LA LETTERA
Lettere - Savogna d'Isonzo, «Il porta a porta ci costringe a tenere i rifiuti in casa»
Diana Forti esprime le sue critiche all'attuale sistema di raccolta e lo mette a confronto con i modelli adottati in Slovenia e Austria.
Ci scrive Diana Forti da Savogna d'Isonzo per condividere alcune riflessioni sul sistema di raccolta differenziata porta a porta. Nella sua lettera, la lettrice trasferitasi da Trieste, racconta la propria esperienza, evidenziando le difficoltà che, a suo avviso, il servizio comporta nella gestione quotidiana dei rifiuti, soprattutto per una famiglia numerosa, e propone possibili alternative. S.F.
Premettendo che siamo una famiglia numerosa proveniente da Trieste, l'impatto con la gestione della raccolta porta a porta è stato devastante. Doversi tenere l'umido, il secco e i pannolini dei bambini nei bidoni per una settimana, sotto il sole o la pioggia, e la carta o la plastica per ben due settimane, non è normale in un Paese che si definisce parte dell'Unione Europea.
Perché, varcando il confine con la Slovenia o con l'Austria, non assistiamo all'indecoroso spettacolo dei bidoncini e dell'immondizia lungo i marciapiedi o in mezzo alla strada quando c'è vento? In quei Paesi si possono gettare i propri rifiuti in qualsiasi momento, senza essere costretti a tenersi l'immondizia in casa. E, per di più, si deve pagare o si rischia di ricevere bollini colorati se si sbaglia il conferimento di un rifiuto. Incredibile. Alla faccia dell'igiene e della civiltà.
Ringrazio e auspico un ritorno ai vecchi, ma meravigliosi, contenitori zincati o, piuttosto, la creazione di isole ecologiche dove ogni cittadino sia libero di gestire i propri rifiuti in qualsiasi momento. Grazie.
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