SABATO 16 MAGGIO
Monfalcone, al Festival Scienza Under 18 arriva ‘Te lo racconto io l’amianto’: due gli stand degli studenti di D’Annunzio e Buonarroti
Il progetto di Ccm e Benkadì ha coinvolto gli studenti nei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro. Negli spazi in piazza della Repubblica attività scientifico-laboratoriali e un focus sulla memoria delle vittime.
Diffondere il ricordo, raccogliere i nominativi delle vittime e valorizzare la memoria collettiva: sono alcuni obiettivi del progetto “Te lo racconto io l’amianto”, che sarà presente al Festival Scienza Under 18 di Monfalcone con un percorso dedicato alla storia dell’amianto nel territorio isontino, alle conseguenze sanitarie dell’esposizione e all’importanza della prevenzione.
Il progetto nasce con lo scopo di mantenere viva la memoria delle persone colpite dalle patologie asbesto-correlate e di sensibilizzare le nuove generazioni sui rischi legati all’amianto. Attraverso il coinvolgimento diretto degli studenti, il progetto intende promuovere una riflessione sul valore della salute pubblica, della sicurezza sul lavoro e della memoria storica del territorio. In un territorio profondamente segnato dalla storia industriale e dalle drammatiche conseguenze dell’utilizzo dell’amianto, il progetto porterà a Scienza Under 18, festival di divulgazione scientifica di Monfalcone dedicato alle scuole, un’esperienza di ascolto e partecipazione collettiva.
Promosso dal Consorzio Culturale del Monfalconese in collaborazione con l’associazione Benkadì Aps e realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito delle attività culturali di divulgazione scientifica, “Te lo racconto io l’amianto” sarà presente con due stand sabato 16 maggio, dalle 9 alle 12, in piazza della Repubblica. Gli stand ospiteranno materiali informativi, testimonianze, documenti e una mostra dedicata alla diffusione dell’amianto e alle sue conseguenze sociali e sanitarie.
Questi spazi saranno animati dalle studentesse e dagli studenti dell’Isis D’Annunzio-Fabiani di Gorizia e dell’Isis Michelangelo Buonarroti di Monfalcone che, nel corso di quest’anno scolastico, hanno avviato due percorsi in Formazione Scuola-Lavoro gestiti dall’associazione Benkadì APS, con lo scopo di individuare nuove modalità di comunicazione sulla tematica dell’amianto.
I primi presenteranno, tramite attività laboratoriali, gli aspetti scientifici legati all’argomento: le principali caratteristiche dell’amianto, gli utilizzi in ambito industriale e domestico, le malattie asbesto-correlate, i metodi di bonifica e l’amianto che è ancora presente. Con gli studenti del Buonarroti, invece, è stato avviato un lavoro sulla valorizzazione della memoria delle vittime.
Durante la mattinata di Scienza Under 18, potranno confrontarsi con gli studenti coinvolti nel progetto e contribuire attivamente alla raccolta dei nominativi delle vittime, lasciando un nome direttamente agli stand oppure tramite i canali di comunicazione indicati nei volantini. La raccolta confluirà nella realizzazione di un nuovo memoriale dedicato alle vittime dell’amianto.
Tra le testimonianze raccolte quest’anno nell’ambito del percorso di Formazione Scuola Lavoro avviato al liceo Buonarroti di Monfalcone emerge quella di Diego Dotto, presidente dell’Associazione Esposti Amianto e figlio di un lavoratore esposto. Attraverso la sua intervista viene ricostruita una parte significativa della storia industriale di Monfalcone e delle condizioni in cui operavano molti lavoratori impiegati negli appalti legati alla cantieristica navale.
Dotto racconta come il padre lavorasse come coibentatore per una ditta privata operante per Fincantieri: preparava miscele contenenti amianto e le spruzzava sulle paratie delle navi per realizzare l’isolamento termico, spesso senza adeguate protezioni e senza una piena consapevolezza dei rischi. Come molti altri lavoratori dell’epoca, infatti, non era stato informato della pericolosità del materiale.
La testimonianza del presidente dell’associazione evidenzia anche come, negli anni successivi, sia emerso che alcune aziende fossero già a conoscenza dei pericoli legati all’amianto. Secondo quanto raccontato da Dotto, documenti acquisiti dalla magistratura dopo la messa al bando dell’amianto nel 1992 dimostrarono che i rischi erano noti alla dirigenza, nonostante i lavoratori continuassero a essere esposti. Da queste vicende nacquero i primi procedimenti giudiziari contro le aziende coinvolte.
Dotto ricorda inoltre quanto l’amianto fosse diffuso nella vita quotidiana: utilizzato come isolante termico, venduto comunemente in ferramenta sotto forma di lastre o fibre e impiegato persino come protezione dal calore dietro le stufe. Per anni il materiale venne percepito come sicuro e innovativo, mentre i suoi effetti sulla salute non erano ancora pienamente riconosciuti dalla comunità scientifica.
Il messaggio rivolto alle nuove generazioni è chiaro: la prevenzione e l’informazione non devono mai essere trascurate. «È importante informarsi su qualsiasi materiale con il quale si lavora – afferma Diego Dotto – la storia dell’amianto dimostra quanto possano essere gravi le conseguenze quando l’innovazione procede più velocemente della consapevolezza».
Attraverso il racconto delle testimonianze e la partecipazione della cittadinanza, “Te lo racconto io l’amianto” vuole trasformare la memoria in uno strumento di conoscenza e responsabilità collettiva, affinché tragedie simili non vengano dimenticate e non possano ripetersi.
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