I risultati
Maturità 2026, ecco i 'bravissimi' del Classico di Gorizia: brillano due lodi e un cento
Tra sacrifici ripagati e scelte universitarie che spaziano dall'arte alla biologia, i diplomati a pieni voti raccontano la loro esperienza. Fondamentale il legame creatosi con i docenti.
L'esame di Stato regala grandi soddisfazioni anche al Liceo Classico "Dante Alighieri" di Gorizia, dove l'impegno e la dedizione hanno premiato tre studenti con la valutazione massima. Un traguardo che segna la fine di un cammino liceale intenso, fatto di versioni e sudore, ma anche di profonda crescita personale. Nella sezione B spiccano due "100 e lode", mentre la sezione A festeggia un "cento" tondo.
Il primo a raccontarsi è Simone Basso, che corona il suo quinquennio nella sezione B con l'agognata lode. Un epilogo felice dopo una fase impegnativa: «Ho sempre avuto un buon rendimento, ma le prove scritte erano quelle che mi incutevano più timore, essendo le più oggettive. Sono felicissimo dell'esito, che ripaga cinque anni di sacrifici messi in conto fin dal momento dell'iscrizione».
Per il neo-diplomato si è trattato di un periodo delicato anche dal punto di vista personale, superato brillantemente grazie a una solida rete di supporto: «Dedico questo successo alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto, e ai professori. Essendo solo in dieci in classe, con gli insegnanti si è creato sin da subito un rapporto intimo e speciale». Per il domani, le opzioni sul tavolo sono molteplici e affascinanti: Simone valuta Giurisprudenza, guarda con interesse a Psicologia, ma non esclude un tuffo in ambito umanistico con gli studi Storico-Artistici.
Accanto a lui, sempre nella stessa classe, emerge l'eccellenza di Romario Marangotto, altrettanto premiato con la menzione d'onore. Il suo è un racconto all'insegna della totale serenità: «Sono molto contento e soddisfatto. Non ho mai fatto previsioni particolari, ho semplicemente cercato di dare il massimo in ogni singola occasione, godendomi perfino il momento della maturità».
Nessun dubbio sulla validità della scelta fatta a quattordici anni: «Mi iscriverei di nuovo a questo istituto. Mi ha arricchito profondamente, fornendomi un rigoroso metodo di studio e dandomi l'opportunità di esprimere ciò che amo». Riguardo all'orizzonte accademico, il ragazzo si prende ancora del tempo per riflettere, diviso tra un forte interesse per l'ambito umanistico e un'altrettanto viva curiosità per le discipline scientifiche.
Passando alla sezione A, troviamo la vetta raggiunta da Luca De March, un risultato centrato con forte determinazione, pur con un piccolissimo rammarico: «Mi è dispiaciuto soltanto per la traduzione di latino: per un banale errore non sono riuscito a ottenere venti ventesimi. Tuttavia, le tracce della prima prova mi hanno entusiasmato, ho scelto l'analisi del testo su Pavese perché è un autore che apprezzo moltissimo».
Forte del massimo dei crediti di ammissione, l'obiettivo era chiaro fin dal principio e Luca sperava di agguantarlo. «Al colloquio ho avvertito un po' di naturale tensione iniziale, poi, trovando una commissione serena, mi sono rilassato man mano che procedevo con l'esposizione». Anche per lui il liceo di viale XX Settembre rappresenta una strada che ripercorrerebbe senza esitazioni, sebbene il suo futuro parli una lingua diversa: tra due settimane affronterà il test di ammissione a Trieste per accedere a Scienze e Tecnologie Biologiche. Il pensiero conclusivo va a chi lo ha guidato fino a qui: «Gran parte del merito lavorativo va ai docenti. Mi hanno fatto appassionare alle loro materie, e questo è l'aspetto più prezioso di tutti».
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