IL PROGETTO
La Monfalcone del futuro vista dagli studenti: al Palazzetto Veneto la mostra 'Renovatio Urbis'
Dal 6 al 17 giugno, in via Sant'Ambrogio, saranno esposti gli elaborati realizzati dai giovani del Liceo Scientifico Buonarroti. Un percorso tra analisi del territorio, idee di riqualificazione urbana e valorizzazione dei luoghi della memoria.
Uno sguardo giovane e competente sulla riqualificazione degli spazi urbani: è la proposta delle studentesse e degli studenti delle classi seconde, terze e quarte del liceo scientifico ordinario e scienze applicate dell'Isis "Michelangelo Buonarroti" di Monfalcone, che durante l'anno scolastico hanno analizzato il tessuto urbano della città, individuato situazioni di degrado o abbandono e tradotto la propria visione in elaborati. I risultati del percorso confluiranno nella mostra "Renovatio Urbis – Come vedo la mia città", in programma dal 6 al 17 giugno al Palazzetto Veneto di via Sant'Ambrogio. L'iniziativa è stata presentata in conferenza stampa, stamane, mercoledì 3 giugno nella Sala consiliare del Comune.
«Abbiamo accolto con entusiasmo l'idea di sostenere questo progetto perché offre una visione della nostra città che solo i giovani possono avere: fresca, originale e che guarda al futuro», ha affermato il sindaco Luca Fasan, sottolineando come anche le proposte non immediatamente realizzabili rappresentino «un importante esercizio di partecipazione e un valore aggiunto per la comunità».
Il progetto, coordinato dalla professoressa Federica Scanferlin, si è sviluppato su due assi disciplinari. Nell'ambito del corso di Storia dell'Arte, gli studenti hanno tradotto la propria visione del futuro degli spazi urbani in progetti, studi urbanistici, pannelli e proposte di riqualificazione di edifici comunali, dalla prospettiva centrale e accidentale fino alla simulazione con intelligenza artificiale, in un percorso che ha messo insieme strumenti tradizionali e digitali. Nell'ambito del corso di Museologia, con il contributo del professor Antonio Costa, ha invece preso forma un progetto di valorizzazione culturale e turistica che mette in relazione il Sacrario Militare di Redipuglia con la meno nota Dolina dei Bersaglieri: a partire da sopralluoghi e rilievi, il lavoro ha approfondito gli aspetti economico-gestionali del sito, ha strutturato azioni didattico-laboratoriali e definito un percorso di sviluppo turistico e divulgativo. I risultati saranno presentati in mostra attraverso una proiezione e costituiscono la prima fase di un lavoro che si concluderà il prossimo anno scolastico con un evento espositivo abbinato a una mostra fotografica.
Il dirigente scolastico Vincenzo Caico ha rimarcato come gli studenti siano stati «protagonisti attivi di idee, cambiamento e proposte» e come il liceo Buonarroti incarni la funzione di presidio culturale del territorio, non solo come luogo di acquisizione di competenze ma anche come soggetto capace di restituire alla comunità ciò che da essa riceve. L'uso consapevole dell'intelligenza artificiale, ha sottolineato, è parte organica di un'offerta formativa che contamina e arricchisce altri settori. "Renovatio Urbis", ha concluso, è un segno che resta nella città e a cui gli studenti potranno tornare anche dopo gli anni di studio altrove o all'estero.
Sulla stessa linea l'intervento della professoressa Scanferlin, che ha definito il liceo Buonarroti «un'eccellenza» nella capacità di unire tradizione e innovazione: il progetto è partito dalla visione, dall'analisi e dalla progettazione tradizionale – «perché per essere competitivi bisogna essere precisi» – per approdare a un uso consapevole dell'intelligenza artificiale come strumento di completamento del lavoro. «I nostri studenti sono stati lungimiranti, hanno saputo unire tecnologia e fantasia in un progetto completo», ha aggiunto.
Spazio anche alle voci dei ragazzi. Giulio Boscarol e Mattia Toffolo, in rappresentanza delle classi 2 BLS e 3 BS, hanno raccontato il percorso come un atto di scoperta. «Ci siamo improvvisati architetti, abbiamo cercato i gioielli nascosti della città e immaginato nuove destinazioni d'uso», ha spiegato Boscarol. Toffolo ha invece messo l'accento sul valore del lavoro di gruppo, fuori dall'aula: «Questo progetto ci ha insegnato a leggere le potenzialità della nostra città, architettoniche e non solo». La studentessa Ambra Cargnelutti ha portato una riflessione sul recupero urbano: «Restaurare non significa ricostruire, ma restituire identità». I progetti, ha spiegato, si confrontano con il territorio attraverso riferimenti formali alle strutture di Fincantieri, all'acqua, al mare e al paesaggio carsico.
Matilda Melon e Chiara Giungato hanno posto al centro dei loro interventi il tema della cittadinanza attiva, illustrando proposte sull'impatto sociale della riqualificazione: dal recupero delle case popolari alla valorizzazione dell'edificio adiacente al palazzetto dello sport, dalla riqualificazione del centro per il trattamento delle dipendenze fino a un nuovo edificio per il liceo, con scelte materiche radicate nel territorio – la pietra carsica, il vetro che richiama il mare, le forme che dialogano con il paesaggio locale. Stefano Sandrin, in rappresentanza delle classi quarte, ha aperto il proprio intervento con un ringraziamento al sindaco per lo spazio offerto ai giovani: «Non ci aspettiamo che le nostre proposte vengano realizzate, desideriamo solo affermare che i giovani ci sono e che vogliono partecipare. I lavori, che immaginano ristoranti, spazi di aggregazione e luoghi di socialità, sono solo il nostro pensiero sulla città».
L'inaugurazione della mostra si terrà sabato 6 giugno alle 10. L'apertura al pubblico è prevista dal 10 al 12 e dal 15 al 17 giugno, con orario 10-12 e 15-17.
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.
Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione











