Lettere - Dal picco di piena alla secca, Legambiente: «Judrio in difficoltà a Romans d’Isonzo»

Lettere - Dal picco di piena alla secca, Legambiente: «Judrio in difficoltà a Romans d’Isonzo»

LA LETTERA

Lettere - Dal picco di piena alla secca, Legambiente: «Judrio in difficoltà a Romans d’Isonzo»

Di LEGAMBIENTE MONFALCONE E GORIZIA • Pubblicato il 08 Gen 2026
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I circoli monfalconese e goriziano segnalano l’anomalia della situazione a meno di due mesi dall’esondazione. Una «criticità reale» che sta già portando a una diffusa moria della fauna ittica.

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Da un estremo all’altro. Prima la piena, culminata nella tragica esondazione dello scorso 17 novembre; ora una secca che, se osservata approfonditamente, appare quantomeno anomala. A farne le spese due mesi fa le comunità di Versa e Dolegna del Collio, oggi la fauna ittica – di cui si registrano già casi di moria di massa lungo l’alveo quasi del tutto asciutto del tratto finale. Il circolo Legambiente “Ignazio Zanutto” di Monfalcone e quello di Gorizia segnalano e descrivono una nuova situazione critica per il fiume Judrio, riportando nel seguente contributo le osservazioni effettuate attorno all’della Fornace di Romans d’Isonzo da Erik Viurna, Michele Tofful di Legambiente Gorizia e Andrea Serino, cittadino di Romans. Episodi, sottolineano i tre, che «non possono essere considerati marginali» e dei quali è necessario indagare le cause. [F.D.G.]

Nel tratto finale del fiume Judrio, in particolare nella zona della Fornace di Romans d’Isonzo, si sta verificando una situazione ambientale critica: l’alveo risulta quasi completamente asciutto e si registra una moria di pesci diffusa, di varie specie e dimensioni.

Il quadro appare ancora più significativo se si considera che il 17 novembre scorso lo Judrio è esondato, allagando Versa. A poco più di un mese di distanza, il fiume si trova oggi nella condizione opposta.

È noto che in inverno fiumi e torrenti possano diminuire la loro portata; tuttavia, l’intensità della secca osservata appare anomala. Nell’alveo sono presenti numerosi pesci ammassati nei punti più bassi, molti dei quali trovati in fin di vita o già morti.

Il Contratto di Fiume dello Judrio è attualmente in fase di definizione e si prevede che venga ufficializzato nei prossimi mesi. Proprio per questo, si ritiene fondamentale che la questione della carenza e instabilità della portata diventi una delle priorità del Contratto, prevedendo fin da subito monitoraggi, analisi e verifiche puntuali sulle cause di questi episodi, al fine di prevenire il ripetersi di situazioni simili.

Al momento non è ancora possibile stabilire con certezza se le cause siano esclusivamente naturali o legate a una gestione antropica delle acque. Tuttavia, nel tratto di pianura lo Judrio e il suo affluente Versa risentono in modo significativo delle variazioni degli apporti idrici provenienti da scarichi e canali, in particolare a Mariano del Friuli e nel territorio di Romans d’Isonzo, che incidono in maniera rilevante sulla quantità d’acqua disponibile.

Lo stesso dossier tecnico del Contratto di Fiume riconosce che la carenza di portata è una criticità reale del Judrio e segnala come variazioni improvvise degli apporti idrici possano provocare rapidi prosciugamenti dell’alveo e la moria della fauna ittica, soprattutto in assenza di precipitazioni e in presenza di un letto ghiaioso altamente permeabile. È significativo rilevare come nel Versa a valle di Mariano e nello Judrio, dopo la confluenza con il Versa, le secche si verifichino prevalentemente nei mesi autunnali e invernali, mentre durante l’estate vi è normalmente presenza d’acqua: un elemento anomalo e rilevante, che rappresenta un segnale importante e che richiede un approfondimento tecnico puntuale.

Il bacino dello Judrio è inoltre riconosciuto come un corso d’acqua di elevato valore naturalistico. Esso ospita pesci rari e protetti, come la lasca, il gobione italico e il barbo balcanico, anfibi protetti come la rana di Lataste, insetti protetti come la libellula Cordulegaster heros, il rarissimo mollusco bivalve Microcondylaea bonellii e il gambero di fiume, anch’esso specie protetta. Episodi come l’attuale secca e la conseguente moria di pesci non possono quindi essere considerati marginali. 

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