Dalle lingue alla medicina, allo Slataper sette diplomate raggiungono il 100: due lodi e tanti sogni nel cassetto

Dalle lingue alla medicina, allo Slataper sette diplomate raggiungono il 100: due lodi e tanti sogni nel cassetto

maturità 2026

Dalle lingue alla medicina, allo Slataper sette diplomate raggiungono il 100: due lodi e tanti sogni nel cassetto

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 07 Lug 2026
Copertina per Dalle lingue alla medicina, allo Slataper sette diplomate raggiungono il 100: due lodi e tanti sogni nel cassetto

Massimi voti nei percorsi Linguistico, Esabac e Scienze umane. Tra i progetti futuri ci sono medicina, interpretariato, beni culturali, eventi e perfino l'Arma dei Carabinieri.

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Un percorso che apre le porte del mondo, ma anche dell'università e delle professioni più diverse. Lo dimostrano i risultati della Maturità 2026 dell'ISIS "Slataper" di Gorizia, dove sei studenti hanno concluso il proprio cammino con il massimo dei voti, uno dei quali impreziosito dalla lode. Le eccellenze arrivano dai percorsi di Liceo linguistico, Liceo delle scienze umane e Liceo linguistico Esabac, il corso che consente di conseguire contemporaneamente il diploma italiano e il Baccalauréat francese.

Tra i migliori risultati figura il 100 e lode ottenuto da Desireé Germani, della classe 5AL del Liceo linguistico, che ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

Nello stesso indirizzo, Diana Vaccaro racconta una maturità iniziata con un po' di tensione ma conclusa nel migliore dei modi. «Le prove scritte sono andate bene, anche quella di inglese era molto fattibile. All'orale ero preparata perché avevo studiato tanto». Il voto finale è arrivato quasi a sorpresa. «Non me l'aspettavo». Se potesse tornare indietro rifarebbe senza esitazioni la stessa scelta. «Sono entrata che ero una ragazzina e sono uscita dopo aver imparato molto, non solo a scuola ma anche sul mondo. Il linguistico mi ha insegnato a muovermi con più autonomia». A breve formalizzerà l'iscrizione all'Università di Trieste nel corso di Letterature per lo spettacolo. «Mi è sempre piaciuto scrivere e vorrei applicare questa passione al cinema e al teatro». Il pensiero, infine, va alla famiglia e alle amiche «che mi hanno sopportata e supportata in questi anni».

Anche Margherita Furlanut, sempre della 5AL, chiude con 100/100. Ha scelto la traccia A1 dedicata a Cesare Pavese, «una scelta un po' inaspettata», mentre nella seconda prova di inglese ha affrontato comprensione e produzione del testo. Il ricordo più bello resta però il colloquio. «Mi sono divertita a creare collegamenti tra le materie e a parlare di quello che mi interessava». Del quinquennio conserva soprattutto il rapporto con docenti e compagni. «Mi sono trovata bene con la maggior parte degli insegnanti, che si sono dimostrati disponibili e flessibili». Per il futuro pensa a Beni culturali all'Università Ca' Foscari di Venezia.

Dal Liceo delle scienze umane arriva invece il 100 di Emma Berdon, che dietro al risultato vede soprattutto il lavoro fatto su sé stessa. «Ci speravo, ma è stato necessario un grande impegno nella gestione dell'ansia e nell'organizzazione dello studio». L'orale, rinnovato rispetto agli anni precedenti, è stata la prova più impegnativa. «Ho cercato di viverlo come una conversazione e alla fine è andata bene». A settembre inizierà Medicina all'Università di Trieste. Il ringraziamento è corale: «Alla mia famiglia, a mia mamma, alle mie sorelle, ai professori e a mio papà, che mi ha aiutata anche durante le notti di studio».

Il Liceo linguistico festeggia altri due centisti nella classe 5BL. Anna Carrara - anch'essa con la lode - attribuisce parte del merito alla lunga esperienza vissuta in Inghilterra durante il quarto anno. «Quei sei mesi mi hanno aiutato tantissimo». Per la prova di Italiano ha scelto la traccia C1, «quella che sentivo più vicina alla mia personalità», mentre all'orale ha presentato proprio il percorso svolto all'estero, confrontando sistemi scolastici e approcci linguistici diversi. La passione per le lingue è ormai diventata una scelta di vita: ha già superato il difficile test di ammissione alla Scuola interpreti e traduttori dell'Università di Trieste, classificandosi sesta su oltre duecento candidati. Un esame sostenuto online mentre si trovava in viaggio d'istruzione in Spagna. «Dedico questo risultato prima di tutto a me stessa, per il lavoro fatto in questi cinque anni, ma anche alla mia famiglia».

Per Sara Bartole, invece, il 100 rappresenta il punto di arrivo di un percorso costruito con costanza: «Ho lavorato per questo risultato». Agli scritti si è sentita più tranquilla, «davanti hai solo un foglio». Ha scelto la traccia B3 sul rapporto tra giovani e adulti, affrontando sei ore intense di prova. Più impegnativo l'orale, vissuto con maggiore tensione ma concluso positivamente. Diversamente da molti compagni, il suo obiettivo non è l'università. «Il mio sogno è entrare nell'Arma dei Carabinieri». Ha già tentato un primo concorso, senza riuscire a completarlo per la concomitanza con gli impegni scolastici, ma non intende rinunciare. «Spero di riuscirci». Anche lei dedica il traguardo alla famiglia e agli insegnanti, «che mi hanno sempre sostenuta e spronata».

Chiude il gruppo delle eccellenze Sara Silvestri, diplomata della 5CL del percorso Esabac, che unisce il diploma italiano a quello francese. Dopo qualche timore iniziale davanti alle tracce di Italiano, ha scelto anche lei Pavese. «Non lo avevamo studiato, ma era quello che mi ispirava di più». Alla prova di francese, strutturata secondo il modello d'Oltralpe, ha ottenuto il massimo punteggio: 20 su 20. «La commissione ci ha messi subito a nostro agio, trasformando il colloquio in una conversazione». A settembre frequenterà il corso di Servizi culturali per il turismo all'Università di Trieste con l'obiettivo di diventare organizzatrice di eventi. «Rifarei questa scuola perché mi ha arricchita sia culturalmente sia personalmente. Il risultato finale è andato oltre le mie aspettative».

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