L'INCHIESTA
Maxi traffico di cocaina, anche il goriziano Semolič nel pool di avvocati a Trieste
Dieci imputati nel procedimento nato dalla più vasta operazione antidroga coordinata dalla Dda giuliana. La difesa sceglie il rito ordinario.
Si è tenuta oggi al Tribunale di Trieste l’udienza preliminare del procedimento penale a carico di Angel Maria Martinez Quiroz, coinvolto insieme ad altri nove imputati in un’inchiesta per traffico internazionale di cocaina che negli anni scorsi ha segnato uno dei capitoli più rilevanti della lotta al
narcotraffico in Italia.
Davanti al giudice per l’udienza preliminare Manila Salvà, con il pubblico ministero Federico Frezza, la difesa – rappresentata anche dall’avvocato goriziano Nikolas Semolič, entrato nel collegio su invito del collega Alexandro Maria Tirelli – ha dichiarato di non voler accedere a riti
alternativi, optando per il rito ordinario. Una scelta tecnica che consente di sviluppare pienamente il contraddittorio, con la possibilità di avanzare eccezioni e richieste istruttorie nel corso del processo.
L’inchiesta trae origine da quella che è stata definita la più ampia operazione antidroga mai condotta in Italia, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste, che portò al sequestro di 4,3 tonnellate di cocaina per un valore stimato superiore ai due miliardi di euro e all’arresto complessivo di 38 persone. Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe gestito un traffico strutturato di stupefacenti via mare, con approdo nel porto giuliano e distribuzione soprattutto sul mercato milanese, coinvolgendo soggetti di diverse nazionalità e ambienti criminali collegati anche alla ’ndrangheta.
Martinez Quiroz era stato arrestato il 7 settembre 2022 a Medellín, in Colombia, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip triestino. In seguito era stato scarcerato dal penitenziario di Bogotá per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Per l’accusa, l’imputato sarebbe figura di primo piano
all’interno del cosiddetto “clan del Golfo”, organizzazione attiva nel narcotraffico internazionale, oltre che inserito tra i soggetti ritenuti di maggiore pericolosità a livello globale.
«Nel corso dell’udienza odierna le parti si sono costituite e il giudice ha disposto il rinvio al 22 ottobre, quando si terrà la discussione e saranno formulate le conclusioni. All’esito, il Gup potrà decidere per il rinvio a giudizio degli imputati oppure per una sentenza di non luogo a procedere,
passaggio cruciale che determinerà l’eventuale apertura del processo», racconta Semolič.
«Non mi è mai capitato qualcosa di simile – prosegue l’avvocato – e per me un processo di tale portata è sicuramente un’ottima palestra: è la più grande operazione antidroga dell’ultimo periodo in Italia ed è stata diretta da Trieste». Un processo che, comunque, andrà per le lunghe: di mezzo,
oltre al processo ordinario, c’è una «difficoltà di comunicazione con il cliente che vive in Colombia. Ci saranno sicuramente numerosi testimoni da ascoltare e svariate udienze. Per questi arresti la Direzione Antimafia di Trieste ha utilizzato diversi infiltrati e tutti andranno ascoltati», conclude.
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