L'Iter Goritiense cresce e diventa Cammino regionale: fino a dicembre 2026 50mila euro sul territorio

L'Iter Goritiense cresce e diventa Cammino regionale: fino a dicembre 2026 50mila euro sul territorio

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L'Iter Goritiense cresce e diventa Cammino regionale: fino a dicembre 2026 50mila euro sul territorio

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 16 Lug 2026
Copertina per L'Iter Goritiense cresce e diventa Cammino regionale: fino a dicembre 2026 50mila euro sul territorio

Presentata a Gorizia la nuova veste comunicativa del percorso transfrontaliero di 82 chilometri, ora inserito nella Rete dei Cammini del Friuli Venezia Giulia.

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82 chilometri, quattro tappe, due Stati. Sono i numeri essenziali che raccontano l'Iter Goritiense, il cammino nato e cresciuto negli ultimi due anni grazie al progetto Walk2Spirit, finanziato dall'Unione europea nell'ambito dello Small Project Fund GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027 e gestito dal Gect GO. Un itinerario che dalla Basilica Patriarcale di Aquileia conduce fino al santuario di Sveta Gora, sopra Nova Gorica, attraversando luoghi dove il confine diventa occasione d'incontro e il cammino si trasforma in un viaggio tra storia, natura e spiritualità.

Presentato questa mattina al Kulturni dom di Gorizia nella sua nuova veste, il percorso compie ora un passo decisivo nel proprio sviluppo. Con decreto del direttore generale di PromoTurismoFVG ha infatti ottenuto il riconoscimento di Cammino regionale, entrando ufficialmente nel registro della Rete dei Cammini del Friuli Venezia Giulia. Un traguardo che rappresenta un importante riconoscimento istituzionale e che consentirà all'Iter Goritiense di rafforzare la propria promozione all'interno dei circuiti turistici regionali, nazionali e internazionali.

Il riconoscimento arriva in un momento di costante crescita del progetto. Dalla sua inaugurazione ufficiale nel 2024 il cammino è stato percorso da oltre mille pellegrini ed escursionisti, coinvolgendo progressivamente amministrazioni comunali, realtà associative e operatori economici italiani e sloveni. L'itinerario attraversa alcune delle aree più significative del territorio transfrontaliero: l'Agro Aquileiese, il Carso, il Monte San Michele, il Brestovec, Miren e le città di Gorizia e Nova Gorica, proponendosi come una delle eredità permanenti del messaggio lasciato dalla Capitale europea della cultura.

Accanto al nuovo accreditamento è stata presentata anche una delle principali novità dedicate ai viandanti: la futura Web App sviluppata in collaborazione con TMedia, che affiancherà gli strumenti già disponibili, come il sito ufficiale con le tracce del percorso e la guida dell'Iter Goritiense realizzata da Andrea Bellavite, Nace Novak e Mattia Vecchi, pubblicata da Ediciclo e ZTT. L'applicazione offrirà informazioni sempre aggiornate, contenuti interattivi e servizi pensati per accompagnare i camminatori lungo l'intero itinerario.

La mattinata è stata anche occasione di confronto tra i sindaci e gli assessori dei Comuni attraversati dal cammino, insieme ai rappresentanti degli enti del turismo del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia. Dal tavolo tecnico è emersa la volontà condivisa di proseguire nella valorizzazione dell'Iter Goritiense, rafforzando la collaborazione transfrontaliera e le opportunità di promozione del territorio. L'ingresso nella Rete dei Cammini del Friuli Venezia Giulia rappresenta infatti un ulteriore tassello per consolidare il percorso tra le principali proposte di turismo lento del Nord-Est.

Più che un semplice itinerario escursionistico, l'Iter Goritiense vuole essere un'esperienza capace di mettere in relazione persone, comunità e paesaggi. Un cammino che unisce Aquileia e Sveta Gora attraversando due Stati, ma soprattutto una storia comune, invitando a riscoprire il territorio con il ritmo lento di chi sceglie di conoscere un luogo un passo dopo l'altro.

«Fino a dicembre – ha commentato Mattia Vecchi, responsabile del progetto – investiremo sul territorio 50mila euro per comunicazione e servizi». Se il direttore della Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, Andrea Bellavite, si è detto soddisfatto per la realizzazione di un percorso creato anche grazie all’amicizia con il rettore del monastero di Sveta Gora, padre Bogdan Knavs, il vicedirettore del Gect-Ezts, Tomaž Konrad si è congratulato per «la realizzazione in soli due anni dell’intera progettualità. Il riconoscimento regionale consente ora di far proseguire il progetto anche dopo la Capitale Europea della Cultura sia in Italia che in Slovenia».

Proprio di unità d’intenti ha parlato il sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino, per il quale il percorso «traccia una linea sulle nostre radici comuni» mentre Patrizia Artico, assessore del comune di Gorizia, ha voluto ribadire la volontà di fare da collante tra il Percorso e le realtà economiche del territorio per far da un lato crescere il Cammino stesso e dall’altra renderlo turisticamente ed economicamente vantaggioso. Sulla stessa linea, con il messaggio di non dimenticarsi delle realtà comunali più piccole, anche l’assessore del comune di Savogna d’Isonzo, Alida Passon. Per l’ente turistico Miren-Kras, Ariana Durnik ha ribadito la volontà di ampliare ancor di più la presenza sul territorio sloveno dove, secondo Paolo Hmeljak, direttore di TMedia, ente che segue la comunicazione del Cammino, è necessaria una presenza più attiva di enti e realtà economiche come già avvenuto in Italia.

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