LA LETTERA
Lettere – Referendum, Del Bello: «Poste le basi per un fronte Democratico e Repubblicano»
Per il dem la bocciatura popolare argina il rischio di concentrazione dei poteri e segna un passaggio politico decisivo a tutela degli equilibri costituzionali.
Il giorno dopo lo spoglio referendario, ci scrive il dem Fabio Del Bello, osservando la definizione della costituzione di un nuovo “fronte” scaturito dalla consultazione popolare di carattere «incredibilmente giovane nell'età media, alternativo alla Destra». «Rilevantissima perciò è la responsabilità delle forze politiche di opposizione e dei loro leader nazionali – osserva - nel predisporre un programma concertato con questa società civile individuando a breve una o un leader con il metodo democratico delle primarie». S.F.
Votando maggioritariamente SI gli italiani avrebbero democraticamente dato carta bianca alla Destra per far partire un iter di medio periodo volto a modificare la Costituzione in direzione autoritaria, plebiscitaria ed autocratica. Dopo la sottomissione del Legislativo (Parlamento clamorosamente esautorato in questa controriforma), se passava il SI sarebbero state poste le basi per un progressivo affievolimento del Giudiziario fino alla sua subordinazione all’Esecutivo.
Senza vincoli e senza freni avrebbero accelerato verso la nuova legge elettorale supertruffa (e magari ripescando pure il premierato, dato da sinceri nostalgici amano “i pieni poteri”), sarebbero così state poste le basi per il controllo di tutti gli Organi di garanzia a partire dal Presidente della Repubblica. Un tanto avrebbe implementato il disegno ideato in Fratelli d’Italia, autentico depositario della Destra nazionale in quanto erede di una consolidata tradizione secolare. Le altre due forze in campo non infatti hanno lo spessore per pilotare questo iter involutivo: Forza Italia è un partito televisivo e personale, la Lega da secessionista e regionalista ha malamente mutato pelle in neonazionalista ed eccetto il Nordest è in caduta libera (le resta principalmente l’agitazione xenofoba).
In estrema sintesi gli antefatti storico/contemporaneistici dal 1948 ad oggi sono i seguenti: a) Gladio e il “processo” alla Resistenza (fine anni 40 con il tentativo di mettere fuori legge il Pci); b) la strategia delle tensione, le bombe neofasciste e il tentato golpe di J.V.Borghese (anni 60-70); c) la P2 (anni ottanta, Gelli e la strage neofascista alla stazione di Bologna, città simbolo della Sinistra nel “Paese”); d) l’attacco mafioso al cuore dello Stato (anni novanta); e) lo sdoganamento degli eredi del Msi ad opera del berlusconismo incrina irreparabilmente l’arco costituzionale (anni novanta), f) Fratelli d’Italia ripudia Fiuggi (cioè la svolta finiana verso un “gollismo” liberalconservatore) e si riconnette al Msi (partito estraneo alla Costituzione repubblicana e democratica).
Il cerchio si chiude con la vittorìa nel 2022 (grazie alla scellerata divisione nel Centrosinistra che nella somma dei voti superava la Destra ma era appunto diviso in due tronconi): viene così tradotto in programma il “deposito” politico/programmatico reazionario sintetizzato sopra non solo per governare ma anche per comandare nella “Nazione”. Tra ieri e oggi gli elettori, con una chiara scelta politica si sono maggioritariamente espressi bocciando questo progetto e ponendo le basi per un Fronte Democratico e Repubblicano.
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