Maturità 2026, conto alla rovescia per gli studenti: tra prove e colloqui, speranze e auguri per il futuro

Maturità 2026, conto alla rovescia per gli studenti: tra prove e colloqui, speranze e auguri per il futuro

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Maturità 2026, conto alla rovescia per gli studenti: tra prove e colloqui, speranze e auguri per il futuro

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 17 Giu 2026
Copertina per Maturità 2026, conto alla rovescia per gli studenti: tra prove e colloqui, speranze e auguri per il futuro

Si partirà giovedì 18 giugno con il tema d’italiano e il giorno successivo con la seconda prova. Negli istituti sloveni è prevista anche una terza prova scritta dedicata alla lingua italiana.

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Mancano poche ore al via dell'Esame di Stato 2026, che coinvolgerà anche centinaia di studenti delle scuole superiori della provincia di Gorizia. La Maturità prenderà il via giovedì 18 giugno alle 8.30 con la prima prova scritta, comune a tutti gli indirizzi di studio, mentre venerdì 19 giugno si svolgerà la seconda prova, diversa a seconda del percorso scolastico frequentato. La struttura dell'esame resta quella definita dalla normativa nazionale: due prove scritte e un colloquio orale. La prima prova sarà dedicata all'italiano e proporrà le tradizionali tipologie di traccia, dall'analisi del testo al testo argomentativo fino al tema di attualità. La seconda prova riguarderà invece la disciplina caratterizzante di ciascun indirizzo, come matematica al liceo scientifico, latino al classico o la materia di indirizzo nei tecnici e professionali.

Una delle principali novità introdotte dal nuovo impianto dell'esame riguarda il colloquio orale. A differenza degli anni precedenti, non sarà più centrato sul documento iniziale da cui sviluppare collegamenti interdisciplinari. Il candidato dovrà invece confrontarsi con quattro discipline individuate annualmente dal Ministero per ciascun indirizzo di studio, dimostrando conoscenze, capacità di ragionamento e competenze maturate nel percorso scolastico. Continueranno inoltre a trovare spazio l'educazione civica, le esperienze di Pcto e le attività extracurriculari svolte dagli studenti.

Per gli studenti degli istituti con lingua d'insegnamento slovena presenti nel Goriziano il percorso sarà leggermente diverso. Nelle scuole della minoranza slovena del Friuli Venezia Giulia è infatti prevista una terza prova scritta, dedicata alla lingua italiana. Gli esami comprenderanno quindi una prova di lingua e letteratura slovena, la seconda prova caratterizzante dell'indirizzo di studi e una prova specifica di italiano, prima del colloquio orale. Si tratta di una peculiarità prevista per garantire la verifica delle competenze nelle due lingue insegnate all'interno del sistema scolastico sloveno regionale.

Le prove suppletive prenderanno invece il via dal 1° luglio per gli studenti impossibilitati a partecipare alla sessione ordinaria per motivi documentati. Il punteggio finale continuerà a essere espresso in centesimi, con un massimo di 40 punti attribuiti al credito scolastico accumulato nel triennio e fino a 60 punti assegnati alle prove d'esame. Nel Goriziano, si parla di 958 studenti e studentesse pronti all’esame e che domani varcheranno i propri istituti secondari di primo grado per sostenere la prima prova. Si parla di 542 studenti a Gorizia e 416 in Bisiacaria. Volendo dare i dati precisi, in città sono 198 al polo liceale tra il Dante Alighieri, il Duca degli Abruzzi e gli Slataper, 16 al Trubar-Gregorčič e altrettanti al Cankar-Vega-Zois, mentre 138 è la carica al Galilei, 76 al Cossar-Da Vinci e 104 al D’Annunzio-Fabiani. In Bisiacaria, invece, si parla di 172 al Buonarroti di Monfalcone, 143 al Bem di Staranzano-Gradisca e 101 al Pertini di Staranzano.

«Domani è la prova di italiano, mi preoccupa di meno. La seconda è matematica ed è quella che è più preoccupante. Se rimane come la simulazione è fattibile», racconta Martina Maranzana del Liceo Scientifico Buonarroti di Monfalcone. «A me preoccupa un po’ la nuova tipologia di esame», confessa. C’è domanda su come funzionerà il nuovo orale che prevede di parlare del percorso dei cinque anni e di come sia stato formativo. «Può essere un buon appiglio per iniziare le domande» ma dipende tutto anche, un po’, da come procede il colloquio.

Dal polo liceale sloveno, invece, Soraja Tosolini racconta di come sia «più che altro l’ansia del contenuto ma avendo preparato varie simulazioni sicuramente andrà bene». L’idea è iscriversi a Scienze della formazione primaria all’Università degli Studi di Trieste per proseguire il percorso come maestra d’asilo. «Dalla prima superiore sono cambiata molto – conclude – e sceglierei ancora il liceo perché mi ha aiutata a comprendere l’uomo in tutte le sue sfumature».  

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