì aiuti fondamentali ai partigiani monfalconesi rischiando la vita ogni giorno e venne poi ucciso a Palmanova, e Mario Fantini, partigiano impegnato a onorare i compagni caduti e a sensibilizzare sulla pericolosità della guerra.
La corsa rappresenta anche un importante sforzo collettivo: coinvolge quattro società ciclistiche e circa 90 volontari, con il sostegno di ben 20 comuni. «È una manifestazione che appartiene a tutti», ha sottolineato. Tra gli altri elementi di novità, Masat ha indicato le modifiche al percorso, simbolo dei cambiamenti che stanno interessando il ciclismo contemporaneo, sia dal punto di vista sportivo sia culturale. Rilevante anche la collaborazione con squadre slovene: per la prima volta la corsa sconfinerà in Slovenia, assumendo «una dimensione internazionale».
Questo passaggio acquista un valore particolare anche alla luce di GO! 2025, che ha contribuito ad abbattere simbolicamente le ultime barriere della cortina di ferro: «Ha un valore enorme per tutti noi», ha affermato. Masat ha inoltre ricordato il successo dell’edizione precedente, definendola «un’edizione importante», e ha annunciato alcune novità, tra cui la presenza di un presidente di giuria proveniente dal Lussemburgo.
Grande attenzione è stata infine riservata al tema della sicurezza dei corridori, con un dispositivo organizzativo che prevede 25 scorte tecniche, tre ambulanze e la presenza di personale medico specializzato lungo tutto il percorso. In chiusura, è stata sottolineata l’importanza della copertura mediatica, garantita da un canale web dedicato, e il sostegno economico della Regione. L’appuntamento del 25 si preannuncia come un evento di grande livello, capace di riunire «il meglio del ciclismo internazionale – ha concluso Masat – anche grazie al contributo fondamentale delle associazioni coinvolte».
Ad approfondire gli aspetti strettamente tecnici del percorso è stato il direttore tecnico della Coppa Montes, Guido Carlet, che ha illustrato nel dettaglio lo sviluppo del tracciato di gara, soffermandosi in particolare sulle modifiche introdotte e sul loro significato nel contesto dell’evoluzione del ciclismo moderno.
Il percorso attraverserà, come detto, numerosi comuni del territorio: partendo approssimativamente alle ore 13.50 da Monfalcone, con la partenza ufficiale da Staranzano, per poi passare a San Canzian d’Isonzo, Turriaco, San Pier d’Isonzo, Fogliano Redipuglia, Ronchi dei Legionari, Fiumicello, Ruda, Villesse, Romans d’Isonzo, Medea, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio e la parte slovena nel comune di Brda, quindi San Floriano del Collio – con la novità dell’arrivo fino in cima al paese – per poi arrivare a Gorizia, attraversare Savogna d’Isonzo, Sagrado, Doberdò del Lago, scendere nella località di Sabliči e infine concludere il percorso in via Valentinis a Monfalcone intorno alle 16.45. Carlet ha inoltre annunciato una delle principali novità di questa edizione, ovvero la presenza di un nuovo testimonial per la competizione: Alessandro De Marchi, storico protagonista del ciclismo internazionale, vincitore di numerose gare e da poco entrato in una nuova fase della sua carriera.
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