SANITÀ
Medicina di genere, Fasiolo interroga la Regione: «Servono dati disaggregati per sesso»
La consigliera regionale del Partito Democratico chiede alla Giunta di fare il punto sull’attuazione della medicina di genere e sull’utilizzo dei dati nella programmazione sanitaria.
Qual è lo stato di attuazione della medicina di genere nel Servizio sanitario regionale e in che modo vengono utilizzati i dati disaggregati per sesso nella programmazione sanitaria? È quanto chiede la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Fasiolo attraverso un’interrogazione a risposta orale presentata alla Giunta regionale. Al centro dell’iniziativa c’è la necessità, sottolineata nell’atto, di dare piena applicazione ai principi introdotti dalla legge 11 gennaio 2018, n. 3 e agli obiettivi del Piano nazionale per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere. La normativa punta a una maggiore appropriatezza delle cure attraverso la considerazione delle differenze biologiche, fisiologiche e socio-culturali tra donne e uomini.
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, numerose evidenze scientifiche mostrano infatti come diverse patologie possano presentare modalità differenti di insorgenza, manifestazione clinica, risposta ai trattamenti ed esiti in relazione al sesso e al genere. Da qui l'importanza, per Fasiolo, di una programmazione sanitaria che tenga conto anche dell'analisi dei dati disaggregati per sesso. La raccolta e l’analisi sistematica dei dati epidemiologici, clinici, diagnostici e di esito, laddove tecnicamente possibile e nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, vengono indicate come strumenti utili per individuare eventuali differenze e diseguaglianze nell’incidenza delle patologie, nell’accesso alle prestazioni, nei percorsi diagnostico-terapeutici, nell’efficacia degli interventi e negli esiti di salute.
L’obiettivo è quindi capire quanto questi strumenti siano già integrati nella sanità regionale e se possano essere utilizzati per orientare in maniera più efficace le strategie di prevenzione e la programmazione dell’assistenza. Con l’interrogazione, Fasiolo chiede alla Giunta di chiarire anzitutto quale sia lo stato di attuazione della medicina di genere nel Servizio sanitario regionale, con particolare riferimento a prevenzione, programmazione, monitoraggio, ricerca e valutazione delle politiche sanitarie.
La consigliera domanda inoltre se gli enti del Servizio sanitario regionale raccolgano, elaborino e analizzino già dati disaggregati per sesso e se siano disponibili sistemi o flussi informativi regionali in grado di consentire questo tipo di analisi. Un altro punto riguarda l’effettivo utilizzo di queste informazioni. Fasiolo vuole sapere se i dati vengano impiegati, o se la Regione intenda utilizzarli, per definire gli indirizzi di prevenzione e valutare l’efficacia delle politiche sanitarie, anche allo scopo di individuare eventuali differenze nella gestione delle patologie, nell’accesso alle prestazioni, nei percorsi diagnostico-terapeutici e negli esiti di salute.
L’interrogazione pone infine l’accento sulla necessità di un’applicazione omogenea della medicina di genere all’interno degli enti sanitari regionali. La richiesta è quella di eventuali indirizzi comuni per la raccolta e l’elaborazione dei dati, accompagnati da indicatori utili a monitorare le differenze di genere in ambito sanitario. Fasiolo chiede inoltre se i dati derivanti dall’applicazione della medicina di genere siano già considerati, o possano esserlo in futuro, nell’aggiornamento e nella rimodulazione dei programmi di screening, delle campagne di prevenzione e dei percorsi assistenziali regionali, soprattutto per le patologie caratterizzate da differenti profili epidemiologici, diagnostici o prognostici tra uomini e donne.
L’ultimo quesito riguarda l’eventuale adozione di specifiche linee di indirizzo rivolte agli enti del Servizio sanitario regionale, con criteri uniformi per la raccolta e l’analisi dei dati, indicatori di monitoraggio e modalità di integrazione della medicina di genere nella programmazione sanitaria, compatibilmente con le risorse disponibili. L’interrogazione è stata presentata a Trieste il primo settembre 2026.
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.
Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione








