I DATI
Monfalcone, ancora linea dura del Comune su sovraffollamento abitativo e certificati alloggiativi
Nel 2025 verifiche in 195 appartamenti. L’Ente attenziona le foresterie industriali e si impegna col Governo anche sul fronte ricongiungimenti.
I controlli incrociati degli Uffici Urbanistica e Anagrafe del Comune di Monfalcone in materia sovraffollamenti abitativi e certificati alloggiativi continuano ad essere una costante dell’azione amministrativa del centrodestra che amministra la città. Lo conferma il “report” illustrato stamane, giovedì 8 gennaio, dal consigliere comunale delegato alla sicurezza Anna Maria Cisint. Con lei, ad illustrare la situazione, il Comandante della Polizia Locale Rudi Bagatto e l’architetto Marco Marmotti, dirigente della Pianificazione Urbanistica dell’Ente. All’incontro è stato fatto il punto della situazione riguardante una città sempre di più ad alta densità abitativa dovuta alla presenza di almeno «3mila persone in più dei residenti» che corrispondono a chi risiede nelle foresterie legate all’indotto industriale della città. «Il 98% di esse appartiene al subappalto Fincantieri – sono le parole di Cisint – il restante a Sbe e Cimolai».
Richiamate la Legge Antiterrorismo del 1978 e la Legge 286 del 1998, l’ex sindaco spiega che «tutto si lega alla sicurezza nazionale» e alle sinergie messe in campo con la Questura con la quale non mancano le interlocuzioni. Archiviato il 2025 i cui dati si rivelano oggettivamente interessanti ed indicativi, all’incontro odierno è stato riferito di un’altra azione - frutto di una collaborazione tra Urbanistica, Anagrafe e Polizia Locale – legata alla stretta sui ricongiungimenti attuata dal Governo Nazionale su iniziativa della Lega.
Un primo aspetto che i nuovi provvedimenti dell’Ente prenderanno in esame nell’anno appena iniziato, è quello del rilevamento delle persone già presenti in un’abitazione prima di altre richieste di ospitalità o di residenza. Infatti, nel tempo, dalle verifiche fisiche messe in atto dal Corpo municipale «ormai molto professionalizzato in questo settore», emerge che “l’ampliamento” di persone residenti in un’abitazione riguarda soprattutto immobili concessi in affitto. In pratica, le azioni che verranno intraprese da uffici ed agenti consisteranno nel tenere informati i proprietari di una casa data in locazione sulla “progressione demografica” gravante sulla propria abitazione.
Si annuncia poi un’ulteriore stretta che l’Ente opererà in materia di ricongiungimenti familiari. Nello specifico si agirà sul riconoscimento della capacità abitativa dell’immobile. Sarà dunque la Pianificazione Urbanistica a “certificare” quanti e quali sono effettivamente i residenti e gli ospiti. Da questo emerge la centralità del certificato di idoneità alloggiativa. Uno strumento utile agli uffici comunali competenti e alla Questura per svolgere le dovute verifiche. «I sovraffollamenti sono nati per la mancata capacità di gestione del fenomeno» dichiara Cisint che dice un convinto «basta» all’ospitalità in esubero, un «business» dannoso.
Passando ai dati, nell’anno appena concluso, le istanze di idoneità alloggiativa mensili sono mediamente 40. Nel 2024, le stesse hanno raggiunto punte che hanno superato le 100 unità. Nell’analisi sulla lotta al degrado e alla salvaguardia della sicurezza, non sono mancati i riferimenti all’incidenza dei flussi migratori sui fenomeni oggetto di approfondimento.
Da parte dell’Ente continua anche la “lotta” ai «fantasmi». Rispetto a questi soggetti, nel 20% dei casi, i controlli scattano dalle segnalazioni diramate da cittadini e amministratori di condominio. Fondamentale pure il 40% di verifiche che scaturiscono dalle dichiarazioni di ospitalità presentate. Il restante 40% emerge dai controlli sulle residenze. Il Comune bisiaco ha dunque a disposizione un database su arrivi e partenze che permette di valutare le zone “sensibili” della città. Quanto agli interventi negli appartamenti cittadini, sono stati 195. Su questi, sono stati rilevati 69 casi di sovrannumero. Le sanzioni sono state comminate agli affittuari. Nel 2024, su 193 verifiche sono state registrate 59 irregolarità, mentre 17 sono state le sanzioni sui 167 controlli del 2023. Capitolo foresterie: 40 le sanzioni inflitte per la mancata denuncia di ospitalità da parte delle aziende. La sanzione corrisposta dalle ditte ospitanti all’Ente è stata di mille euro ciascuno. 4 invece le sanzioni per mancata comunicazione di cessioni di fabbricato. Il dato riguarda i soggetti comunitari non adempienti. Questo è dovuto ad un possibile calo delle loro presenze o al fatto che «sono diventati più attenti».
Interessanti anche le cifre delle cosiddette “cancellazioni d’ufficio” operate nei casi come l’abbandono per trasferimento all’estero ma con residenza mantenuta in città. Secondo Cisint si tratterebbe di «residenze extracomunitarie» tenute per beneficiare di vantaggi fiscali, previdenziali e sanitari. Nel 2025, le cancellazioni d’ufficio sono state 211. Questo significa meno costi per il Comune. Tra il 2017 e l’anno appena terminato si è arrivati a complessive 1437 cancellazioni.
Ritornando alle strette sui ricongiungimenti, seguendo la scia tracciata dal Governo, parte da Monfalcone l’idea di agire ancora sulla specificità dell’istituto giuridico legato a diversi gradi di parentela rispetto agli attuali in vigore. Si prevede verrà toccato anche l’aspetto finanziario in osservanza alle già esistenti direttive Comunitarie. Allo studio anche il raddoppio del reddito Irpef massimo utile alla richiesta di ricongiungimento. Per l’europarlamentare, anche l’introduzione di queste novità legislative servirà «a garantire più equità sociale» non solo a Monfalcone ma in tutta Italia.
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