1milione e 300mila euro, così la Regione acquista l'ex Banca d'Italia di Gorizia: ospiterà gli uffici regionali

1milione e 300mila euro, così la Regione acquista l'ex Banca d'Italia di Gorizia: ospiterà gli uffici regionali

LA FIRMA

1milione e 300mila euro, così la Regione acquista l'ex Banca d'Italia di Gorizia: ospiterà gli uffici regionali

Di Eliana Mogorovich • Pubblicato il 25 Mar 2026
Copertina per 1milione e 300mila euro, così la Regione acquista l'ex Banca d'Italia di Gorizia: ospiterà gli uffici regionali

La provincia tornerà nel proprio palazzo di Corso Italia e così sarà necessario rivedere gli spazi. Per quello di via Codelli la restituzione alla città è prevista nel 2028.

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Un edificio prezioso, e non solo per la sua precedente destinazione ma soprattutto per la splendida architettura di inizio Novecento che lo caratterizza e che ora viene restituita alla città per mettersi nuovamente al servizio del territorio. Stiamo parlando del palazzo della Banca d’Italia di via Codelli, costruito nel 1913 su progetto dell'architetto Luzzatto per ospitare inizialmente la Banca Asburgica e poi, dal 1918, la Banca d’Italia. Rimasto chiuso e in via di degrado dal 2008, quando è stata chiusa la sede goriziana dell’istituto, dopo alcuni tentativi di messa all’asta finalmente l’edificio è stato acquistato dalla Regione Fvg che, questa mattina, ne ha formalmente preso possesso con la firma siglata dall’assessore al patrimonio Sebastiano Callari e il presidente della filiale triestina della Banca d’Italia Massimo Gallo.

La cerimonia, tenutasi nel piccolo giardino interno del palazzo, ha avuto come leit motiv l’ideale continuità di destinazione dell’edificio poiché alla prima, concretissima ipotesi di utilizzo se ne accompagneranno diverse altre. L’acquisto (costato un milione 300mila euro) è stato sollecitato dalla necessità di trovare una nuova sistemazione per gli uffici della Regione attualmente ospitati nel palazzo di Corso Italia che, essendo proprietà della Provincia, tornerà a ospitarne le attività quando questa verrà ripristinata.

La vastità dell’immobile e il suo pregio architettonico-paesaggistico lo rendono però anche la sede ideale per eventi culturali e mostre, mentre il giardinetto interno, impreziosito negli angoli da due gazebo azzurrini, potrà essere un nuovo piccolo polmone verde fruibile dalla cittadinanza. C’è di più: il caveau, insolitamente sito al primo piano dell’edificio, è stato già richiesto dalla fondazione Carigo per potervi ospitare parte del proprio patrimonio artistico, al momento interamente racchiuso nel seminterrato della sede di via Carducci.

«La Banca d’Italia ha chiuso i battenti a Gorizia nel 2008, contemporaneamente alla chiusura della filiale di Pordenone. La digitalizzazione dei servizi ha fatto sì che, al momento, l’unica sede rimasta sia quella di Trieste. A Gorizia l’istituto ha avuto quasi un secolo di vita e si è messa al servizio del territorio proprio come auspichiamo che accadrà anche con questa nuova destinazione» ha affermato il direttore Gallo.

«Con la Capitale europea della Cultura abbiamo voluto restituire a Gorizia la sua identità e dimostrare che il suo territorio è antesignano rispetto all’Europa unita. Le nuove Province, per cui si voterà presumibilmente nella primavera del 2027, calcheranno con molta probabilità quelle precedenti e quella di Gorizia tornerà nell’edificio di Corso Italia. Gli uffici della Regione lì ospitati verranno dunque spostati qui: non ci sono grossi lavori da fare se non risistemare e ridefinire gli spazi interni per cui possiamo ipotizzare che questo palazzo verrà restituito alla città nel 2028» ha spiegato l’assessore Callari.

L’assessore comunale alla Capitale europea della cultura Patrizia Artico non ha mancato di ringraziare la Regione per il sostegno dato a Gorizia in vista del 2025 permettendole di uscire finalmente dalla “cappa” in cui si era cristallizzata grazie a interventi che stanno ancora proseguendo: è il caso dei lavori per il parcheggio del Giardino Viatori e della sistemazione del Parco Basaglia. Un tour finale dell’edificio ha permesso di scoprire i suoi ambienti e i preziosi dettagli, dalle casseforti a tre serrature al loggiato del piano nobile fino agli splendidi pavimenti e ai loghi della Banca d’Italia disegnati su porte e vetrate.

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