IN CONSIGLIO REGIONALE
Minoranza slovena, l’Assemblea degli eletti chiede il ripristino di Schengen
Chiesto anche il potenziamento dei servizi educativi in sloveno per la prima infanzia. L’assessore Roberti, «la Regione presta sempre attenzione alle istanze delle minoranze linguistiche».
La cessazione dei controlli al confine italo-sloveno con il pieno ripristino del regime di Schengen, il potenziamento dei servizi educativi per la prima infanzia in lingua slovena e l’ampliamento del servizio psicopedagogico nelle province di Gorizia e Udine: sono queste alcune delle proposte di risoluzione e mozioni approvate nel corso dell’odierna Assemblea degli eletti di lingua slovena nei Consigli degli enti locali delle ex province di Trieste, Gorizia e Udine.
L’assemblea è stata convocata a Trieste, nell’aula del Consiglio regionale, anche per l’elezione di tre componenti del Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena: Igor Cerno, Maurizio Vidali e Fabio Visintin.
«Il Friuli Venezia Giulia è una terra unica nel panorama nazionale ed europeo: una regione di confine in cui culture, storie e identità diverse convivono e si arricchiscono a vicenda», ha detto il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, aprendo i lavori dell’Assemblea degli eletti. Ha inoltre sottolineato «il valore della presenza delle comunità di lingua slovena, friulana e tedesca».
Nel suo intervento, Bordin ha rimarcato il ruolo che la Regione è chiamata a svolgere nel contesto nazionale ed europeo: «Essere una terra di confine significa essere ponte tra popoli, istituzioni e culture. Significa avere la responsabilità di promuovere il dialogo, la convivenza e il rispetto reciproco. In questo senso, il Friuli Venezia Giulia è un esempio concreto di come le diversità linguistiche possano diventare una risorsa strategica, un motore di crescita culturale, sociale ed economica».
«In un’Europa che guarda sempre più all’integrazione e alla cooperazione, il Fvg può e deve continuare a svolgere un ruolo di primo piano, forte della sua storia e della sua straordinaria pluralità linguistica e culturale», ha concluso Bordin, evidenziando la grande partecipazione all’Assemblea quale «segnale incoraggiante della vitalità che questo patrimonio continua ad avere all’interno della comunità regionale».
Il consigliere regionale Marko Pisani ha invece posto l’accento sulle prospettive future del Comitato paritetico, «chiamato nei prossimi anni a confrontarsi con questioni decisive per la minoranza slovena, a partire dall’istruzione, dalla denatalità e dall’emigrazione dei giovani dal territorio».
«La presenza della realtà slovena costituisce uno degli elementi più significativi della specialità del Fvg», è stato il commento dell’assessore regionale Pierpaolo Roberti, che ha ringraziato gli amministratori locali «per l’impegno quotidiano nei territori e per la disponibilità ad assumere anche ulteriori responsabilità a servizio della comunità».
«I motivi fondativi della nostra autonomia, sostanzialmente, stanno via via venendo meno, tranne – ha sottolineato Roberti – la specificità di avere sul nostro territorio diversi idiomi e una comunità nazionale forte come quella slovena che vuole continuare a battersi per rivendicare le proprie peculiarità storiche e culturali». L’assessore regionale alle Autonomie locali, delegato anche alle Lingue minoritarie, ha aggiunto anche che «l’Amministrazione regionale presta da sempre particolare attenzione alle minoranze linguistiche presenti in Friuli Venezia Giulia».
«Va rivolto – ha concluso Roberti – un sentito ringraziamento ai sindaci, agli assessori e ai consiglieri di lingua slovena che, oltre ad affrontare ogni giorno le diverse problematiche che riguardano i cittadini residenti sul proprio territorio, hanno deciso di assumersi un compito ulteriore all’interno del Comitato istituzionale paritetico».
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