‘Mare e Vitovska’ compie vent’anni: tra Miramare e Duino si celebra il vitigno del Carso triestino

‘Mare e Vitovska’ compie vent’anni: tra Miramare e Duino si celebra il vitigno del Carso triestino

L’EVENTO

‘Mare e Vitovska’ compie vent’anni: tra Miramare e Duino si celebra il vitigno del Carso triestino

Di F.D.G. • Pubblicato il 27 Giu 2026
Copertina per ‘Mare e Vitovska’ compie vent’anni: tra Miramare e Duino si celebra il vitigno del Carso triestino

Il convegno inaugurale si è chiuso con la premiazione di Luca Sarais come ‘Cavaliere della Vitovska 2026’. L’evento è promosso dall’Associazione dei viticoltori del Carso.

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Si è aperta ufficialmente nella giornata di ieri, venerdì 26 giugno, la 20esima edizione dell’evento “Mare e Vitovska in Morje”, l’appuntamento annuale dedicato al vitigno autoctono più famoso del Trieste, della Gorizia e del Carso sloveno, organizzato dall'Associazione dei viticoltori del Carso in collaborazione con i ristoratori locali nella cornice del Castello di Duino.

Il convegno di apertura, moderato da Stefano Cosma, si è svolto al Castello di Miramare. A fare gli onori di casa il direttore del Castello, Guido Comis, che ha posto l’accento sulla vocazione botanica del parco di Miramare e sulla possibilità che alcuni pastini possano essere destinati ad ospitare dei filari di Vitovska. Sul ciglione carsico che circonda il celebre castello, ha ricordato Cosma, storicamente sono sorti molti vigneti. Proposta a cui ha fatto eco il presidente dell'Associazione dei Viticoltori del Carso-Kras Matej Skerlj: «Sarebbe bello avere qualche bottiglia di vino prodotto con le uve provenienti dai vigneti del Castello. Bottiglie simboliche, ma di grande significato».

Igor Gabrovec, sindaco di Duino Aurisina, ha concentrato il suo intervento sulla necessità di puntare al recupero dei terreni agricoli ora abbandonati. Monica Hrovatin, sindaca di Sgonico, ha invece ricordato che il suo territorio comunale ospita la pianta di Vitovska più datata, con circa 130 anni di vita: suo il suggerimento di riprodurre proprio quel vitigno con la sua storia e la sua forza, destinandolo a nuovi impianti.

Dopo gli interventi di Serena Tonel (vicesindaca di Trieste), David Pizziga (GAL), Fabio Pahor (Ures) e Adriano Kovačič (ZKB), il convegno è entrato nel vivo. Per Bruno Cataletto (Ais Trieste), nel corso degli anni «è cresciuta la consapevolezza dei produttori di Vitovska e tutto il contesto si è mosso di concerto: la sinergia tra chi comunica, fa formazione e tutte le persone che ci lavorano attorno ha fatto sì che la qualità crescesse notevolmente nel tempo, in una continua e inesorabile crescita». «Negli ultimi vent'anni la Vitovska è uscita dai confini locali, regionali, nazionali e, infine, europei – ha proseguito - tutto è nato dall’incontro tra le persone e il vino, e oggi i risultati sono davanti agli occhi di tutti».

Auguštin Devetak, dell’omonima locanda, è tornato indietro con la memoria ai primi anni Ottanta, «allo sfuso che si andava a cercare per il Carso per poi proporlo in osteria». Un incontro casuale con alcuni vignaioli portò la Vitovska a essere offerta a tutti gli avventori come aperitivo: «Dallo sfuso alle bottiglie il passo è stato breve. Sono state fatte le scelte giuste al momento giusto». Devetak ricorda come, «in tempi non sospetti», l’incontro tra la Vitovska e Slow Food avvenne proprio nella sua trattoria; da lì il vino è stato conosciuto, apprezzato e poi promosso in Italia e nel mondo.

La parola è dunque passata a Luca Martinotti, vicepresidente dell’associazione Slow Food, che ha ricordato la figura del suo fondatore Carlo Petrini (recentemente scomparso), soffermandosi in particolare sulla sua affezione nei confronti del Carso. Una terra la cui «durezza», negli anni, «non si è trasformata in rigidità bensì in durabilità», ha detto Martinotti: «Un territorio con grandi valori e di grande resistenza». Il vicepresidente Slow Food ha infine descritto la pratica della piccola agricoltura e della viticoltura come «presidio educativo, garanzia di educazione sulla terra e per la terra».

Matteo Bernardi, head sommelier del ristorante di haute cuisine Le Calandre, ha in seguito sottolineato come rispetto a 15 anni fa, «la clientela nazionale e internazionale oggi conosce e chiede la Vitovska; questo significa che il lavoro svolto è di altissimo livello». Il presidente Skerlj ha infine sottolineato il traguardo delle venti edizioni di “Mare e Vitovska”, ringraziando tutte le persone e le realtà che con impegno e amicizia sono sempre state presenti e partecipi alla realizzazione dell’evento.

Il convegno si è chiuso con la proclamazione di Luca Sarais dell’enoteca Cantine Isola di Milano a “Cavaliere della Vitovska per il 2026”, per aver fatto della sua attività una «realtà amica del Carso e del suo vitigno». «Senza passato non c’è presente né futuro – ha affermato Sarais - la terra è bassa, la terra è dura, costa fatica e il lavoro va sostenuto, perché quello che fanno i viticoltori va poi proposto nelle enoteche a tutti gli ospiti. L’oste deve conoscere e deve saper comunicare a tutti ciò che c’è dietro alle etichette e alle bottiglie».

La manifestazione si è spostata alle ore 18 al Castello di Duino, per il momento clou della giornata. Prima dell’apertura vera e propria c’è stato un momento di festa, tanto giocoso quanto carico di significato. La musica ha invaso la piazza centrale del Castello con canti e balli a cura di Stu Ledi; a seguire, il taglio di una grande torta carsolina preparata per l’occasione dalla pastry chef dell’Antico Caffè San Marco. L’evento proseguirà oggi, sabato 27 giugno, sempre dalle 18 alle 22 nella cornice del Castello di Duino.  

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