Lettere - Tari a Gorizia, «senza F24 i cittadini sono costretti a pagare con PagoPA»

Lettere - Tari a Gorizia, «senza F24 i cittadini sono costretti a pagare con PagoPA»

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Lettere - Tari a Gorizia, «senza F24 i cittadini sono costretti a pagare con PagoPA»

Di PAOLO NANUT • Pubblicato il 14 Lug 2026
Copertina per Lettere - Tari a Gorizia, «senza F24 i cittadini sono costretti a pagare con PagoPA»

Paolo Nanut critica la scelta di non allegare il modello aggli avvisi di pagamento destinati ai privati e denuncia costi aggiuntivi e disagi. Nel mirino anche il servizio di raccolta del secco residuo e gli orari dell'isola ecologica di Sant'Andrea.

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Ci scrive Paolo Nanut, cittadino goriziano, che ha voluto condividere con la nostra redazione alcune riflessioni sulla gestione della TARI 2026 e del servizio di raccolta dei rifiuti nel Comune di Gorizia. Nella lettera l’autore richiama l’attenzione sulle modalità di pagamento della tassa, soffermandosi in particolare sull’assenza del modello F24 negli avvisi destinati alle utenze domestiche, e segnala inoltre alcune criticità legate alla raccolta del secco residuo e al funzionamento dell’isola ecologica di via Gregorcic. F.D.



Il 31 luglio si avvicina e con esso la scadenza della prima rata TARI per l'anno 2026 al Comune di Gorizia. Quello che mi è subito balzato all'occhio, dopo che ho scaricato dalla mail l'allegato, è che lo stesso non ha l'alternativa per poter pagare con l'F24 che permette a chi lo vuole di farlo tramite Home Banking, oppure direttamente presso lo sportello della propria banca, senza dover pagare con PagoPa che è un servizio a pagamento e che il balzello va ad aggiungersi a già quanto dovuto; cosa che peraltro per chi ha attività commerciali, come per me che sono proprietario di un B&B posso continuare a fare, essendoci l'allegato stesso. Mentre tornando ai privati, vero che basta telefonare al numero verde di ISA Ambiente, la quale dopo la richiesta viene immediatamente inviato sempre con email, ma non tutti i contribuenti sono dotati di una stampante e di conseguenza per chi non è in possesso e che continuano a ricevere in maniera tradizionale a domicilio l'avviso di pagamento, devono dopo aver fatto richiesta, attendere che arrivi a casa, con il rischio se non si fa in tempo la richiesta, di dover per forza pagare con il PagoPA stesso, mentre fino allo scorso anno questo problema non esisteva, avendo fin da subito la possibilità di decidere in quale maniera far fronte all'esborso per un servizio che, non solo a me lascia interdetti. Infatti con il ritiro del rifiuto secco residuo se capita di aver riempito il mastello stesso e si decide di appoggiare sopra ad esso un altro sacchetto delle immondizie, lo stesso non viene ritirato ma bensì lasciato a terra con un avviso appiccicato sul sacchetto stesso che spiega il motivo perchè non è stato ritirato. Un problema questo per chi vive soprattutto in periferia dove tendenzialmente si usa fare più immondizie, basta per esempio dover buttare via un paio di "trombini" che si usano negli orti per lavorare, che già il contenitore viene riempito. Fra l'altro non tutti hanno la possibilità di poter portare all'isola ecologica di via Gregorcic a Sant'Andrea il materiale di scarto, dove fra l'altro l'orario di apertura è limitato ad alcune ore al giorno, con la conseguenza che a volte tocca stare più di mezz'ora in fila con l'auto prima di entrare e in questo periodo con il caldo opprimente non invita certo a farlo. 

Paolo Nanut 


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