Lutto nella sanità regionale, morto il dottor Paolo Barbina: una vita spesa per la cura degli ex esposti all’amianto

Lutto nella sanità regionale, morto il dottor Paolo Barbina: una vita spesa per la cura degli ex esposti all’amianto

LA SCOMPARSA

Lutto nella sanità regionale, morto il dottor Paolo Barbina: una vita spesa per la cura degli ex esposti all’amianto

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 07 Set 2026
Copertina per Lutto nella sanità regionale, morto il dottor Paolo Barbina: una vita spesa per la cura degli ex esposti all’amianto

Aveva 63 anni. Medico del lavoro e per anni alla guida del Centro Regionale Amianto. Si è speso per la tutela della salute e dei diritti dei lavoratori. Il cordoglio di colleghi, pazienti e associazioni.

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Nelle scorse ore, è deceduto a causa di un malore il dottor Paolo Barbina. D’origine friulana, aveva 63 anni. Stimato professionista, è stato primario del Centro Unico Amianto e presidente della Commissione che si occupava dei delicatissimi casi delle patologie asbesto correlate. Unanime il cordoglio dei suoi colleghi medici, dei pazienti da lui seguiti con umanità e professionalità e dalle associazioni dei familiari degli esposti all’amianto. In una nota, l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina esprime profondo cordoglio per l’improvvisa scomparsa del professionista. Specialista in Medicina del Lavoro, il Dottor Barbina ha dedicato anni di attività professionale alla tutela della salute e dei diritti dei lavoratori ex-esposti all’amianto, ponendosi in prima fila nella difesa delle persone colpite dalle conseguenze dell’esposizione professionale.

«Attraverso il CRUA ha promosso e sviluppato un’attività di presa in carico, visita e supporto ai lavoratori ex-esposti, favorendo gli accertamenti necessari per la diagnosi precoce delle patologie professionali asbesto-correlate e per il loro riconoscimento anche in ambito previdenziale» scrive Asugi. «Il suo impegno professionale e sociale ha contribuito in maniera significativa a fare del Friuli Venezia Giulia una delle Regioni maggiormente attente alla problematica dell’amianto, sostenendo il percorso di riconoscimento delle patologie asbesto-correlate da parte dell’INAIL e l’accesso ai benefici previdenziali previsti per i lavoratori ex-esposti e per le persone ammalate – continua la nota dell’Azienda – ma il dottor Barbina - non si è limitato all’ambito strettamente sanitario. È stato caratterizzato da una costante attenzione alle persone, alle loro difficoltà e ai loro diritti, in un rapporto di collaborazione e vicinanza con i lavoratori, con le associazioni degli ex-esposti e dei malati e con tutti coloro che quotidianamente si confrontano con le conseguenze dell’esposizione all’amianto».

«La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella Medicina del Lavoro pubblica regionale e nella comunità professionale e sociale che in questi anni ha potuto contare sulla sua competenza, sul suo impegno e sulla sua passione – conclude la nota di Asugi - resta l’eredità di un lavoro importante e di un insegnamento che dovranno essere raccolti e portati avanti, continuando a operare con lo stesso impegno e la stessa determinazione a favore dei lavoratori ex-esposti e delle persone colpite dalle patologie asbesto-correlate».

La sua vita
Il dottor Paolo Barbina ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia il 13 luglio 1989 presso l'Università degli Studi di Trieste, ottenendo la votazione di 106 su 110. Nello stesso anno ha ottenuto l'abilitazione all'esercizio della professione medica sostenendo l'esame presso l'Università degli Studi di Bologna, per poi iscriversi all'Ordine dei Medici della provincia di Udine all'inizio del 1990. Proseguendo gli studi specialistici, il 15 dicembre 1993 si è specializzato in Medicina del Lavoro presso l'Ateneo di Trieste con il massimo dei voti e la lode.

La sua carriera professionale è iniziata nell'ottobre del 1991 presso l'Istituto di Medicina del Lavoro dell'Università degli Studi di Trieste e l'Azienda Ospedaliera "Ospedali Riuniti" di Trieste, dove ha ricoperto il ruolo di assistente medico e successivamente di dirigente sanitario. Nel corso degli anni ha svolto importanti incarichi dirigenziali: nel 1996 è stato dirigente sanitario medico presso l'Azienda Ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Udine, struttura in cui si è stabilmente trasferito nel 1998. Dal 2001 al 2004 è stato posto in comando a disposizione dell'Agenzia Regionale della Sanità e della Direzione Regionale della Sanità e delle Politiche Sociali.

Nell'ottobre del 2004 ha assunto la responsabilità della Struttura Semplice del Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro presso l'Azienda per i Servizi Sanitari numero 6 "Friuli Occidentale". Successivamente, ad aprile 2009, è diventato Direttore della Struttura Complessa Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell'Azienda per i Servizi Sanitari numero 2 "Isontina" a Monfalcone. A partire dal maggio 2014 ha ricoperto il prestigioso incarico di Direttore della Struttura Operativa Complessa denominata Centro di riferimento Unico per l'amianto. Tra i suoi ultimi incarichi istituzionali si annovera anche la direzione temporanea della Struttura Complessa Igiene degli alimenti nell'estate del 2020.

Nel corso della sua vita lavorativa ha ricoperto numerosi e rilevanti ruoli istituzionali e di vigilanza. È stato Ufficiale di Polizia Giudiziaria dal 2009 al 2013 e ha presieduto su delega il Comitato regionale di coordinamento per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro, oltre a guidare la Commissione tecnica regionale per il rilascio del nulla osta all'impiego di radiazioni ionizzanti in ambito medico. Ha partecipato continuativamente ai lavori della Commissione Regionale Amianto e si è distinto per una proficua attività accademica, insegnando per molti anni come professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro dell'Università di Trieste. Autore e coautore di diversi report epidemiologici, pubblicazioni scientifiche e manuali dedicati alla salute nei luoghi di lavoro, il dottor Barbina ha affiancato all'attività clinica e gestionale un costante e rigoroso impegno nell'aggiornamento professionale.

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