Lettere - Politiche migratorie «fallite» a Monfalcone, Del Bello: «Relazioni velleitarie con Fincantieri»

Lettere - Politiche migratorie «fallite» a Monfalcone, Del Bello: «Relazioni velleitarie con Fincantieri»

LA LETTERA

Lettere - Politiche migratorie «fallite» a Monfalcone, Del Bello: «Relazioni velleitarie con Fincantieri»

Di FABIO DEL BELLO • Pubblicato il 26 Gen 2026
Copertina per Lettere - Politiche migratorie «fallite» a Monfalcone, Del Bello: «Relazioni velleitarie con Fincantieri»

L'esponente dem analizza il divario tra gli annunci della destra e i dati reali su reddito e flussi, richiamando l'opposizione ad un approccio scientifico per superare visioni ideologiche e massimaliste.

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Ci scrive l’ex amministratore comunale e provinciale, attuale esponente dem, Fabio Del Bello, proponendo alcune considerazioni sull’attuale contesto politico e sociale che caratterizza la città di Monfalcone. Il contributo analizza le politiche locali e nazionali in materia di immigrazione, le scelte amministrative degli ultimi anni, il ruolo del sistema produttivo e le difficoltà dell’opposizione nel leggere e governare i cambiamenti in atto, richiamando la necessità di un approccio più pragmatico e fondato sull’analisi dei dati. E.V.

Il proibizionismo cartellonistico? Il proibizionismo relativo al culto islamico collettivo adottato formalmente con motivazioni urbanistiche (le stesse che però non vengono applicate ai culti cristiani non cattolici)? In fin dei conti è significativa la stessa foto ufficiale selettiva delle “autorità” con…. una sola parte degli alunni della nuova Cuzzi! Questa compagine politico amministrativa (una Destra radicale sovranista, neonazionalista ed euroscettica che però si pavoneggia con i fondi PNRR) ha due macroscopici problemi: a) ha da sempre ventilato la necessità di contenere l’immigrazione (soprattutto quella “di colore” ed islamica), b) ha annunciato la necessità di modificare il “modello produttivo” di Fincantieri. Gli esiti? a) Dopo dieci anni (2016-26) di Destra radicale a Monfalcone gli immigrati islamici sono triplicati, a Roma da tre anni il Governo Meloni produce decreti flussi record e stipula accordi soprattutto con i Paesi islamici, ancora a Monfalcone nella graduatoria del reddito pro capite si sprofonda al posto 140 su 216 comuni (l’attigua Staranzano è al posto 31, Ronchi al 55!!). 

b) il modello produttivo Fincantieri, messo in discussione da una mozione consigliare, il giorno dopo è stato “blindato” dal presidente regionale leghista e nei giorni scorsi da due autorevolissimi esponenti nazionali di FdI e di FI. È però vero che da dieci anni il Centrosinistra perde a Monfalcone tutti i tipi di elezioni ed in particolare è stato raso al suolo nelle due ultime elezioni comunali: davanti agli inconfutabili fallimenti epocali della Destra di cui sopra, la spiegazione razionale sta nella cronica sottovalutazione di un fenomeno (l’immigrazione) che si è dimostrato dirimente (in tutta Europa e negli Usa) per cogliere le dinamiche del consenso e le cause delle sconfitte elettorali. 

Gli elettori finiscono per scegliere per esclusione e….per “disperazione” coloro che a torto o a ragione ritengono meno distanti dalle loro paure indotte, nel caso specifico monfalconese, da due fattori concomitanti: a) l’eccesso migratorio non pianificato, non programmato, non spiegato preventivamente agli “autoctoni” quindi non governato (non “incontrollato” come dice la Destra locale perché invece è controllato dai provvedimenti del “suo” stesso governo a Roma), b) una costante di lungo periodo caratterizzante l’area politica della Sinistra monfalconese incline fin dagli quaranta del Novecento a posizioni “massimalistiche” ed ideologiche, ora completamente fuori tempo massimo. 

Il tema va invece affrontato sotto il profilo scientifico e ottimi spunti possono per esempio pervenire dalla “scuola” sociologica padovana e specificatamente da due studiosi che negli anni scorsi sono venuti a Monfalcone: Stefano Allievi e Giampaolo DallaZuanna. Quindi scontata l’indignazione nei confronti del radicalismo di destra, il problema si sposta nell’opposizione e soprattutto nell’assenza di una politica migratoria scientificamente e pragmaticamente fondata. 

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