LA LETTERA
Lettere - Monfalcone e Fincantieri, Percuzzi: «Silenzio sul decreto vergogna inaccettabile»
Ci scrive Michela Percuzzi, per condividere una riflessione sul nuovo anno e sulle criticità che, a suo giudizio, segnano il presente e il futuro della città.
Ci scrive Michela Percuzzi, consigliera della lista civica “Insieme con Moretti” del comune di Monfalcone, per condividere una riflessione sul nuovo anno e sulle criticità che, a suo giudizio, segnano il presente e il futuro della città. Al centro del suo intervento il rapporto tra Monfalcone e Fincantieri, l’impatto industriale sul territorio e il ruolo delle istituzioni locali, regionali e nazionali. Un contributo che richiama temi sociali, sanitari ed economici e sollecita un dibattito politico più ampio sulle responsabilità pubbliche e sulle prospettive per il 2026. E.V.
Il nuovo anno si apre per Monfalcone sotto il segno di una sfida che non posso e non possiamo più permetterci di rimandare, il presente e il futuro della città di fronte all'impatto industriale di Fincantieri, società a partecipazione Statale per quasi il 70%. La recente mozione unitaria del Consiglio Comunale di Monfalcone su Fincantieri non deve essere un semplice esercizio di stile burocratico da archiviare in un cassetto. È il grido della nostra città che chiede d'essere ascoltata, non solo dai propri amministratori, ma dallo Stato e dalla Regione. Iniziamo questo 2026 con una consapevolezza amara: il nostro tessuto sociale, sanitario ed economico è giunto al punto di rottura. Non posso più accettare il 'silenzio degli innocenti' di fronte a un carico che la nostra comunità sta sostenendo in totale solitudine.
Mentre i cittadini affrontano le criticità quotidiane, la risposta delle istituzioni Nazionali a traino Centro Destra è stata quello che viene definito come ‘Decreto della Vergogna’: 80 milioni di euro di soldi pubblici destinati a un’azienda segnata da sentenze penali per le morti legate all’amianto. Lo considero un paradosso etico che ferisce la nostra memoria collettiva: si usa denaro pubblico come un premio, invece di destinare prioritariamente alla tutela delle vittime o alla sicurezza. Il fatto che la maggioranza a traino Leghista in Consiglio Regionale abbia rigettato l'emendamento per la sua abrogazione è un atto che non possiamo dimenticare.
Cosa chiedo per il 2026?
Un'azione Politica: penso che la Giunta Comunale debba diventare protagonista attiva, pretendendo risposte concrete da Roma e da Trieste. Monfalcone non può essere lasciata sola difronte ad una tensione sociale, abitativa e scolastica di questa portata. Sono necessari fondi correnti per gestirla e progetti politici forti. Chiedo che le risorse pubbliche vengano vincolate a garanzie ferree sulla salute dei lavoratori e sulla bonifica dei rischi (Amianto e FAV). Lavoro e Legalità: Dobbiamo dire basta a un sistema di appalti e subappalti che mette a rischio l'integrazione e la legalità nel nostro territorio. Sono ben felice che siano iniziati i lavori di rifacimento di strade e marciapiedi, ma non dimentichiamo che questi sono interventi di ordinaria amministrazione. La vera sfida, quella per cui mi batterò, è la dignità, la giustizia sociale e la lotta alle disuguaglianze di chi vive e lavora in questa città.
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